Per l'alto mare aperto - Eugenio Scalfari - ebook

Per l'alto mare aperto

Eugenio Scalfari

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 912,61 KB
Pagine della versione a stampa: 290 p.
  • EAN: 9788858401651
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Gaia la libraia

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"Questo libro è la rivisitazione della modernità, da Montaigne e Cervantes fino a Leopardi e a Nietzsche, Descartes, Kant e Hegel, e ancora Tolstoj, Proust, Kafka e Joyce. Un'epoca durata quattro secoli, mai simile a se stessa, sempre in cerca di sperimentare il nuovo, di allargare il respiro delle generazioni, di modificare l'identità senza smarrire la memoria". Così Eugenio Scalfari riassume, nell'epilogo che chiude il libro, il suo viaggio attraverso la modernità, che tocca, con un approccio stilistico che sta tra l'analisi e il racconto, le varie fasi dei tempi moderni, dall'Illuminismo al Romanticismo, dalle avanguardie al nichilismo, dalla razionalità allo scatenarsi delle emozioni e degli istinti. "La modernità - scrive Scalfari - è stata sconfitta da una sorta di invasione barbarica, ma la storia non finisce, un'altra epoca nascerà come è sempre avvenuto finché l'homo sapiens riuscirà a guardare il ciclo stellato e a cercare dentro di sé la legge morale. A me questo viaggio dentro l'epoca è sembrato un sabbah, non di diavoli e di streghe, ma di anime e di stelle danzanti".
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    Arnaldo Maiorani

    06/03/2011 22:25:40

    Un buon invito alla riflessione, un viaggio affascinante e mai noioso al confine tra letteratura e filosofia della modernità. buona lettura.

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    sordello

    14/01/2011 10:31:08

    Che bel saggio ! Quanti spunti di riflessione e quanti ricordi degli studi liceali ormai lontani! Grazie Scalfari

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    Carlo Panara

    05/09/2010 12:48:52

    Premetto che sono un grande ammiratore di Eugenio Scalfari editorialista e scrittore. Non sono sicuro che la tesi che sostiene in questo libro sia del tutto condivisibile (in poche semplici parole: modernità = razionalità, età contemporanea = trionfo dell'irrazionalità). In ogni caso è un testo che vale assolutamente la pena leggere perchè offre numerosi e mai banali spunti di riflessione su molte opere filosofiche e letterarie che hanno segnato gli ultimi 400 anni.

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    giorgio g

    14/06/2010 10:07:18

    La tesi del libro è inquietante: l’era moderna, iniziata con Montaigne nel Seicento, è terminata, ora inizia un’altra era dai contorni ancora non definiti e che non sappiamo quali sviluppi potrà avere. Intanto esaminiamo, attraverso un excursus tra le sue menti più significative, quale è stata l’evoluzione del pensiero nell’era che si è convenuto di chiamare “moderna”. Ed ecco una carrellata, non priva di difficoltà per il lettore i cui studi classici risalgono ad alcuni decenni fa , che - attraverso personaggi come Voltaire, Pascal, Descartes, Diderot, Spinoza, Hegel, Kant, Toqueville, Goethe, Rilke, Proust, Joyce, Marx, Nietzsche - ripercorre la storia delle idee durante i quattro secoli appena trascorsi. Ripeto, è un libro difficile, che ci fa apprezzare la profondità di pensiero di Eugenio Scalfari che molti di noi conoscevano soltanto come talentuoso e appassionato giornalista.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente

Chi ha letto e seguito Eugenio Scalfari nel suo lungo percorso attraverso gli ultimi sessant’anni della storia d’Italia, dagli esordi per Il Mondo di Pannunzio all’ultimo saggio, L’uomo che non credeva in Dio, non resterà sorpreso da questa nuova fatica del grande giornalista italiano. Il libro appena dato alle stampe sembra essere il compimento di un’avventura umana e professionale intrisa di grande coerenza intellettuale e morale. Esiste un fil rouge che lega il giovane deputato socialista del ‘68 all’autore (con Giuseppe Turani) del fortunato Razza padrona del ’74, il cofondatore del Partito Radicale nel ’55 al creatore del quotidiano La Repubblica (1976), da lui poi diretto per vent’anni, fino ai saggi di oggi, sempre molto apprezzati dal grande pubblico. Quel filo rosso che tiene insieme la vita e il pensiero di Scalfari è la modernità, intesa come concezione della vita, come linguaggio e stile di scrittura, come un modo di pensare basato sull’autonomia della coscienza e la consapevolezza di se stessi.
Questo libro è proprio un viaggio, per l’alto mare aperto, nel quale Scalfari, novello Odisseo, si fa accompagnare da Denis Diderot, scelto come suo Virgilio, per raccontare quattro secoli di modernità, da Montaigne a Nietzsche. All’autore di Così parlò Zarathustra allude il sottotitolo del saggio: La modernità e il pensiero danzante, perché quella fu anche un’epoca mobile, di flessibilità. Scalfari getta una serie di occhiate su quattrocento anni di cultura europea, di letteratura, filosofia, musica e pittura, per scoprire come si ponessero i singoli autori, filosofi, compositori di fronte ai grandi temi della verità, della tolleranza, dell’assoluto in metafisica, della libertà dell’uomo. Nel filosofo dei Lumi Diderot, scelto come guida, l’autore intravede l’illuminista più spregiudicato e imprevedibile nel quale in parte identificarsi, pur sentendosi allo stesso modo attratto anche da Proust e Rainer Maria Rilke, soprattutto dal Rilke più suggestivo dei Quaderni di Malte Laurids Brigge. Tra l’800 e il ‘900 ci imbattiamo nella figura dirompente di Nietzsche, che chiude l’era della modernità con la sua radicalità, portando all’estremo le premesse dell’Illuminismo: l’abolizione di dio, la negazione di Platone e degli archetipi, la fine dell’idea di assoluto come qualcosa che precede l’umanità. Nietzsche arriva a trasformare il linguaggio e con lui si chiude la tradizione dei saggi, degli Zibaldoni, delle raccolte di pensieri sul mondo, iniziata con Montaigne. In seguito, scrive Scalfari, nel ‘900 sopravvivono ancora alcune isole di modernità nel mare dell’età contemporanea: Italo Calvino e Eugenio Montale vengono accostati al termine di questo viaggio perché entrambi ebbero coscienza della fine di quell’epoca. Montale se ne rendeva conto, quando scriveva: Il varco è qui (…) Ed io non so chi va e chi resta. Quel varco era la fine della modernità, con le sue varianti razionaliste e romantiche, e da quella soglia si usciva nel nuovo mondo, il contemporaneo, pieni di incertezza.
Ha scritto Alberto Asor Rosa, su Repubblica, a proposito di questo libro: «È la forma del viaggio, che dà a questo libro, pur denso nei suoi contenuti, la sua piacevolezza, il suo fascino discorsivo, la sua capacità di comunicazione con il lettore, che ne segue, perfino divertito, lo scorrevole andamento».

  • Eugenio Scalfari Cover

    Eugenio Scalfari, dopo aver collaborato al «Mondo» di Pannunzio, è stato, nel 1955, tra i fondatori dell'«Espresso» che ha diretto dal 1963 al 1968. Nel 1976 ha fondato il quotidiano «la Repubblica», che ha diretto fino al 1996 e di cui oggi è editorialista. Tra i suoi libri ricordiamo La sera andavamo in via Veneto. Storia di un gruppo dal «Mondo» alla «Repubblica» (Mondadori 1986, Einaudi 2009), Incontro con io (Rizzoli 1994), Alla ricerca della morale perduta (Rizzoli 1995), Il labirinto (Rizzoli 1998), La ruga sulla fronte (Rizzoli 2001, Einaudi 2010) e, con Giuseppe Turani, Razza padrona (Feltrinelli 1974, Baldini Castoldi Dalai 1998), L'uomo che non credeva in Dio (Einaudi 2008), Per l'alto mare aperto (Einaudi... Approfondisci
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