Pastorale americana - Philip Roth - copertina

Pastorale americana

Philip Roth

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Traduttore: Vincenzo Mantovani
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 1
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 ottobre 2013
Pagine: 462 p., Brossura
  • EAN: 9788806218034

66° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Pastorale americana

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Vincitore premio Pulitzer per la narrativa 1998

Un libro che demolisce ogni stereotipo sulla grandezza dell'America e getta una luce sinistra sui suoi valori fondanti. La guerra, la famiglia, il fanatismo, la crisi, sono raccontati da Philip Roth con profondo acume. Un libro che è stato definito da tutti "Il grande romanzo americano". E lo è.

«"Pastorale americana" è un romanzo di quattrocento pagine che finisce con un punto interrogativo. Questo è ciò che lo rende grande?»The New Yorker

Seymour Levov è alto, biondo, atletico: al liceo lo chiamano «lo Svedese». Ebreo benestante e integrato, ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e di gioie familiari. Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam, esplose negli Stati Uniti, non coinvolgono anche lui, e nel modo più devastante: attraverso l'adorata figlia Merry, decisa a «portare la guerra in casa». Letteralmente. Ma Pastorale americana non si esaurisce nell'allegoria politica; è un libro sulla vecchiaia, sulla memoria, sull'intollerabilità di certi ricordi. Lo scrittore Nathan Zuckerman, fin dall'adolescenza affascinato dalla vincente solarità dello Svedese, sente la necessità di narrarne la caduta. E ciò che racconta è il rovesciamento della pastorale americana: un grottesco Giudizio Universale in cui i Levov, e i lettori, assistono al crollo dell'utopia dei giusti, al trionfo della rabbia cieca e innata dell'America.

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    Dom

    07/10/2020 07:40:23

    Dovrebbe essere obbligatorio leggere Pastorale Americana. L'ho adorato e lo consiglio a tutti ! Non ve ne pentirete...

  • User Icon

    marcolaudati

    04/10/2020 12:01:52

    Incredibilmente bello

  • User Icon

    Francesco

    30/09/2020 07:39:11

    Non pensavo che potessi risultare attratto così tanto da un libro, da una narrazione, così come non pensavo che potesse farmi emozionare a tal punto (da brividi i ricordi che ha lo Svedese di sua figlia piccolissima subito dopo lo shock conseguente alla consapevolezza dei fatti). Un'opera che ti immerge, ti trascina giù con sé in un mondo all'apparenza perfetto ma che nasconde tante crepe e tante brutture, con sfondo l'America anni '60. Sono quasi 500 pagine ma le vicende dello Svedese, di sua moglie Dawn, della loro figlia Merry ti catturano e te lo faranno divorare. Assolutamente sensazione da provare.

  • User Icon

    alex

    29/09/2020 15:18:48

    Da leggere assolutamente.

  • User Icon

    Claudio

    01/08/2020 17:15:04

    Potete leggerlo o rileggerlo: è sempre un libro eccezionale. Nella sua potenza narrativa ed emotiva è il ritratto dell'America nel passaggio di una sua profonda crisi, quella degli anni Sessanta e Settanta, in cui naufragano l'ottimismo e la fiducia dei decenni precedenti. Ma in clima di angoscioso crollo della fiducia e delle convinzioni, gli indimenticabili personaggi di questo romanzo unico, si stagliano come figure epiche, di un'epica moderna e minimalista.

  • User Icon

    Alessandro

    20/06/2020 12:35:07

    Immancabile nella propria libreria

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    Aldo

    16/05/2020 10:11:06

    E' un libro bellissimo, l'abilità di Roth si conferma ancora una volta, e si riassume in questo suo capolavoro. E' un libro assolutamente da leggere, una sottile ma quanto mai evidente critica, alla politica americana

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    ems

    15/05/2020 17:27:57

    Libro che ti tiene incollato alle sue pagine dall'inizio alla fine. Roth racconta un uomo; lo spoglia uno strato alla volta fino a mostrarne la parte più intima della sua persona, il tutto attraverso la descrizione degli eventi che segnano la sua vita. Meraviglioso!

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    Alessandro

    15/05/2020 16:12:03

    Pastorale americana è un libro sul rapporto conflittuale di odio e amore verso l'America, visto dai punti di vista di due persone completamente differenti: un padre ed una figlia. Ambientato durante i turbolenti anni della guerra del Vietnam, in un certo modo è la rappresentazione del contrasto tra vecchio e nuovo, tra conservatori e rivoluzionari, tra la lotta per ciò che è giusto e tra ciò che è conveniente. E' probabilmente, il libro migliore che Roth abbia mai scritto, ma tuttavia ci sono alcune sezioni del libro che ne appesantiscono la lettura, digressioni che potrebbero essere benissimo saltate

  • User Icon

    je

    13/05/2020 22:05:40

    Philip Roth in questo libro propone uno spaccato di pura storia moderna americana, sintetizzandolo in un conflitto generazionale e ideologico. Lo stile incalzante dell'autore lascia il lettore in una perenne smania di conoscere quello che accadrà dopo, senza tuttavia fornire alcun indizio. Ne emerge una critica tagliente allo stereotipo del'american dream.

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    Giada

    13/05/2020 09:08:01

    "Aveva imparato la lezione peggiore che la vita possa insegnare: che non c'è un senso." L'inconsistenza e la fugacità del sogno americano, l'ingiustizia della vita e la sua mancanza di senso sono al centro di Pastorale americana. La vita di Seymour Levov, detto Lo Svedese -apparentemente perfetto, irreprensibile e di successo- viene sconvolta da una tragedia familiare che farà vacillare la sua intera vita, le sue certezze, distruggendo i doni che sembrava aver ricevuto da madre natura. Libro denso, profondo e ricco di spunti di riflessione, ma a tratti troppo prolisso nelle descrizioni tecniche e ridondante sui medesimi temi portati avanti per un numero sproporzionato di pagine.

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    teo

    13/05/2020 01:04:09

    Nel libro si narra del “sogno americano” inteso come affermazione del singolo o della famiglia a livello economico e sociale, ma, soprattutto, dell’infrangersi di esso e si analizzano, pagina dopo pagina, eventi e personaggi che hanno portato a tutto ciò. Protagonista del romanzo, raccontato dallo stesso Roth attraverso le parole dello scrittore Nathan Zuckerman, è Seymour Levov, detto “lo svedese” che, al tempo della scuola, aveva studiato con Zuckerman stesso. Il giovane Levov è un ragazzo da definirsi “quasi perfetto”: bello, atletico, di buone maniere e con un futuro che gli si prospetta più che roseo. Di ricca famiglia, lo svedese sposa, come da copione, una donna bellissima, l’ex Miss New Jersey.

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    PaBi

    12/05/2020 11:06:56

    Non mi convince. Le elucubrazioni dell'alter ego dell'autore (nonché protagonista del libro, altro che Svedese!) troppo spesso si contorcono talmente tanto su stesse, descrivono così minuziosamente azioni, pensieri e situazioni che alla fine chi legge perde completamente filo del discorso e interesse. Un pò più vivaci i dialoghi ma solo quando non scadono in alcuni dei peggiori luoghi comuni che si possano immaginare e anche quelle poche righe che vorrebbero essere scabrose alla fine della fiera sono solo parecchio volgari. E, considerando la prolissa superficialità con cui vengono affrontati quelli che dovrebbero essere gli argomenti "clou" della storia, 400 e rotte pagine sono davvero troppe.

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    Tommaso Golfieri

    12/05/2020 09:06:34

    Parto col dire che questo è uno dei miei romanzi preferiti. Non avevo mai letto niente di Roth (nonostante la grande fama di cui continua, giustamente, a godere) e mi sono trovato davanti ad uno scrittore magistrale. Si tratta di un testo difficilmente riassumibile in pochi termini; è un'opera veramente monumentale, che con una riflessione acuta e ponderata, riesce, grazie anche ad una trama "di supporto" molto affascinante, a distruggere il celebre "sogno americano". Sogno che, man mano che ci addentriamo nelle maglie della vita di questa famiglia, ci appare sempre più fragile, fino allo sgretolamento totale. Il detonatore lo trovate fra le pagine del libro. Un altro elemento di forza è lo stile di Roth, che con una grandissima capacità di analisi del reale, ci mostra quanto anche dietro un guanto di pelle ci sia della poesia; in sostanza, ci fa capire un vecchio concetto al quale, credo, sia giusto prestare sempre attenzione: ossia che non è importante di cosa scriviamo, ma come lo scriviamo, tanto che anche la vita più inutile, banale e ordinaria (non è questo il caso) possa diventare un romanzo di enorme spessore.

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    Vittoria

    12/05/2020 07:59:30

    Un romanzo completo, un pezzo di storia americana, domande senza risposta, a tratti straziante. La storia di una bambina molto amata dal padre, un'adolescente coinvolta in sanguinosi eventi, l'amara caduta dell'illusione di una vita perfetta.

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    Alberto

    12/05/2020 07:38:43

    Il libro più bello che abbia mai letto. Roth fantastico, bellissimo film. Una prosa intelligente ed elegante. Un libro-mondo perfetto! Imperdibile!

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    Miriel

    11/05/2020 20:40:37

    Libro da leggere con attenzione, immedesimandosi nei personaggi, lasciandosi trasportare da un luogo all'altro, da un rimpianto all'altro, da vite "in potenza" che diventano vite comuni, silenziose, che passano in sordina, per poi essere sbattuti in una vita perfetta, la cui perfezione si sgretola riga dopo riga, pagina dopo pagina, fino a restare polvere.

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    Giorgia

    11/05/2020 15:25:10

    Un libro sicuramente difficile, che necessita di una lettura approfondita per poterne cogliere tutte le sfumature. L'ho odiato durante la lettura e adorato alla fine

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    Alessandro

    11/05/2020 15:02:34

    E' un libro che consiglio tuttavia ho trovato alcune parti un po' troppo lente, la critica del sogno Americano è ben strutturata però viene occasionalmente interrotta in favore di digressioni che, a mio gusto personale, appesantiscono il romanzo rischiando di annoiare il lettore.

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    maria concetta

    11/05/2020 13:56:05

    Questo è un libro che turba il lettore e lo tiene incollato alle pagine. La scrittura di Roth è sublime.

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"La vita di Ivan Il'ic, scrive Tolstoj, era stata molto semplice e molto comune, e perciò terribile. Forse. Forse nella Russia del 1866 [...] La vita di Levov lo Svedese, per quanto ne sapevo io, era stata molto semplice e molto comune, e perciò bellissima, perfettamente in linea con i valori dell'America."

Philip Roth è uno scrittore entrato ormai "nella leggenda", i cui romanzi hanno in qualche modo influenzato più di una generazione e fatto scoprire una certa mentalità americana a chi, specialmente negli anni Settanta, sognava gli Stati Uniti, mitizzando una società che poi così ideale non era e non sarebbe mai stata. Il fatto che appartenga a quella fascia di popolazione americana di origine ebraica non è marginale, è infatti un fattore tutt'altro che secondario nelle sue opere. Anche in Pastorale americana i protagonisti sono ebrei e vivono in un quartiere popolato prevalentemente da ebrei. È l'affresco di un ambiente borghese, metropolitano. Quel mondo che abbiamo imparato a conoscere negli anni: con ironia, grazie ai film di Woody Allen, a Lenny; con drammaticità con altri come l'Uomo del banco dei pegni, e così via.

Pervade l'opera quella difficoltà che caratterizza ormai i rapporti tra le persone, se si esclude una forma di relazione formale e menzoniera in cui tutto è narrato come si vorrebbe che fosse, oppure è taciuto. Ma il romanzo è anche lo spaccato di un momento storico che toccò tutta la società americana, coinvolgendo ogni strato sociale e ogni gruppo etnico: gli anni che impegnarono lo Stato nella guerra in Vietnam. Queste le componenti che incidono maggiormente sulla vita del protagonista, Seymour Levov, di origine ebraica, ma detto lo Svedese per il suo aspetto fisico. E "ordigno dirompente" nella sua vita sarà la figlia Merry che, proprio negli anni del Vietnam, diventerà militante e terrorista, sbalzando fuori lo Svedese dalla "tanto desiderata pastorale americana" e catapultandolo "nel furore, nella violenza e nella disperazione della contropastorale: nell'innata rabbia cieca dell'America". Tutta la storia è narrata dal tradizionale alter ego dell'autore, Nathan Zuckerman, attraverso una analisi complessa dei fatti e dei comportamenti che devia il romanzo verso una sorta di psicoanalisi della società americana contemporanea.

Roth è un uomo complicato, che afferma di scrivere con difficoltà, con fatica. "Adesso vivo completamente isolato nel Connecticut" racconta in un'intervista a Fiamma Arditi per La Stampa "Ogni tre settimane vengo qui a New York per vedere delle facce. D'altra parte il mio lavoro richiede isolamento. Non c'è dubbio che mi manca qualcosa. Ma se ti concedi alla tua vocazione, inevitabilmente devi fare delle rinunce." Rinunce che "fruttano" un capolavoro ogni due anni circa.

  • Philip Roth Cover

    Philip Roth (Newark 1933 - Manhattan 2018) è stato uno scrittore statunitense. Figlio di ebrei piccolo-borghesi rigorosamente osservanti, ha fatto oggetto della sua narrativa la condizione ebraica, proiettata nel contesto urbano dell’America dell’opulenza. I suoi personaggi appaiono vanamente tesi a liberarsi delle memorie etniche e familiari per immergersi nell’oblio dell’attualità americana: di qui la violenta carica comica, ironica o grottesca, che investe anche le loro angosce. Dopo un primo, felice romanzo breve, Addio, Columbus (1959), e i meno incisivi Lasciarsi andare (1962) e Quando Lucy era buona (1967), Roth ha ottenuto la celebrità con Lamento di Portnoy (1969).Dopo Il grande romanzo americano (1973, riedito in Italia da Einaudi nel... Approfondisci
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