Traduttore: F. Ferrari
Editore: Adelphi
Edizione: 4
Anno edizione: 2001
In commercio dal: 28 novembre 2001
Pagine: 190 p.
  • EAN: 9788845916366
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Recensioni dei clienti

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    DIdo

    15/09/2017 16:09:20

    Storia scritta molto bene. La descrizione dei paesaggi naturali evoca bellissime sensazioni. Da regalare sicuramente

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    Kine

    29/09/2016 12:29:32

    Storia piena di natura, si respira proprio il profumo del bosco. ... quindi scritto molto molto bene.... letto dopo "walden" e dico che non c'è paragone, sono anche due libri un pelino diversi, ma questo Pan è decisamente migliore.... ciò che non mi aspettavo è la drammaticità della storia, profondamente amara... lo consiglio voto 4

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    susanna bottini

    03/11/2014 10:08:52

    Splendido esempio di grande letteratura nordica di fine '800, romanzo breve ma intenso, stile asciutto e quasi scarno, le misteriose elucubrazioni del tenente Glahn , la sua sottile vena di follia, l'ambientazione in una natura viva e che parla, insomma, un'opera eccezionale.

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    Luca

    02/02/2013 16:02:39

    Beh..un capolavoro a tutti gli effetti. La migliore ambientazione,con la precisione e l'incredibile descrizione dell'autore,di ogni libro che io abbia mai letto. La storia resta pure tra i migliori che i miei occhi abbiano ammirato. Lo consiglio a tutti,quando lo lessi io,mi sentii proprio immerso nella natura ed è una sensazione così forte che nessun'altro libro m'aveva dato o mi avrebbe dato più avanti. Capolavoro immenso.

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    gianni

    29/04/2010 11:39:15

    Questo libro mi ha fatto un effetto un po’ strano. Non posso certo dire che sia un brutto libro o che non mi sia piaciuto ma l’ho trovato un po’ datato. Mi spiego meglio: il libro narra di un periodo nella vita di un giovane tenente norvegese che si ritira a vivere in una casa immersa nella natura. Passa quindi le giornate a caccia oda pesca ed ogni tanto a qualche contatto con le perone del vicino villaggio. Fino a che il libro descrive la vita da eremita del protagonista, con le bellissime descrizioni della natura e del sentimento di vicinanza con gli altri esseri viventi del bosco, il libro è molto bello. Quando però invece passa a descrivere la vita sociale del tenente ecco che ho avuto delle difficoltà a seguire la storia. Il giovane tenente fa tutta una serie di azioni, soprattutto nei confronti di Edvarda, di cui non sono riuscito a capire il senso, forse perché rispecchiano una mentalità ed un modo di vivere molto lontano dall’attuale. Di Hamsun avevo già letto il bellissimo romanzo “Fame” che mi era piaciuto molto, ma molto, di più.

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    Rolando

    06/02/2009 16:54:03

    Uno di quei rari libri che ti lascia senza parole. Un capolavoro... Rapido, misterioso e intenso come la breve estate nordica.

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    Elena

    10/05/2008 11:05:17

    Uno dei libri preferiti del giovane Thomas Mann...c'è qualcosa in esso di veramente germanico. Splendido allora, in contrasto e in continuazione, che il titolo sia greco! Viva tutta la cara vecchia Europa, atque in perpetuum...

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    Enrico

    11/01/2008 09:00:58

    L'imponenza della natura, la solitudine, la sensibilità d'animo, la nobiltà, l'amicizia...tutto questo e tanto altro offre questo volume che non è solo un romanzo, ma una lettura dell'animo dell'autore. Uno dei più bei libri che abbia mai letto.

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    Francois Sanders

    03/12/2007 13:12:24

    Cinquanta anni dopo aver pubblicato Pan (1894) e venticinque dopo aver ricevuto il Premio Nobel (1920),Hamsun viene richiuso in un'ospedale psichiatrico,per insania mentis,dove morirà nel 1952.Cinquanta anni dopo aver scritto:"C'era una pietra davanti alla mia capanna,una pietra alta,grigia.Aveva una espressione di benevolenza per me;era come se mi vedesse quando arrivavo e mi riconoscesse.Passavo volentieri accanto a quella pietra,quando uscivo all'alba,ed era come se lasciassi là un amico,in attesa del mio ritorno",Hamsun viene accusato di essere nemico del popolo norvegese perchè filonazista.Non molti anni prima dell'inizio della seconda guerra mondiale aveva dichiarato di vedere in Hitler e nella germania nazionalsocialista l'incarnazione del futuro uomo europeo.Allo stesso tempo i leaders del nuovo movimento in Germania ritrovavano nei suoi libri lo spirito e la cosmogonia del nazionalsocialismo.Fu infatti molto elogiato da Goring e da Rosemberg:quest'ultimo dichiarò che attraverso la sua misteriosa e naturale perspicacia egli era capace di decrivere le leggi dell'universo e dell'anima germanica come nessun altro. Da questi elogi alla accusa di fiolonazismo il salto sembra eccessivo,ma il 7/5/1945,quando tutto era assolutamente perso per i tedeschi,Hamsun pubblicò questo necrologio su Hitler sull'importante quotidiano norvegese Aftenposten (la testata è tuttora in caratteri gotici):"Non sono degno di parlare di Hitler a viva voce.La sua vita e la sua opera non danno adito a pettegolezzi di tipo sentimentale.Era un lottatore,un combattente per l'umanità e un predicatore del messaggio della giustizia per tutte le nazioni.Il suo destino fu che dovette agire in un'epoca di brutalità senza precedenti che in ultimo l'annichilì.Noi,suoi adepti vicini,ci prostriamo davanti alla sua morte".Se queste sono le parole di un folle,lasciamo allora il Tenente Glahn dire "essere come devo e non come sono".Lasciamo in pace anche Knut Hamsun.E permettiamo a questa recensione di essere pubblicata.

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    annamaria neri

    09/05/2007 00:00:57

    un libro molto bello,ti fa respirare il profumo dei boschi del nord in una narrazione di sentimenti sfumata e brumosa : poesia in prosa.

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    antonella catignani

    07/11/2006 12:47:51

    Ho letto Pan diversi anni fa; l'ambientazione Norvegese meravigliosa, nel protagonista si nota semplicità sensibilità; Ho trovato questo romanzo veramente eccezionale. Mi ha sinceramente colpita. Antonella Catignani

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    frank82

    03/01/2005 12:06:05

    leggermente inferiore a "Fame" ma l'ambientazione è magnifica

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    alberto de sanctis

    08/08/2002 10:43:28

    vertigini dei boschi dell'anima, di amori perduti, di sogni infranti di fronte ad una modernità insopportabile! Romanzo ribelle e solipsistico! Semplicemente fantastico!

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    Ced

    03/03/2002 10:05:04

    "Perchè io appartengo ai boschi e alla solitudine." Un viaggio tra le grandi vedute scandinave e quelle struggenti dei moti dell'anima.

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