La pelle e la traccia. Le ferite del sé - Antonio Perri,David Le Breton - ebook

La pelle e la traccia. Le ferite del sé

David Le Breton

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Traduttore: Antonio Perri
Editore: Meltemi
Testo in italiano
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Dimensioni: 383,79 KB
Pagine della versione a stampa: 167 p.
  • EAN: 9788883538810
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Gaia la libraia

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Incisioni, scorticature, scarificazioni, bruciature, escoriazioni, lacerazioni: la trama di questo libro è costituita dalle lesioni corporali che gli individui si autoinfliggono deliberatamente, nel contesto delle nostre società contemporanee. Uomini o donne – ma soprattutto donne – perfettamente inseriti nella rete creata dal legame sociale vi fanno ricorso come a una forma di regolazione delle proprie tensioni. La pelle diventa la superficie d’iscrizione del loro malessere. Si cambia il proprio corpo perché non si può cambiare l’ambiente circostante. Le ferite corporali non sono un indice di follia – proprio come i tentativi di suicidio, le fughe, i disturbi dell’alimentazione o altre forme di comportamento a rischio comuni fra le giovani generazioni – ma una particolare forma di lotta contro il male di vivere che segnala l’inadeguatezza della parola e del pensiero. L’alterazione del corpo è una ridefinizione di sé in una situazione dolorosa, un andare al di là del socialmente consentito per sentire qualcosa di forte – come se la vita normale non bastasse più. All’analisi di questa auto-chirurgia particolarmente di ffusa tra gli adolescenti, David Le Breton aggiunge una riflessione sulle ferite corporali intenzionali in situazione carceraria – marchi indelebili che esprimono la resistenza all’umiliazione e alla reclusione – nonché sugli artisti di “body art” che, attraverso performances sanguinolente e dolorose, provano a scuotere lo specchio sociale.
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    Iwastemytime

    12/05/2020 20:50:56

    "La ferita che ci si autoinfligge non è dunque sofferenza, ma opposizione alla sofferenza: è un compromesso, un tentativo di riportare in vita un senso che si è perduto" David Le Breton porta in luce le ambiguità e le necessità del rapporto tra la nostra identità e la pelle. In questo saggio antropologico (ma con una sensibilità spiccatamente psicologica) ci si immerge in una dimensione nuova del rapporto con la propria cute, non solo membrana che ricopre il nostro corpo ma contenitore, limite e mezzo che ci permette di rapportarci con il mondo. Il focus del lavoro non è sull'autolesionismo come deriva patologica e insensata, ma piuttosto sul significato multiforme nascosto dietro questa pratica, vista come un rituale di "sacrificio" di una parte di sè per ottenere una liberazione da una sofferenza impalpabile e ben più profonda del derma. La narrazione è fluida, ricca di spunti di riflessione e di messa in discussione del punto di vista superficiale del senso comune.

  • David Le Breton Cover

    David Le Breton, professore di Sociologia all’Università di Strasburgo. È membro dell’Institut Universitaire de France. Tra i suoi saggi pubblicati in italiano: Esperienze del dolore. Fra distruzione e rinascita (Cortina Raffaello 2014); Il sapore del mondo. Una antropologia dei sensi (Cortina Raffaello 2007); Il mondo a piedi. Elogio della marcia (Feltrinelli 2001); La pelle e la traccia. Le ferite del sé (Meltemi 2016); Antropologia del dolore (Meltemi 2016). Con Mimesis ha recentemente pubblicato Sovranità del silenzio (2016) e Sociologia del rischio (2017). Approfondisci
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