Il pappagallo di Flaubert

Julian Barnes

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 28 ottobre 2014
Pagine: 225 p., Rilegato
  • EAN: 9788806214401
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Descrizione

A trent’anni dalla prima uscita, una nuova traduzione di Susanna Basso del capolavoro che ha dato il benvenuto a Julian Barnes fra i grandi della letteratura.

La «pura e semplice storia» di questo romanzo è quella di un vedovo, Geoffrey Braithwaite, medico inglese, in viaggio nei luoghi del suo autore di culto: Gustave Flaubert. Una sorta di pellegrinaggio fisico, ma soprattutto intellettuale alla ricerca di un frammento di verità possibile sulla vita, gli amori, gli amici, i vizi, le meschinità e la grandezza dell’impareggiabile maestro francese. Ma può mai essere pura una storia, e può forse essere semplice? A complicare ogni vita e perfino ogni biografia, vale a dire il preteso riassunto oggettivo di un’esistenza è la miriade di dettagli, il moltiplicarsi degli sguardi, l’affievolirsi e la costante fallacia della memoria. E il caso che, nella modesta avventura di Braithwaite, si presenta sotto forma di un pappagallo impagliato custodito nel museo di Rouen, forse proprio lo stesso esemplare che accompagnò la stesura di Un coeur simple. Forse proprio Loulou, che la morente Félicité trasforma, nell’ultima pagina del racconto, in una visione mistica, salvifica, struggente e grottesca dello Spirito Santo. Ridimensionando fino al ridicolo le proprie ambizioni, e costeggiando da presso il confine del maniacale, Braithwaite si mette perciò sulle tracce del «pappagallo di Flaubert», avanzo impagliato di una verità inattingibile. Frattanto lo scintillante tesoro di splendori e miserie di Gustave Flaubert è offerto al lettore in una varietà di generi e stili, dalla cronologia – le cronologie anzi, perché nemmeno le date recano qui la consolazione dell’univocità, per triplicarsi in possibili punti di osservazione – al bestiario, dai quesiti d’esame al saggio critico, dalle opere realizzate a quelle potenziali. Procede cosí l’inutile assedio del segreto essenziale al cuore del romanzo mentre, pagina dopo pagina, magistralmente, Barnes ci intrattiene con l’antico espediente del rinvio narrativo. Soltanto alla fine infatti affiorerà, ambigua e dolente, la pura e semplice storia di Braithwaite, intrecciata, nella sua dimessa eccezionalità, con le grandi invenzioni della letteratura.

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    sara

    22/09/2018 13:21:00

    Non so bene come commentare questo libro, se non dicendo che mi è piaciuto moltissimo, nonostante ogni aspettativa. Il tema è quello caro a Barnes (è possibile ridurre un'esistenza a una narrazione oggettiva e finita?); e lo scrittore crea un romanzo decisamente postmoderno, che in parte è una biografia di Flaubert, in cui la narrazione si articola anche in lemmi del dizionario, linee del tempo, tracce di esami... Che gioiellino.

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    luciano

    27/04/2016 22:54:58

    Leggendo questo racconto si imparano un sacco di cose sul conto di Gustave Flaubert, anche se l'autore, nell'appendice del 2005, specifica che, quando mise mano al libro, " l'unica cosa di cui ero certo era il tipo di libro che non volevo: una qualsiasi forma di biografia, per esempio...". C'è riuscito benissimo. Il libro è pieno di ironia, memorabile, a proposito dei suoi scrittori preferiti, è la battuta su Virginia Woolf: " ho messo da parte Virginia Woolf per quando sarò morto", oppure: " non bisogna accostarsi a un libro per cercarvi pillole di saggezza morale o sociale, la letteratura non ha niente a che fare con la farmacopea." Leggere questo libro è stato un vero piacere.

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    jane

    24/02/2016 14:05:18

    È bello perdersi in questo piccolo labirinto pieno di specchi che alludono, rimandano, deformano. Irriverente, ironico, arguto e acuto, con una dose di divertente cattiveria, Barnes mescola i più svariati generi. Il protagonista, il dottor Braithwaite, appassionato di Flaubert, va alla ricerca della verità sul suo autore preferito, ma nessuna verità è mai semplice e lineare, ma sempre sfaccettata, mutevole e sfuggente, dovesse anche trattarsi di un pappagallo. E noi, che seguiamo questa ricerca tenendo un occhio su Flaubert e uno sul dottore, abbiamo un brivido leggendo le frasi sul dolore, che tornano, a distanza di 30 anni nella terza parte di " Livelli di vita" .

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    francesco

    15/03/2015 15:14:50

    Uno dei più bei libri apparsi negli ultimi vent'anni, finalmente ristampato da Einaudi (la prima edizione era di Rizzoli). L'apparente disordine della prima parte nasconde in realtà una precisa definizione stilistica e narrativa. Coinvolgente e indispensabile per chi ami Barnes e, soprattutto, Flaubert.

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    misselisabethbennet

    20/11/2014 19:56:52

    .. questo libro o si ama o si odia.. non ci sono mezze misure... personalmente l ho apprezzato solo alla seconda lettura visto che alla prima mi era sembrato molto slegato e senza un senso.. In realtà Barnes è geniale sia nella forma che nella ricostruzione della vita del Flaubert e di quella del protagonista che scopriamo passo passo e solo alla fine. Per me molto buono.

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