Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 24 maggio 2005
Pagine: 163 p., Brossura
  • EAN: 9788806176136
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Descrizione
"Passo d'addio" è l'ultimo romanzo di Arpino. Centrato sul tema dell'eutanasia, è anche un libro sull'entrata in crisi di alcune relazioni fondamentali: quella fra maestri e allievi (e dunque padri e figli) e quella fra uomini e donne. È un romanzo quasi profetico: oggi ancora più attuale di quando fu scritto. Un romanzo che, com'era consuetudine di Arpino, parla di cose fondamentali senza darlo troppo a vedere, con un understatement tutto piemontese. Arpino è stato troppo dimenticato negli anni dopo la sua morte. Eppure la sua capacità di descrivere ambienti e personaggi, percorsi allo stesso tempo da ironia e malinconia, ne fa un narratore di razza come pochi.

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    lina

    09/08/2016 00:39:40

    Dissento: trovo quest'opera monocorde e didascalica. Arpino ha scritto sicuramente di meglio.

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    paolo

    27/08/2015 17:42:41

    Splendida storia di amore vecchiaia solitudine morte e di paura del vivere e del morire.Arpino sbandiera l'idea la convinzione che l'uomo debba sempre avere il libero arbitrio di decidere della propria esistenza contro qualunque tentativo di ingabbiarlo a fini religiosi.Si potra' non essere magari d'accordo con queste idee ma comunque la forza che deriva da queste pagine abbaglia e stordisce.Grande libro.

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    nickcarraway

    09/07/2006 13:43:55

    Il testamento di Arpino e la sconfitta dell'intellettuale. Il professor Meroni si perderà nella sua matematica come le gemelle Rubino nella loro quotidianità di anziane zitelle, e toccherà alla ruvida Ginetta porre fine a tutto; ma nessuno ne uscirà a testa alta. Sullo sfondo un'indimenticabile Torino cammuffata da città qualsiasi. Scrittore ingiustamente dimenticato, Arpino torna con un libro ancora attualissimo a vent'anni dalla pubblicazione.

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    Davide

    24/04/2006 22:18:16

    Libro bellissimo, denso di emozioni...parla di vita e di morte, di una Torino notturna e misteriosa che solo Arpino descrive così bene che anche chi non ci è mai stato (o ci è stato solo una volta, come me) ha la sensazione di viverci da sempre, di vederla con i propri occhi negli angoli più segreti...La scrittura di Arpino vede nel segreto di noi, delle nostre emozioni, parla del dolore estremo di un vecchio matematico, della confusione un po' vile del suo allievo ma anche dell'amore, della forza salvifica della presenza femminile: senza retorica, con disincanto e lucidità, Arpino ci racconta il dolore, ci addita la strada per giungere ad accettarci e a (ri)scoprirci capaci di amare.

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