Pasolini, un delitto italiano

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Nella notte del 1 Novembre 1975, Piero Pelosi è fermato a bordo della macchina di Pier Paolo Pasolini e la mattina dopo il corpo dello scrittore viene ritrovato senza vita ad Ostia: partono le indagini per ricostruire un omicidio ancora oscuro.
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    la verità?

    12/05/2020 15:04:09

    Chissà quanto scopriremo la verità sulla morte di Pasolini, è sicuro che sia stato ucciso, anzi, fatto uccidere per questioni spinose e politiche e non solo come voluto far apparire per la sua omosessualità, questo film è un valido documento che romanza gli ultimi giorni di Pasolini e quello che è successo dopo, racconta di Pelosi ed una faccia della medaglia, purtroppo non è tutto il racconto, la verità non la sapremo mai, ma il contributo è soddisfacente. Ben montaggio.

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    Gianluca

    18/09/2018 12:59:42

    Pasolini poteva piacere oppure no. Il film non si discute. Il regista ci porta indietro ripercorrendo i momenti di come si sono svolti i fatti la sera di quel 2 novembre 1975 all'idroscalo di Ostia. Ben curato e attento nei particolari con immagini dell'epoca lasciando una porticina aperta alla interpretazione di ognuno di noi. Un film che non delude da vedere e rivedere con la stessa passione dell'ultima volta.

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    generapaolo

    29/08/2012 12:56:07

    Nessuno è bravo quanto Giordana nel proiettare fatti di cronaca..nel ricostruire atmosfere cupe di quegli anni vedi i vecchi uffici dei funzionari del Ministero dell'Interno (quasi sempre con quell'inflessione marcatamente campana) con le cassettiere raccoglidocumenti in legno chiaro e le pareti metà grige e metà bianche..senza parole per la sequenza che mostra il massacro di Pierpaolo Pasolini accompagnata da musica atroce e bella. Film tra i più belli mai visti..il più bel tributo che si poteva fare a questo grande scrittore.

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    Alessandro

    20/02/2006 16:38:51

    Un film da vedere assolutamente che stimola la curiosità di approfondire la vita e le opere di colui che forse è stato il più grande, sicuramente il più discusso, e forse dimenticato, degli intellettuali italiani del ventesimo secolo,la cosa che mi ha colpito di più è l'atmosfera cupa e misteriosa, grazie anche alle musiche di Morricone, bella l'idea di inserire i filmati in bianco e nero originali del funerale e di alcune immagini di Pasolini, forse l'unica nota stonata è l'interpretazione di Giulio Scarpati poco incisivo a livello espressivo. Il pezzo del film assolutamente toccante è quello in cui Adriana Asti legge "Il pianto della scavatrice" ai ragazzi del carcere.

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    carlo58

    04/08/2005 09:50:50

    Ho visto il film su Pasolini l'anno dopo la sua uscita, ma già allora non l'ho guardato sotto l'aspetto formale o scenografico,ma per quello che voleva dire tra le righe delle sue immagini:quando un paese arriva ad eliminare fisicamente(attraverso il consenso tacito o meno della stampa,dell'opinione pubblica,delle istituzioni,dei partiti)un suo rappresentante culturale perchè ''non allineato''al potere,vuol dire una sola cosa:in quel paese non c'è la democrazia.O al massimo è una democrazia costantemente borderline,appena accennata.Nel film si respira la violenza di quegli anni,l'angoscia per qualcosa di terribile che sta per succedere,la caccia all'uomo perchè ''comunista e omosessuale'',la sua eliminazione;una fine da regime.La lezione di Pierpaolo dovrebbe essere inserita nei programmi scolastici per la sua trasparenza,il suo coraggio,la sua democrazia,la sua libertà.Non ho molti ricordi di aver visto film italiani su fatti tanto crudeli e reali come quello sulla morte di Pasolini,ed è per quello che il film è importante e ha un valore storico.Questo paese costantemente borderline avrebbe bisogno di autori coraggiosi che denunciassero le condizioni socio-politiche,per tanti aspetti antidemocratiche,che ancora caratterizzano la sua vita sociale,dando così pace e riconoscenza alla memoria di uno dei suoi più cari e importanti rappresentanti.

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    Carolina

    05/01/2005 19:29:38

    Questo è uno dei più belli film che ho mai visto! Più che la tensione dell'inchiesta vi è la sensazione di capire l'importanza culturale di Pasolini in quegli anni. Sono veramente contenta di averlo visto, mi ha fatto scoprire la poesia di PPP che non conoscevo bene.

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    paolo63

    03/12/2004 15:49:57

    Carissimi tutti, ho già scritto di questo bellissimo film, mi sono attenuto ad una analisi tecnica, per non fomentare discussioni riguardo un intellettuale il cui spessore è incalcolabile ma... I fascisti di allora, quelli che come si vede nel film distribuivano volantini con scritto 'Uno di meno', dopo il lavacro di Fiuggi, anche loro si considerano figli di Gramsci e Pasolini(Marcello Veneziani per primo), i film di Pasolini come Accattone, il Vangelo, sono tra i dieci preferiti dall'attuale Papa. Le WHS allora introvabili nei normali circuiti distributivi, le ho trovate alle edizioni Paoline. Gramsci stesso definì San Paolo 'Il Lenin del cristianesimo'. Anche la 'chiesa' psicoanalitica ha in lista le opere di Pasolini, che dire di più anche il film di Giordana ha dieci anni, se ancora ne discutiamo animatamente, vuol dire che qualche cosa è rimasto.

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    paolo63

    12/11/2004 15:10:45

    Splendido film non tanto per la regia, o per gli interpreti, quanto per la sceneggiatura scritta da Petraglia, insieme a Rulli 'Hanno inventato la piovra', Longoni, sono tra i pochi scrittori di cinema di altissimo livello del nostro conformista, inconsistente cinema nazionale. Molti rimangono stupiti da Bianca di Moretti, stupiti in senso positivo, tutto fila come un orologio, la spegazione è semplice: scritto da Petraglia. Con una base così solida, nasce questo bel film, ha sicuramente JFK, come riferimento ma è un grande riferimento. Sicuramente da non perdere.

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    Guerino

    12/11/2004 07:19:20

    Il film cerca di ricostruire le dinamiche di un delitto tutto POLITICO.Il film svela: Imperizia, Incapacità vera o indotta degli inquirenti, quella cortina di ODIO che FASCISTI, NOEFASCISTI, COMUNISTI, DEMOCRISTIANI, VATICANO e COMITATI vari che ad ogni film di Pasolini intentavano cause per oltraggio alla Pubblica Morale(credo che molti anche oggi, compresi alcuni recensori, farebbero la fila per sottoscrivere documenti per censurare quei film) .Per chi odia e odiava Pasolini questo film è un calcio in pieno viso e lascia questo interrogativo: cosa abbiamo fatto? per chi ama e amava Pier Paolo :cosa hanno fatto? Leggete(invito rivolto ancora ad alcuni recesori), poi tutta la poesia che nella parte finale del film viene letta dallo stesso Pier Paolo intitolata "La Guinea" tratta da Poesia in forma di rosa al'intero di Bestemmia.

Vedi tutte le 9 recensioni cliente
  • Produzione: Cecchi Gori Home Video, 2005
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 98 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area0
  • Claudio Amendola Cover

    Attore italiano. Figlio dell’attore e doppiatore Ferruccio A., esordisce al cinema con Vacanze di Natale (1983) di C. Vanzina. Prosegue la carriera interpretando spesso il tipico giovane romano di borgata, fino a Mery per sempre (1989) di M. Risi in cui è un detenuto palermitano. Attore dotato di grande presenza fisica e di un innegabile carisma, lavora poi, tra gli altri, con E. Scola (Il viaggio di Capitan Fracassa, 1990), C. Mazzacurati (Un’altra vita, 1992), P. Chéreau (La regina Margot, 1994) e J.P. Rappeneau (L’ussaro sul tetto, 1995). Nel 1996 è il terrorista Braccio in La mia generazione di W. Labate, probabilmente la sua migliore interpretazione. Approfondisci
  • Giulio Scarpati Cover

    "Attore italiano. Occhi chiari, sorriso franco ma indifeso, ha l’aria classica del «ragazzo della porta accanto». Esordisce in Roma Paris Barcellona (1990) di P. Grassini e I. Spinelli, ma è G. Piccioni che ne fa un prototipo generazionale dominato da dolcezza e disorientamento con Chiedi la luna (1991) e Cuori al verde (1996). Lavora anche con E. Scola (Mario, Maria e Mario, 1993), M. Guglielmi (L’estate di Bobby Charlton, 1995) e M. Ponzi (Italiani, 1996; A luci spente, 2004), ma è con A. di Robilant che dà una delle sue prove migliori interpretando il giovane magistrato Rosario Livatino, ucciso dalla mafia, in Il giudice ragazzino (1994). Dalla fine degli anni ’90 lavora soprattutto in televisione, dove ottiene un clamoroso successo di pubblico interpretando il ruolo del protagonista, accanto... Approfondisci
  • Andrea Occhipinti Cover

    Attore e produttore italiano. Compare in alcuni titoli di serie B (il più celebre dei quali è forse La casa con la scala nel buio, 1983, di L. Bava), per essere poi notato da J. Derek che lo vuole come protagonista di Bolero Extasy (1984), imbarazzante film erotico in cui è l’amante cercato a lungo da B. Derek. Nel 1986 è in Miranda di T. Brass e l’anno seguente è diretto da E. Scola in La famiglia. Negli anni ’90 dirada le sue interpretazioni e fonda la società di distribuzione Lucky Red, molto attiva nella diffusione di titoli di qualità. Nel 2000 è fra gli interpreti di Preferisco il rumore del mare di M. Calopresti e nel 2004 è nel cast di Mare dentro di A.?Amenábar. Approfondisci
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