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Piero Calamandrei

Collana: La memoria
Anno edizione: 2008
Pagine: 143 p. , Brossura

14 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Problemi e processi sociali - Discriminazione sociale

  • EAN: 9788838923654
Giunge proprio in un momento in cui la Costituzione italiana appare seriamente in pericolo questo agile libretto di Piero Calmandrei, una breve antologia di tre scritti dal carattere incredibilmente attuale e al tempo stesso amaramente profetico. I tre contributi sono stati prodotti in un arco di tempo relativamente ampio e riguardano argomenti diversi: un intervento parlamentare di ferma opposizione alla decisione ministeriale di estromettere Luigi Russo dalla direzione della scuola Normale Superiore di Pisa, un discorso in difesa della scuola pubblica (con la prefigurazione delle vie che potranno essere percorse dai nuovi fascismi) e, infine, un articolo relativo alle condizioni culturali della popolazione italiana appena uscita dal conflitto.
Giustamente Tullio De Mauro, nella sua appassionata prefazione, sottolinea come il terzo scritto (primo però dal punto di vista cronologico) sia "la chiave per intendere e collocare gli altri e per ricollocarci noi rispetto a essi nel nostro tormentato presente". Infatti, ciò che lega in maniera estrinseca questi interventi è la lucidità e la passione con le quali Calmandrei assegna alla scuola il compito di "mobilitare la società" italiana e di essere il fondamento e la garanzia della democrazia. Solo la scuola, una buona scuola – pubblica, laica, di alta qualità – può permettere sia un'effettiva mobilità sociale ("Veramente tutti i cittadini siano in condizione di rivelare e sviluppare le loro qualità sociali) sia un uso adeguato degli strumenti che rendono effettivo un regime democratico: infatti, "perché la democrazia si attui è necessario che tutti i componenti del popolo siano messi in condizione di sapersi servire di fatto dello strumento elettorale, per i fini sostanziali ai quali è preordinato". Calamandrei, sottolinea sempre De Mauro, è riuscito a "precorrere le analisi critiche della democrazia intesa come puro meccanismo elettorale periodico gestito dalle dirigenze di partito e avvia una risposta che trascende tali critiche" nell'esistenza e nell'attività di una scuola pubblica veramente funzionante, che sola può produrre una formazione omogenea e diffusa, premessa perché i cittadini non solo "abbiano di fatto capacità di scegliere, cioè di valutare comparativamente i meriti e le attitudini di coloro che stanno per esser chiamati a coprire pubblici uffici", ma di operare "in modo che la scelta, compiuta nell'ambito del popolo intero, possa rappresentare veramente le la scoperta e la messa in valore degli elementi più idonei della società". Per questo, egli afferma, la scuola è un organo "costituzionale" alla pari, con il parlamento e la magistratura, cioè "un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo".
Con queste parole Calamandrei rimette veramente la scuola al centro del processo sociale, non in maniera ideologica, ma andando con rigore al cuore dei problemi, come quando critica la scuola privata non in sé, ma per l'uso di "scuola di partito", cioè non finalizzata alla formazione ma all'indottrinamento che di essa si può fare. Lo fa anche riaffermando la sua passione per una cultura nella quale bellezza e valore morale siano sempre legati, come nell'opera di Dante Alighieri, di colui che con la sua opera letteraria è stato il fondatore della lingua italiana e con il suo esilio un esempio di convinzione nelle proprie idee, da difendere sino alla fine.
Alessandra Piantoni