Per te morirei e altri racconti perduti - Francis Scott Fitzgerald - copertina

Per te morirei e altri racconti perduti

Francis Scott Fitzgerald

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Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2017
Pagine: 464 p., Rilegato
  • EAN: 9788817093651
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A distanza di oltre ottanta anni, vedono la luce gli ultimi racconti inediti di Francis Scott Fitzgerald. L' ultima produzione dello scrittore de Il grande Gatsby e Tenera è la notte.

Si tratta di short stories inviate singolarmente, nel corso degli anni Trenta, a diverse riviste e testate cui si aggiungono alcuni soggetti per il cinema. Sono storie nelle quali giovani uomini e giovani donne parlano e pensano in una lingua nuova per l’epoca, senza censure, senza limitazioni, di matrimonio, di amore e sessualità; ci sono finestre spalancate sui sanatori e le cliniche psichiatriche, le stesse che ospitarono Zelda Fitzgerald nell’ultima parte della sua vita; ci sono spaccati della guerra civile, senza sconti alla violenza di quel momento fondante della storia americana; ci sono le montagne del North Carolina, che Francis frequentò a lungo per curare la sua salute, e l’amatissima New York, ora con meno luci, quasi periferica, più vera. C’è il mondo del cinema, scintillante ma non immune alle malinconie, e ci sono i ricchi, quella frangia della società che Fitzgerald come nessun altro aveva saputo raccontare negli anni Venti, accanto ai poveri resi sempre più poveri dalla Grande depressione. Soprattutto, Per te morirei, grazie anche all’attenta curatela di Anne Margaret Daniel, è un affresco illuminante sul processo creativo di uno scrittore che, perfino nell’ultima parte della sua carriera, afflitto da difficoltà economiche, non fu disposto a compromessi o interferenze. Ritroviamo in tutta la sua energia la prosa elegante, acuta, sorprendente di Fitzgerald, il talento puro e la voce inconfondibile di uno dei più grandi autori del Novecento.
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    Paola

    15/08/2019 17:58:24

    Piaciuto moltissimo, consiglio !

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    Penelope

    23/09/2018 07:25:02

    A me i racconti sono piaciuti molto, perché mettono in luce un'autore diverso, più cupo e meno patinato di quello che emerge da altre raccolte di racconti. È vero, però, che Fitzgerald è uno dei miei autori preferiti: e penso che questa raccolta sia destinata principalmente a un pubblico di appassionati, e non a chi legge questo autore per la prima volta.

Quello qui sopra non è il mio vero nome - il tizio a cui appartiene mi ha permesso di usarlo per firmare questo racconto. Il mio vero nome non intendo divulgarlo. Faccio l'editore. Pubblico romanzi torrenziali sul primo amore scritti da vecchie zitelle del South Dakota, e polizieschi pieni di uomini di classe e ragazze Apache con «occhi neri come la notte», e saggi su questo o quest'altro pericolo epocale o sul colore della luna a Thaiti, firmati da professori universitari o da altri disoccupati. Non pubblico romanzi di autori sotto i quindici anni. Soci e socialisti (mi confondo sempre) mi insultano perché dicono che penso solo ai soldi. I miei figli non fanno che chiedermene. Se mi offrissero tutti i soldi che ci sono a New York non rifiuterei di certo. Preferirei far uscire un libro con cinquecentomila copie di prenotato per scoprire Samuel Butler, Theodore Drieser e James Branch Cabell in un solo anno. Lo preferiste anche voi, se foste del mestiere. Sei mesi fa avevo chiuso il contratto per un libro che sembrava un successo garantito. L'autore era Harden, uno specialista di parapsicologia - il dottor Harden. Il suo primo libro - l'ho pubblicato nel 1913 - si era attaccato ai vertici delle classifiche come un granchio di Long Island piattola, e all'epoca la parapsicologia non era neppure lontanamente in voga come oggi. Avevamo presentato il secondo come una granata lacrimogena. Suo nipote, Cosgrove Harden, era caduto in guerra, e il dottor Harden aveva scritto - con buon gusto e reticenza - un resoconto di come, attraverso vari medium, era riuscito a mettersi in contatto con lui.
  • Francis Scott Fitzgerald Cover

    Scrittore statunitense. Nel microcosmo familiare è l’origine della sua insicurezza e del suo conseguente, precoce sogno di successo: il padre era un gentiluomo del Sud, di scarsa fortuna economica; la madre, di ascendenza irlandese e cattolica, era figlia di un ricco commerciante. Grazie al nonno materno, F. studiò alla Newman School, nel New Jersey, e poi a Princeton, dove strinse durevole amicizia con Edmund Wilson, la sua «coscienza intellettuale». Nel 1918, lasciati gli studi per arruolarsi nell’esercito, incontrò a Montgomery, in Alabama, Zelda Sayre – modello di tutte le «ragazze dorate» dei suoi racconti – che sposò appena ebbe raggiunte, con i primi straordinari successi letterari, la fama e la ricchezza. Fu... Approfondisci
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