Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806189235
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Recensioni dei clienti

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    Dario

    08/12/2015 19:17:34

    Noioso? Dipende dalle nostre attese. Da quel poco che ho letto finora, mi pare che i libri giapponesi, classici e moderni, siano caratterizzati da realismo e attenzione minuziosa al dettaglio, due elementi che evidentemente sono indigesti per noi lettori di oggi. Ma ricordiamoci che lo stile di tanti romanzi europei ottocenteschi non era poi così diverso, colpi di scena a parte. È vero, non succede granché, il racconto si consuma fra i dialoghi dei due protagonisti (fatti di banalità, punture di spillo, scatti di rabbia e molto non detto) e le descrizioni paesistiche, lente e pazienti come la neve che cade. Non si può definirlo una lettura trascinante. Eppure? eppure c'è qualcosa di ipnotico in questo stile, che ti spinge ad andare avanti; c'è una purezza che fa pensare davvero al candore della neve, soprattutto ci sono molte cose che sono lasciate alla immaginazione del lettore. È un romanzo che può essere apprezzato soprattutto da chi non è più giovane, e comincia a guardare il mondo con occhi diversi. Meritatissimo premio Nobel per la Letteratura.

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    Monica

    18/11/2014 23:44:30

    Ho apprezzato le numerose descrizioni dei paesaggi, ma l'assenza di una trama definita ha reso la lettura a tratti noiosa. Mi aspettavo qualcosa in più.

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    Nunzia Borrelli

    03/06/2013 09:06:05

    Libro senza una trama ben definita,noioso sia nelle descrizioni sia nei dialoghi che spesso sono ridondanti e con poco senso.anche il finale è poco significativo,nn c'è un approfondimento psicologico dei personaggi che sono descritti sommariamente e nn è chiara la loro connessione.decisamente sconsigliato

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    Alessandro

    20/01/2013 18:31:15

    Premesso che sono un grande appassionato della cultura giapponese questo particolare romanzo non mi è proprio piaciuto.....testo poco scorrevole con pochi dialoghi e solo tanti passaggi descrittivi che alla lunga annoiano

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    Valentina

    07/04/2011 10:40:59

    Mi sono lasciata coinvolgere da questo vento invernale e le immagini che la favolosa penna di kawabata ha disegnato...

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    marina

    09/09/2008 10:55:16

    Sono una grande ammiratrice di Yukio Mishima e durante le vacanze estive ho voluto conoscere Kawabata Yasunari che è stato il suo amico,il suo confidente e il suo maestro e di cui avevo letto il carteggio,durato circa vent'anni. Sono rimasta affascinata da questo libro,dalla magia delle descrizioni naturalistiche,dalla delicatezza con cui l'autore segue il percorso complesso e a volte doloroso del rapporto tra Shimamura e l'enigmatica Komako. E'un libro avvolto in una sensuale tristezza che lo rende ancora più affascinante. Un incontro d'amore destinato a svanire,in un paesaggio sognante e sospeso nel tempo, dove il candore spettrale della neve è lo sfondo e il protagonista di questo romanzo intenso e struggente.

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    Anna

    26/12/2007 20:25:38

    Devo ammettere di aver fatto fatica a leggerlo, non essendoci effettivamente una trama in svolgimento, però l'ho portato avanti fino alla fine perchè sono rimasta affascinata dal mondo giapponese descritto. Sembrava di guardare un quadro...!

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Il «paese delle nevi» è il paradiso terrestre sulla costa occidentale della maggiore isola del Giappone, dove la neve è alta quindici piedi, e, in un suggestivo luogo di villeggiatura, si trova una rilassante stazione termale. In questa scena si dipana la storia di Shimamura, ricco e raffinato esteta, e di Komako, geisha delle terme. Komako fa parte di una categoria di geishe assai diversa da quella che abita in città: le cortigiane del paese delle nevi non potranno mai diventare famose musiciste o danzatrici, penetrare tra le quinte della politica o degli affari: il loro destino è quello di maturare tra gli incanti e la corruzione del «paradiso», perpetuamente dedite ai signori che, secondo la tradizione, salgono alle terme per trovarvi il riposo perfetto. L'incontro di Shimamura e Komako è dunque un incontro d'amore, ma da esso non nascerà che un gioco di trasporti continuamente rattenuti, rinfocolati, destinati a svanire, in un paesaggio di sogno, dove le chiacchiere discrete degli alberghi e la ricerca della bellezza costituiscono un ricamo ripetuto, sempre fascinosamente elusivo.