Peer Gynt. Con DVD

Henrik Ibsen

Traduttore: A. Rho
Editore: Classica Italia
Anno edizione: 2010
Pagine: 129 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788864220079
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    Cristiano Cant

    10/11/2017 05:29:30

    Un mezzo matto dal cuore puro, un romantico sognante che giura anche di saper volare. Tutti nel villaggio lo deridono, lo sbeffeggiano, lui lascerà la casa e inizierà a vagare per boschi e paesi, in giro per il mondo, perso in una curiosità vorace, un desiderio di aprirsi a tutto e velleità di ricchezza che egli è certo lo renderanno il più bello e giusto degli uomini. Esigenze, capricci, fantasia divorante, Peer è una matassa di sentimenti in movimento. Torna a casa a salutare la madre morente, poi di nuovo riparte per mille tratte. L'esperienza però gli insegnerà l'essenza dell'umano oltre le cortine di ambizioni stolide: "Essere se stessi grazie alla potenza dell'oro è come costruirsi la casa sulla sabbia". Solvejg è il suo grande amore, la perderà, la ritroverà, sempre fra smarrimenti e ritorni del suo inquieto cammino, dove arriva a capire che certa innocenza di dentro ancora protegge e ripara: "L'eccesso di verità è il contrario del sapere. Vivere è camminare a piedi asciutti nel fiume del tempo, conservandosi sani e salvi". In cinque atti stupendi si snodano i fraseggi di una vita bellissima, Ibsen caccia dal cilindro questa creatura come una carezza di genio sul corpo malato di tantissimi destini, gli abiti della favola profonda su un corpo che scopriamo in tutte le sue età. Si può sempre essere se stessi o è necessario tradirsi per comprendersi meglio? La figura del fonditore di bottoni in tal senso è un'invenzione somma nell'opera, la legge che lo ammonisce e lo perseguita, come una tagliola morale pronta a castigarlo. Lo salverà Solvejg, giurando sul suo innato candore, ma si intenerirà anche la morte, misteriosa passeggera che, conoscendolo, gli dirà: "Non si muore a metà del quinto atto". Pensate che trovata! Può comunque valere da sola quest'ultima riflessione a incidere a lettere di cielo e con ironia squisita l'intera parabola di cui è intrisa l'opera e più in generale il canto di ogni vita: "Saggezza e follia sono lo stesso errore di stampa".

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