Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 11 maggio 2011
Pagine: 268 p., Brossura
  • EAN: 9788845925856
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Descrizione
Nell'autunno del 1964, dopo cinque anni di silenzio, Parise pone fine a un nuovo romanzo, "Il padrone", che gli appare simile a una favola "minuziosa e crudele". Da una favola, in effetti, sembra uscita la ditta commerciale (ma non sarà difficile riconoscervi la casa editrice dove Parise lavorò a lungo) in cui il giovane protagonista, appena sbarcato dalla provincia in una grande città, trova lavoro: un palazzo di vetro che, con la sua cuspide scintillante, esercita una irresistibile forza di attrazione. E da una favola (parodistica) o da un cartoon sembrano usciti i personaggi che lo popolano: il malinconico, nevrotico dottor Max, il padrone, diviso fra la passione per la filosofia e l'ansia di scalzare il potere del padre, il vecchio Saturno; Uraza, sua madre e principale alleata, che si serve dell'enorme massa di capelli soffici e fiammeggianti come di un potentissimo strumento sensorio; la fidanzata Minnie, che accompagna ogni gesto con un'onomatopea da fumetto; il fedele autista-infermiere-spia Lotar, incarnazione della forza bruta e della più ottusa fedeltà; e la folla di collaboratori e dipendenti, dall'immenso e infido dottor Bombolo agli inermi Pluto e Pippo. Ma, soprattutto, rinvia a una favola (filosofica) il gelido incantesimo che imprigiona la ditta trasformandola in una immane trappola mortuaria: far parte del suo organismo significa infatti essere proprietà del dottor Max, e dunque - prigionieri delle involuzioni e delle allegorie del suo pensiero.

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Recensioni dei clienti

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    Leopoldo Roman

    06/11/2015 09:50:41

    Cosa non si fa per un posto di lavoro! Quando uscì cinquant'anni fa questo romanzo fu considerato dai critici una "figurazione astratta", una "fiaba moderna d'ispirazione volterriana: come un ragazzo tranquillo, libero e disponibile può diventare uno schiavo talmente passivo da non differire in nulla da un barattolo". Certamente resta una parodia, ma nonostante tutti i progressi sociali, sindacali e civili che nel frattempo ci sono stati, questo romanzo è più che mai attuale visto cosa sta succedendo oggi, non solo in tante aziende private, ma anche in quelle pubbliche, soprattutto in quelle legate agli ambienti politici. Per non dire poi del vassallaggio che predomina nelle pubbliche amministrazioni e qualche volta nei governi stessi. "Il Padrone vorrebbe che il suo privilegio fosse suffragato dalla morale e benedetto dalla ragione, e che lo Schiavo aspirasse liberamente a servire".

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    Cristiana

    30/07/2012 19:29:54

    Una ristampa a distanza di quasi cinquant'anni di cui non si sentiva nessuna esigenza: noioso, datato e quasi insulso. Anche i grandi scrittori hanno i loro momenti inutili.

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    martino

    04/07/2011 18:47:19

    ‎..una delle cose che più ammiro in parise è il suo essere camaleontico e la capacità di saper scrivere in diversi modi di diversi argomenti, caratteristica questa che ha reso i suoi romanzi completamente diversi l'uno dall'altro..ma a mio parere, il parise de "il padrone" è stato il miglior parise: questo romanzo ti piega in due dal ridere..davvero complimenti ad adelphi che si prodiga per ristampare e quindi valorizzare romanzi tanto importanti della letteratura italiana, riportando all'attenzione dei lettori degli scrittori davvero notevoli che molto probabilmente sarebbero altrimenti dimenticati..

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