Ozio creativo. Conversazione con Maria Serena Palieri

Domenico De Masi,Maria Serena Palieri

Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 aprile 2002
Pagine: 265 p.
  • EAN: 9788817128698
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Descrizione
Per gli antichi romani il termine otium non significava "dolce far niente", bensì un periodo libero dagli impegni politici e civili nel quale era possibile aprirsi alla dimensione creativa. Secondo Domenico De Masi, nella società postindustriale è proprio questo ozio "creativo" ad assumere il ruolo del protagonista, sia nel lavoro che nel tempo libero. Oggi che la maggior parte della fatica manuale e di routine è eseguita dalle macchine, ci è richiesto sempre più di essere creativi e fantasiosi. Superate le rigide distinzioni tra lavoro e vita personale, razionalità ed emozione, marciamo verso un futuro in cui, grazie alla tecnologia, potremo riappropriarci del nostro spazio domestico restando in contatto con il resto del mondo.

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    Luca Aquadro

    24/08/2017 13:54:54

    In primo luogo qualche considerazione sulla forma. Come esplicitato sin dal sottotitolo, questo volume di circa trecento pagine è una lunghissima intervista o, meglio, conversazione tra Domenico De Masi, sociologo del lavoro di fama internazionale e la giornalista Maria Serena Palieri. E la forma dialogica, al di là del nobile rimando al metodo del dialogo filosofico socratico, rende la lettura molto scorrevole, grazie anche alla brillantezza dello stile di De Masi e alle domande talora pungenti di Palieri. In secondo luogo qualche indicazione sul contenuto. Dopo aver ripercorso a grandi tappe l'evoluzione dell'economia e, in particolare, del lavoro umano dalla preistoria ad oggi nei primi capitoli (che rappresentano a mio avviso la parte migliore del testo), nella seconda metà del volume De Masi illustra le proprie proposte per affrontare alcuni problemi oggi molto sentiti quali la disoccupazione, lo sfruttamento del lavoro e, soprattutto, l'insoddisfazione legata alla propria vita lavorativa. Il concetto-chiave della proposta è quello di "ozio creativo". Secondo De Masi è necessario trasformare radicalmente il nostro atteggiamento nei confronti del lavoro per far sì che da fardello da sopportare, fagocitatore di tempo libero e fonte di stress e di alienazione diventi una componente quantitativamente minoritaria dell'esistenza individuale e un'occasione di realizzazione personale e di crescita della società. Ma come? In vari modi, ma soprattutto abbattendo gli steccati che ora dividono lavoro, studio e gioco per fare di queste tre attività apparentemente diverse un unico momento creativo e avendo il coraggio di eliminare molti tabù tradizionali relativi alla gestione del tempo individuale, della famiglia e dei luoghi di lavoro. Una lettura davvero molto stimolante, provocatoria e gradevole, puntuale nella ricostruzione storica e ricchissima di riferimenti ad altri autori. "Chi non dispone di due terzi della sua giornata è uno schiavo." (F. Nietzsche)

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    Fabio

    02/06/2011 12:49:27

    Non sono d'accordo sulla dicotomizzazione "vecchio-nuovo" secondo me eccessiva: una scrivania funzionale è importante quanto un materasso comodo, un quadro è importante quanto un tornio, l'ozio creativo non è intrinsecamente superiore alla frenesia metropolitana e una facoltà universitaria che prepara alla professione è importante quanto una che prepara alla vita; a proposito, a dire il vero non ne ho ben compreso la differenza. A parte questa e poche altre divergenze, sicuramente un'ottima lettura da non perdere e che consiglio. 5 stelle con lode.

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    Gino

    04/10/2009 10:50:54

    Ho terminato la lettura di questo splendido saggio introduttivo sulla societa' post-industriale.Fa riflettere,molto. Da almeno un paio di anni sentivo ilmalessere di questa societa' semprepiu'improntata al lavoro,solo e sotanto lavoro. Senza leggere alcun testo in materia, avevo iniziato a riflettere sull'importanza del tempo libero, delle passioni e delle personali attitudini.Piu' riflettevo e piu' mi rendevo conto che tutto cio' mi allontanava dal percorso intrapreso: gli studi di legge.Ora a 26 anni, con una laurea in legge, ancora piu' rifletto su come impostare la mia vita,dedicando meno tempo al lavoro,ma aumentandone la qualita'; e nello stesso tempo coltivando le mie attitudini per il disegno,lo spot la cura dell'alimentazione ecc. Diciamo quindi che ,ragazzi, riflettete sui cambiamenti che devono avvenire nella societa'.E' di fondamentale impotanza. Leggete questo libro.

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    aristos

    11/07/2005 13:39:06

    Una bellissima prospettiva quella di De Masi: vedere il lavoro non piu' come il fulcro dell'esistenza, ma come un'opportunità di gioco e di creativita', che si affianca alle altre. Solo la creativita' ci potra' salvare, solo il nutrire tanti interessi e tanti affetti e coltivarli. Ma i potenti della terra lo capiranno? Si arrivera' mai a capire che la nostra giornata non deve essere totalmente fagocitata dal lavoro? Comunque un grazie a chi si impegna per questo.

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    silviocarta

    26/05/2005 21:16:54

    un bel testo che fa riflettere sulla piega che il mondo dell'occupazione e della società in genere sta prendendo, l'unica pecca è la forma dell'intervista che rallenta decisamente il filo dei discorsi

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