Palladio e il palladianesimo

Rudolf Wittkower

Traduttore: M. Azzi Visentini
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1995
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: XII-337 p., ill.
  • EAN: 9788806137922
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Descrizione

Sono numerosissimi i paesi europei ed extraeuropei dove il "palladianesimo", una categoria stilistica sopravvissuta al Rinascimento, al Barocco, al Rococò, al Neoclassicismo e alle avanguardie novecentesche, ha avuto una straordinaria diffusione. Ma chi è stato effettivamente Palladio? Che cos'è il palladianesimo? Quali le ragioni e i modi della sua straordinaria fortuna? Saggio dopo saggio prendono corpo l'immagine di Palladio e la sua fortuna, a partire dall'incontro che valse a determinarla, tra l'opera del grande architetto veneto e l'innovatore dell'architettura inglese Inigo Jones, che avviò l'uso, invalso per oltre due secoli, di guardar le rovine archeologiche romane con l'occhio del Palladio.

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(scheda pubblicata per l'edizione del 1984)
scheda di Pagella, E., L'Indice 1984, n. 3

Il libro raccoglie una serie di saggi scritti tra gli anni '40 e '60 e apparsi a Londra nel 1974. Dal primo nucleo di indagine sull'influenza di Palladio nell'architettura veneziana del Sei e Settecento, lo studio segue le vicende della fortuna straordinariamente lunga e profonda di questo paradigma in Inghilterra, in particolare nelle opere dei più alti interpreti del palladianesimo, Inigo Jones e Lord Burlington. Con un linguaggio di sobria ed esemplare chiarezza unito ad un'inesauribile curiosità, questo grande storico dell'architettura, dirama la sua analisi lungo molteplici itinerari che vanno dall'evoluzione tipologica di singoli elementi della sintassi di Palladio come il balaustro e la serliana, alla fortuna editoriale dei suoi famosi "Quattro Libri", fino ai mutamenti di sensibilità e di gusto annunciati a metà '700 dall'arredo dei giardini paesistici dove, in una nuova libertà di schemi, piccoli edifici in stile cinese vengono a sostituire edicole e tempietti classici. L'acuto e sottile percorso di Wittkower, ricco di precisazioni metodologiche e attento alle funzioni sociali dell'architettura, ci guida così, attraverso l'affermazione e l'esaurirsi dell'esperienza neopalladiana inglese, sino alle soglie dell'eclettismo ottocentesco.