Pane per i Bastardi di Pizzofalcone

Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 29 novembre 2016
Pagine: 232 p., Brossura
  • EAN: 9788806222314

59° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Recensioni dei clienti

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    Alinghi

    30/09/2018 09:23:18

    Primo libro letto dall'autore e forse anche l'ultimo...sicuramente scritto bene, scorrevole ed in grado di destare curiosità circa l'evolversi della vicenda...ma sembra manchi qualcosa per farne un libro che lasci il segno. Poco invisivo, personaggi descritti velocemente, una carrellata rapida e nulla piu. Avvenimenti di contorno inseriti per dare forza o volume a personaggi di contorno al core del libro. Stessa impressiona datami dal libro della Tuti. Quarda caso autrice di fiction tv...

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    Alessio

    20/09/2018 19:59:01

    Se de Giovanni ha un pregio, questo è quello non sono di andare a fondo nell'animo dei suoi protagonisti, quanto quello di cogliere elementi a volte banali, quotidiani (il pane del titolo) per eviscerare il suo significato, ovvero il nutrimento, ciò che ci è primariamente necessario per sopravvivere... e come nei tempi di crisi e di progresso della tecnologia e del mercato il pane stesso pare andare in crisi, mancarci... Ecco, forse uno dei migliori libri della saga: i nostri Bastardi partono dall'omicidio di un panettiere, e de Giovanni ci conduce per mano nel mondo del lievito madre...

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    Bruno Izzo

    19/06/2017 12:23:55

    De Giovanni ha avuto l’intuizione di inquadrare come protagonista unica di una serie poliziesca un’intera squadra investigativa: ne consegue che racconta così non una ma diverse storie, approfondisce non uno ma vari tipi caratteriali, ciascuno a sé stante, compie una ampia e articolata carrellata tra vizi e virtù dell’animo umano, contrappone tutto ed il contrario di tutto. Non si dilunga su guardie e ladri, ma ci incanta soffermandosi, con delicatezza, gentilezza e indulgenza, sulle persone, e di converso ci affascina descrivendo sapientemente, e cesellandoli con la scrittura, sentimenti, emozioni, passioni, amori, impulsi del cuore in positivo e in negativo. Parla quindi di noi, e a noi tutti. De Giovanni con “Pane” letteralmente sazia l’appetito dei suoi fan, riempie l’immaginario del lettore di più storie, affabula e incanta proprio perché, data la varietà dell’offerta, ognuno trova quanto maggiormente gli aggrada, l’azione, l’amore, il dramma, il sorriso, la malinconia per il tempo passato, il disagio per i crepuscolari tempi correnti. Soprattutto De Giovanni fa quello che gli riesce meglio, descrive i sentimenti dei suoi personaggi. Scava a fondo nel cuore degli uomini, ne tratteggia in sintesi il meglio e il peggio, sullo sfondo della sua Napoli: De Giovanni descrive con sapienza il cuore, sia della città sia dei suoi concittadini, perché lo ascolta, con dolcezza e tenera malinconia insieme, così come farebbe chiunque, ciascuno di noi, perdendosi dietro il ricordo di attimi felici della propria vita, rosolandosi al calore che sempre suscita il profumo delle gioie trascorse, nel buon tempo antico. Tradire quei ricordi, venir meno a certi valori, a certe tradizioni ferree, salde, universali, antiche e sempre nuove, questo è il vero delitto. Per questo piace Maurizio De Giovanni, come a tanti, ai più, piace il buon pane fatto come una volta.

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    Alessia

    07/03/2017 09:25:26

    Dopo averli letti tutti posso dire che la serie de I Bastardi mi è piaciuta tantissimo. De Giovanni scrive molto bene, la lettura è piacevolissima e l'umanità dei personaggi coivolge il lettore. Pane è certamente tra i migliori nonostatante il solito finale scontato e la mancata conclusione della vicenda del frate assassino per pietà.

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    kamp

    09/02/2017 22:01:18

    Lo inizi... e non riesci più a staccarti dalla lettura. E' il segreto di ogni libro di De Giovanni. E in ogni libro l'autore trova nuovi spunti che permettono di non cadere mai nello "scontato" o nel prevedibile. Con Maurizio De Giovanni è un crescendo di emozioni. Da spazio a tutti i personaggi. Ne offre un'analisi attenta. Conduce il lettore ad immedesimarsi in ogni protagonista. Bravo Maurizio! E non vedo l'ora di leggere un nuovo libro. Saranno i Bastardi o Ricciardi? in ogni caso, sarà un successo!

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    Fabio

    24/01/2017 11:55:35

    In questa serie MDG ripercorre la strada di Ed Mc Bain con le storie dello 87° distretto e la città di Napoli con le sue atmosfere e suggestioni rende questo esperimento perfettamente riuscito. L'intreccio di più vicende che si sviluppano in parallelo è molto efficace e non porta le cadute di ritmo che spesso si verificano in un romanzo tradizionale dove non sempre l'Autore riesce a garantire continuità nella tensione narrativa. Ormai leggo questo Autore solo quando scrive dei bastardi,perchè le vicende del Commissario Ricciardi sono diventate noiose e stucchevoli,mentre qui i personaggi sono tutti vivi e convincenti.

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    Madrano

    23/01/2017 05:36:54

    Bello il primo capitolo, poi lento, ripetitivo nei modi di fare dei personaggi e prevedibile. Ho faticato ad arrivare in fondo

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    Luciano

    16/01/2017 16:39:13

    De Giovanni non delude mai, anche questo libro è scritto in modo splendido e si fa leggere tutto di un fiato. Come negli altri della serie, l'analisi dei personaggi è condotta con un' abilità fuori del normale, con una ricerca psicologica del loro essere e con un' analisi della loro personalità, che mette a nudo tutte le sofferenze e le angosce con cui sono costretti a vivere. Il tutto ambientato in una Napoli, che giorno dopo giorno, sta evolvendo verso qualcosa di indefinito e dove l'anima popolare e festosa di un tempo sta lasciando strada a tempi bui.

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    Ciro D'Onofrio

    15/01/2017 00:10:33

    Il piacere di ritrovare la scrittura efficace, elegante e malinconia di Maurizio De Giovanni.Il Piacere di ritrovare i personaggi dei Bastardi, descritti sempre con affettuoso ma implacabile bisturi dalla scrittore.Pane è tra le migliori libri che hanno come protagonisti i bastardi di Pizzofalcone, forse diventa un pò scontato nella soluzione del giallo ma assolutamente una lettura piacevole e da consigliare

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    fabrizio di monterosi

    11/01/2017 16:03:39

    Ma per carità.... non parliamo di letteratura.... il romanzo è di una banalità incredibile. Scritto per consentire alla rai di mandare in onda la relativa fiction. Ho letto questo giallo dopo aver letto "Anime di vetro" dello stesso autore. e l'ho trovato altrettanto scarso.

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    Silvia

    04/01/2017 10:00:58

    Un'altra grande perla di un grandissimo scrittore.

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    Patrizia

    02/01/2017 15:39:15

    Ancora un altro gioiello ,ancora un prezioso cofanetto di emozioni. .....grazie de giovanni.

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    archipic

    02/01/2017 14:08:41

    Splendido anche quest'ultimo episodio dei Bastardi. Come sempre, l'intreccio tra le indagini (una maggiore ed un'altra minore) e le storie personali dei protagonisti è il punto di forza del plot narrativo e de Giovanni lo sviluppa nel suo consueto stile, mai eccessivamente verboso e mai troppo succinto; ha uno spiccato senso dell'equilibro che fa si che la storia venga raccontata sempre in modo assai fluido, senza pause ma senza fretta, permettendo al lettore di immergersi nelle vicende narrate godendone appieno il significato. Promosso a pieni voti.

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    Roi

    19/12/2016 16:09:17

    Ho letto tutti i libri della serie, per me questo è il migliore, una storia che ti appassiona fin dalle prime pagine, lo consiglio vivamente anche a chi non conosce ancora la serie, ma si può anche iniziare adesso.

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    marcello

    12/12/2016 14:22:37

    Non sono assolutamente in sintonia con Elena per "il riassuntino delle puntate precedenti" ! Non è un riassunto è un approfondimento dei caratteri e della filosofia dei personaggi che si tramuteranno in azione il questo Pane che non è solo bello, bello ma bellissimo (tranne le ultime righe che non c'entrano nulla.......o preannunciano ?) Da leggere assolutamente

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    luca

    09/12/2016 17:39:47

    Bello, bello e bello. I bastardi si confermano ai massimi livelli...

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    elena

    06/12/2016 11:45:45

    NO. NO. NO. Io che ho amato tutti i suoi libri, mi sta pesando tantissimo "il riassunto delle puntate precedenti". Lo trovo poco rispettoso nei confronti dei lettori che sperano in una bella storia senza dover sorbirsi tutto il già letto. Molto delusa!

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    giulia

    30/11/2016 16:38:47

    Arrivato oggi sulla mia scrivania.Grandissima la voglia di leggerlo e sono certa - dopo aver letto il primo capitolo - che anche questa volta mi terrà incollata alle pagine!

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Che lavoro orribile, pensò. Altro che i poliziotti dello schermo, sempre a inseguire qualcuno ai duecento all’ora sempre con un sacco di donne stupende intorno. Noi stiamo fermi, e non accade mai niente.
Ma qualcosa, in quel momento, accadde.


Dura, la vita del poliziotto. Sembra quasi una banalità, ma raramente in un giallo si incontrano personaggi investigatori che si destreggiano in una quotidianità così avara di possibilità di riscatto. Se conoscete i Bastardi di Pizzofalcone, squadra di poliziotti reietti in lotta per mantenere in vita il loro commissariato affondato per uno scandalo di droga, queste cose le sapete già; se invece non li conoscete, ponetevi rimedio presto e subito, perché con il ciclo dei Bastardi Maurizio De Giovanni ci regala una schiera di personaggi eccezionalmente vividi e decisamente variegati.

Niente eroi a Pizzofalcone, comunque. Si tratta, più che altro, di persone che tentano di fare quello che possono con quello che hanno (e spesso non hanno molto), nella migliore tradizione dell’arte di arrangiarsi. Il bello però è che il loro arrangiarsi produce risultati inaspettatamente positivi, come i fedelissimi di De Giovanni hanno avuto modo di scoprire negli episodi precedenti, dove i Bastardi hanno dimostrato il loro valore più di una volta. Stavolta devono vedersela con un omicidio in odore di mafia e, in parallelo, con un curioso caso di stalking in cui la vittima è un ragazzo particolarmente brutto, e il principale sospettato un’attraente modella dalle curve mozzafiato.

Nuove avventure quindi per la squadra di Luigi “Gigi” Palma, che sembra aver fatto del commissariato la sua missione nella vita: in campo con lui ritroviamo l’ispettore Lojacono detto “il Cinese”, cacciato dalla sua Sicilia dalla falsa testimonianza di un pentito; Francesco Romano, con un matrimonio fallito alle spalle e un debilitante problema di gestione della rabbia; “il Presidente” e la “Mammina”, alias Giorgio Pisanelli e Ottavia Calabrese, gli unici sopravvissuti al repulisti che ha praticamente azzerato i vecchi agenti di Pizzofalcone; e poi i due giovani, “Alex” (Alessandra Di Nardo), vissuta nell’ombra del padre generale e appena uscita da una relazione molto dolorosa, e “Serpico” (Marco Aragona), l’unico che probabilmente ha davvero ragione di trovarsi in quel “commissariato commissariato”, vista la sua leggendaria incapacità di accendere il cervello prima di parlare (“commissariato commissariato” è una delle sue battute migliori, e lui non è certo uno che si trattiene: che i neofiti si preparino).

Sullo sfondo, come al solito, le meraviglie della città partenopea, che come De Giovanni ci ha abituato suona in modo quasi fiabesco in certe inflessioni e giri di sintassi della sua scrittura, dall’impronta notevolmente orale eppure incredibilmente scorrevole; e che rimane scorrevole anche quando, come in questo caso, a farla da padrone non è tanto l’azione, quanto l’approfondimento della psiche e del dietro le quinte dei personaggi, in particolare Alessandra e Francesco.

Come nota finale, impossibile non menzionare il primo capitolo, quello del Principe dell’Alba, che è davvero qualcosa di meraviglioso. In questo capitolo accompagniamo Pasquali’, fornaio da una vita, nella sua liturgia quotidiana della preparazione del levito madre, che lui esegue con cura filiale e una devozione quasi sacrale. E allora basta sfogliare le prime pagine di questo libro per di sentire quell’odore, forte, sincero e magnificamente sano, delle buone cose di una volta, un odore che nella Napoli di De Giovanni a volte spunta ancora, qua e là, tra il fango e la miseria, come la ginestra nel deserto. Dopotutto, Napoli è sempre la magnifica Napoli, sempre “Miseria e nobiltà”.

Recensione di Elena Malvica


Le prime pagine del romanzo

Il Principe dell'Alba si mette in cammino venti minuti prima delle quattro.
Non sono molti i gesti che deve compiere, e il Principe li conosce a memoria; potrebbe eseguirli a occhi chiusi. Ma quella è l'ora, e tutto va fatto come va fatto, senza deroghe. Oggi, poi, sarà una di quelle giornate che ti invitano a ringraziare Iddio di essere vivo. È vero che fino a poco fa ha piovuto, e neppure poco, ma già si capisce che verrà il sereno.
Oggi l'estate ha deciso di presentarsi, pensa il Principe dell'Alba. Non c'è dubbio. Basta annusare la promessa di calore, non la sentite? Be', io sì. La sento forte e chiara.
A frequentare l'alba fin da bambini se ne impara il linguaggio. Sembra sempre uguale, l'alba, invece cambia ogni volta. Non dura molto, badate. Può essere lunga un'ora, ma anche più breve, dieci o venti minuti. Ha confini incerti: a ovest con la notte che allunga i suoi tentacoli di solitudine e silenzio, a est con il giorno urlante e feroce, ed è diversa sia dall'una sia dall'altro, che non si incontrano mai, perché c'è lei a separarli.
Una volta il Principe ha sentito un poeta, un filosofo, uno scrittore o chissà chi dire alla televisione che l'alba è figlia della notte e del giorno. Fesserie. Quello, aveva pensato, è uno che per l'alba ci è passato sbronzo dopo qualche festa piena di coca e zoccole. L'alba è una cosa a sé. Non c'entra niente col giorno e con la notte se non perché ci sta in mezzo.