Il paradosso della bontà. La strana relazione tra convivenza e violenza nell'evoluzione umana - Richard Wrangham - ebook

Il paradosso della bontà. La strana relazione tra convivenza e violenza nell'evoluzione umana

Richard Wrangham

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Pagine della versione a stampa: 350 p.
  • EAN: 9788833932910
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«Nessuno sa più cose, pensa più profondamente o scrive meglio di Richard Wrangham. »
Matt Ridley

«Wrangham mostra la storia evolutiva profonda dell’aggressività umana. »
«The Wall Street Journal»

«Affascinante. Il paradosso della bontà raccoglie le scoperte provenienti dall’antropologia, dalla storia e dalla biologia e costruisce un percorso lucido e completo della storia dell’addomesticamento degli esseri umani. »
«The Washington Post»

«Un'analisi affascinante e nuova della violenza umana, piena di idee fresche e di argomenti convincenti.»
Steven Pinker

«Un’analisi brillante del ruolo dell’aggressività nella nostra storia evolutiva. »
Jane Goodall

«Wrangham è stato il più originale e influente interprete dei fattori ecologici ed evoluzionistici che stanno alla base dell’origine della nostra specie. Nel Paradosso della bontà estende i suoi ragionamenti a un altro fondamentale tratto della nostra specie.»
Edward O. Wilson

«Tra le grandi bizzarrie dell’umanità c’è l’ampiezza dello spettro morale: dalla perfidia più indicibile alla generosità più commovente». Richard Wrangham espone così il nucleo portante di questo suo nuovo, stimolante libro. La domanda che pone è di quelle eterne: fondamentalmente, l’uomo è buono o cattivo? Ha ragione Rousseau col suo «buon selvaggio» oppure Hobbes e il suo «homo homini lupus»?
Non è una questione da poco, perché da questo dipende il ruolo delle istituzioni nella società. In altre parole: siamo originariamente buoni, e dunque sono le costrizioni sociali sbagliate a scatenare in noi la violenza? O, al contrario, siamo intrinsecamente cattivi e solo le istituzioni giuste ci inducono a convivere relativamente in pace?
Da antropologo, Wrangham attacca il problema dal punto di vista dell’evoluzione e in questo libro risponde con una teoria sorprendente, accattivante, solida e molto ben documentata in anni di studi; una di quelle teorie che possono cambiare un intero campo del sapere.
Anzitutto, ci informa Wrangham, «la combinazione di bene e male nell’uomo non è un prodotto della modernità». A giudicare dal comportamento dei cacciatori-raccoglitori di epoca recente e dai reperti archeologici, le persone condividono il cibo, si distribuiscono i compiti e aiutano i bisognosi da centinaia di migliaia di anni, ma le incursioni, il dominio sessuale, le torture e le esecuzioni erano all’ordine del giorno fin dal Pleistocene. Il dato, in pratica, sembra essere naturale e non culturale.
La soluzione dell’enigma inizia a delinearsi distinguendo tra due tipi fondamentalmente diversi di violenza: quella «reattiva», a caldo, istintuale, e quella «proattiva», pianificata, a freddo. Noi umani siamo ben poco reattivi istintivamente, e dunque tolleranti tra di noi, molto più di altre specie, ma siamo anche in grado di pianificare freddamente guerre e atti efferati di ogni tipo. Insomma, siamo sia buoni sia cattivi, ma in ambiti differenti. La domanda era mal posta.
Ma com’è possibile che si sia evoluto questo comportamento divergente? 
Basandosi sulla comparazione con i nostri cugini più stretti, gorilla, bonobo e scimpanzé, e sullo studio dei diversi popoli, Wrangham espone il suo «colpo d’ala», proponendo che ci siamo «autodomesticati». Proprio come il cane, così mansueto, deriva dal lupo, tanto temuto, anche noi abbiamo selezionato in noi stessi la mansuetudine, tenendo intatta però la violenza proattiva, che risponde a meccanismi biologici differenti.
La lettura di questo libro fa aprire gli occhi e getta luce, con autorevolezza e grande capacità espositiva, sugli aspetti più controversi del nostro carattere, proponendo una lettura della storia naturale di Homo sapiens al tempo stesso convincente, sorprendente e inaspettata.
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    Salvo

    15/05/2020 21:02:17

    L'autore distingue due tipi di aggressione: "aggressione reattiva" e "aggressione proattiva". La prima è impulsiva e immediata. Risulta una risposta ad una minaccia alla propria persona o alle proprietà come territorio, cibo, compagne ecc. Riguarda principalmente i maschi e raramente sfocia in uccisioni. Pare legata a bassi livelli di serotonina nel cervello e alti livelli di testosterone. È presente in tutti i mammiferi e anche negli altri vertebrati. La seconda di contro è posticipata nel tempo e pianificata (premeditata). Si tratta di un'aggressione a freddo motivata da guadagno o vendetta. Il fine è l'uccisione dell'avversario e viene messa in atto solamente se c'è la certezza di vincere. Tipica è l'aggressione a sorpresa di molti contro pochi. L'aggressività proattiva si riscontra in poche specie di animali, ad esempio lupi, iene e scimpanzé e, in queste specie, è sempre accompagnata da elevata aggressività reattiva.

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    Vincenzo Imp.

    11/05/2020 13:44:57

    Libro corposo, ma scorrevole. Piacevolissimi ed interessanti da leggere gli innumerevoli aneddoti riportati riguardanti il comportamento dei gruppi di cacciatori-raccoglitori del passato e contemporanei, nonché degli altri primati. La tesi presentata con tanta passione è che siamo degli animali auto-addomesticati, nella cui evoluzione della morale un ruolo preponderante è stato svolto dalla "violenza proattiva coalizionaria", ossia la pena capitale decisa dagli anziani ai danni di chi non si conformava alle regole del gruppo (estrema sintesi). Tesi affascinante, ma che non so quanto mi abbia convinto. Comunque libro da leggere per chi è interessato al tema della nascita della morale nell'uomo.

  • Richard Wrangham Cover

    Richard Wrangham è docente di Antropologia biologica a Harvard e curatore di Biologia comportamentale dei primati presso il Peabody Museum. Allievo di Jane Goodall, è stato anche attivo nel progetto di salvaguardia dei gorilla di montagna sostenuto con coraggio da Dian Fossey. Assieme a Dale Peterson ha scritto Demonic Males. Apes and the Origins of Human Violence (1997). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato L’intelligenza del fuoco. L’invenzione della cottura e l’evoluzione dell’uomo (2011 e 2014). Approfondisci
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