Persone normali

Sally Rooney

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Traduttore: Maurizia Balmelli
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 21 maggio 2019
Pagine: 248 p., Rilegato
  • EAN: 9788806241315

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Sally Rooney

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Vincitore del Costa Novel Award 2019
Un capolavoro di tenera e dolente maturità, per un'autrice oggi ventottenne che a ogni nuovo passo sbaraglia tutte le aspettative.

«Il romanzo che più di ogni altro ci dice cosa vuol dire essere giovani oggi» - The Guardian

Marianne e Connell si parlano di tutto ma solo all'insaputa di tutti, si frugano i corpi e i sentimenti ma solo di nascosto, come i pianeti delle orbiti imprevedibili si girano intorno, fra moti armonici e strazianti collisioni. Cosa impedisce a due ragazzi dei nostri giorni disinvolti di stare insieme in libertà e leggerezza?

Connell e Marianne frequentano la stessa scuola di Carricklea, un piccolo centro dell'Irlanda rurale appena fuori Sligo. A parte questo, non hanno niente in comune. Lei appartiene a una famiglia agiata e guasta che non le fa mancare nulla tranne i fondamenti dell'amore e del rispetto. Lui è il figlio di una donna pratica e premurosa che per mantenerlo fa la domestica in casa d'altri (quella della madre di Marianne). Nell'inventario di vantaggi e svantaggi, l'inferiorità economica di Connell è bilanciata sul piano sociale. Lui è il bel centravanti della squadra di calcio della scuola e fra i compagni è molto amato, mentre Marianne, che nella pausa pranzo legge da sola Proust davanti agli armadietti, è quella strana ed evitata da tutti. Se la loro fosse una battaglia, o anche solo una sequenza di scaramucce amorose, si potrebbe dire che le frecce al loro arco si equivalgono. Ma Connell e Marianne sono «come due pianticelle che condividono lo stesso pezzo di terra, crescendo l'una vicino all'altra, contorcendosi per farsi spazio, assumendo posizioni improbabili»: nella loro crescita, si appoggiano e si scavalcano, si fanno molto male ma anche molto bene, e la sofferenza che si procurano non è che boicottaggio di sé. Certo, la ferocia informa tutti i rapporti di potere che vigono fra i personaggi, nella piccola scuola di provincia come nel prestigioso Trinity College cui entrambi i ragazzi accedono, nelle dinamiche di genere come negli equilibri famigliari. Perfino in quelle dicotomie sommarie che tanto Connell quanto Marianne subiscono, e in cui essi stessi indulgono: quelle fra persone gentili e persone crudeli, fra brave persone e persone cattive, corrotte, sbagliate, fra persone strane e persone normali. In un modo o nell'altro entrambi aspirano alla normalità, Connell per un'innata benché riprovevole pulsione di conformità, Marianne forse per sfuggire a quella cruda e pervasiva sensibilità che tanto dolore le causa e che facilmente vira all'autodistruttività. C'è Jane Austen in queste pagine, la forza del suo dialogo, la violenza sotterranea delle sue relazioni, e l'omonimia di Marianne con l'eroina del suo romanzo piú celebre ne è un indizio. Per anni Marianne e Connell si ruotano intorno «come pattinatori di figura», rischiando la vita e salvandosela, chiedendosi, promettendosi, negandosi, dimostrandosi che quella che li lega è una storia d'amore. La conclusione è un capolavoro di tenera e dolente maturità, per un'autrice oggi ventottenne che a ogni nuovo passo sbaraglia tutte le aspettative.
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    aliceponi

    12/09/2019 11:25:56

    La Rooney ha davvero una scrittura ben strutturata e perfetta. Il libro più bello letto negli ultimi due mesi. Una storia dove rispecchiarsi.

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    ilaria

    02/09/2019 19:56:49

    Bella scrittura personaggi interessa una storia d’a Così intensa da risultare claustrofobica anche per il lettore. Come hanno scritto altri lettori il libro inizialmente aveva un buon ritmo poi si è perso nella psicologia complessa dei protagonisti e mi è mancato qualcosa. Siamo comunque di fronte ad una scrittrice di talento

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    BARBAZUK

    02/09/2019 14:02:35

    Ma che cosa avranno di normale le persone di cui parla questo romanzo, proprio non saprei dire. Se essere giovani oggi vuol dire solo questo, sono lieta di non esserlo più! Interessante però il tipo di scrittura anche se spesso nei dialoghi non si capisce di chi sia la battuta...o forse son proprio io ad essere troppo datata per certe letture!

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    Melissa

    22/08/2019 09:58:37

    L'ho letto subito dopo "Parlarne tra amici" e avevo grandissime aspettative. Devo dire che la scrittura è decisamente migliorata, le parole usate e soprattutto la sintassi sono notevoli, a non convincermi del tutto è stata invece la trama, almeno all'inizio. A metà invece ho colto la complessità della storia che stava raccontando ed è stato un dispiacere arrivare alla fine del libro.

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    Valentina

    29/07/2019 07:35:53

    Che delusione il libro di Sally Rooney! I dialoghi hanno la meglio sulle descrizioni, eppure non sono profondi come ce li si aspetta. Sembrano piuttosto la copia di mille altri già letti o ascoltati al cinema. E non sono riuscita ad affezionarmi ai protagonisti. Nel complesso però, un libro da leggere.

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    Loris

    23/07/2019 09:03:10

    Il soggetto del romanzo non è certo originale: in fondo, seguiamo le vicissitudini sentimentali di due persone che attraversano l’adolescenza e la prima giovinezza passando dalla scuola superiore al college, dal paese di provincia alla grande città. La differenza come sempre la fa il modo in cui questa relazione viene raccontata, la capacità di analizzare ed esporre le dinamiche sentimentali e sociali. Sally Rooney è stata promossa a voce dei millennials, ma pare mostrare un certo disincanto a riguardo, come evidenziano le pagine dedicate ai reading e agli scrittori fagocitati dall’industria culturale. I suoi protagonisti soffrono la differenza di classe, come ai tempi di Jane Austen, giusto per ribadire che il denaro continua a modellare i rapporti sociali, oltre ogni facile ottimismo egalitario. Il loro corpo a corpo si sviluppa attorno alla paura/gratificazione della dipendenza dall’altro, sotto lo sguardo ingombrante di una rete di parenti e amici al cui giudizio in qualche modo si finisce per essere sottoposti. Tra derive masochiste e depressioni, un equilibrio forse arriva dall’accantonamento del mito della libertà individuale assoluta: ci si influenza e ci si cambia a vicenda, riconoscendo quanto di buono si è dato e si è ricevuto, creando un legame solido e pure ancora fluido, in cui si consente all’altro uno spazio proprio, come quello che deriva dalla scrittura. Distante per anagrafe dalla Rooney, ne ho apprezzato la freschezza, l’incisività dei dialoghi, l’abilità nell’essere esplicita sul sesso senza cadere nel voyeurismo; soprattutto, mi sono appassionato alle sorte dei suoi personaggi, universali e al contempo intrisi dello spirito del tempo.

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    alfonso campagna

    20/07/2019 08:55:55

    Mi è piaciuto molto questo romanzo. Innovativo sul piano stilistico, pregevole il 'dialogato', apprezzabile la crudezza del paesaggio. La mediocrità descrittiva dei luoghi pare studiata per dare il senso dell'universalità della storia che poteva accadere ovunque. Privo di fronzoli, scritto con l'accetta. Nella trama riecheggia 'La solitudine dei numeri primi' di Paolo Giordano, nello stile ricorda il Minimalismo dei grandi maestri Raymond Carver ed Alice Munro. Questa giovane scrittrice racconta un lustro nelle vite di due ragazzi che aspirano alla normalità razionale: adeguarsi al mondo. Marianne deve retrocedere e Connell avanzare, considerate le posizioni di partenza, appartenente alla classe medio borghese Lei, proletario Lui. Una Educazione Sentimentale alla Flaubert mentre nello sfondo si perdono altri attori minori ed irrazionali, ossia incapaci di adeguarsi alla realtà ed incapaci di cambiare la società. Una piccola critica che renderà sinceri gli elogi di prima: poteva essere più leggero, saltare degli intervalli apparsi ripetitivi. Con un finale splendido, turgido, di eccellenza filosofica e morale, se il lettore fosse arrivato prima, a mio parere, parleremmo di un capolavoro.

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    gaia.ulmi@gmail.com

    20/06/2019 14:18:57

    Ho terminato la lettura ed ho fatto passare alcuni giorni per metabolizzare ciò che mi aveva lasciato. All’inizio ero partita esaltata, mi piaceva molto poi piano piano mi sono resa conto che la storia procedeva troppo lentamente ... si era un po’ impantanata e stava perdendo smalto. I personaggi di contorno sono personaggi poco delineati (si evidenziano solo per qualche tratto caratteristico, attraverso qualche frase) solo i due protagonisti emergono davvero ma stavo finendo per non amarli, Connell molto meno di Marianne. Dal punto di vista dello stile procedendo ho trovato che anche la scrittura, con continui rimandi al passato più o meno recente dei protagonisti, non rendesse facile e completa l’immersione nei fatti. Ciò che invece mi è piaciuto molto è il linguaggio usato, l’impatto emotivo creato dai personaggi, le loro elucubrazioni e il finale ... l’unico possibile, giusto e coerente.

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    Giovanna

    16/06/2019 19:58:19

    Buon romanzo, considerata la giovane età dell'autrice; infatti racconta di giovani quasi coetanei

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    Nicoletta

    03/06/2019 19:52:59

    Bellissimo e tristissimo libro che indaga dell'adolescenza e la giovinezza,periodi della vita in cui si è più condizionati dal giudizio degli altri e ci si conforma al sentire comune,diventando crudeli e infelici,come i due protagonisti,che pur amandosi si feriscono continuamente.

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IL RIFUGIO DELL'IRCOCERVO - letterature, mondi e animali mitologici

Classe 1991, nelle librerie italiane grazie a Einaudi Editore e alla traduzione di Maurizia Balmelli, l’irlandese Sally Rooney è stata definita la scrittrice dei Millenial grazie al caso editoriale del suo romanzo d’esordio, Parlarne tra amici.

Prima di iniziare a leggere la sua seconda e più recente opera, Persone normali, non sapevo tutto questo: non avevo nessuna idea del tipo di autrice che stavo per incontrare e ho iniziato a leggere vagamente incuriosita dalla quarta di copertina, senza alcuna aspettativa. Se mi fossi informata prima di iniziare la lettura, forse avrei capito che mi sarebbe stato poi impossibile staccare gli occhi dalle pagine e non avrei cominciato il libro prima di avere abbastanza tempo per finirlo tutto in un sorso.

La sensazione che si prova leggendo Persone normali è, infatti, discretamente simile alla smania che porta al binge watching delle serie tv: bisogna sapere come continua, le vicende dei personaggi hanno una funzione catartica rispetto alla vita reale e separarsene è una sofferenza.

L’idea è semplice, quasi banale: la storia d’amore tra due star crossed lovers dall’adolescenza alle soglie dell’età adulta. Connell e Marianne frequentano lo stesso liceo in una località di provincia irlandese: lui è popolare, equilibrato e diligente, lei è intelligente ma indisciplinata, non ha cura del suo corpo, sembra che non le interessi affatto quel che gli altri pensano di lei e per questo è vittima di bullismo ed esclusione. La madre di Connell lavora come donna delle pulizie a casa di Marianne e questa occasione di contatto dà ai due l’opportunità di conoscersi meglio e di scoprire con sorpresa che riescono a essere totalmente sé stessi solo quando sono insieme.

Inizia così una tormentata relazione a cui Connell impone la più severa segretezza: non è pensabile che la sua vita possa continuare normalmente se a scuola si scopre che lui sta con Marianne. Lei, che lo affascina con la sua indipendenza di pensiero eppure è totalmente soggiogata a lui, accetta passivamente queste condizioni.

Se Persone normali fosse una commedia romantica, il finale arriverebbe circa a pagina 70, con Connell che realizza finalmente il male che sta facendo a Marianne e solleva il velo di segretezza dal loro rapporto, dando a lei uno status migliore nella scala sociale della scuola. Ma non è questo il caso: la storia continua, abbraccia gli anni dell’università in cui i due continuano a essere inesorabilmente attratti l’uno dall’altra, mentre le loro vite si intrecciano e si separano per i motivi più strani.

Quello che li avvicina e li respinge è la consapevolezza che nessuno dei due riesce ad abitare con disinvoltura il mondo esterno senza il supporto dell’altro. L’intimità che condividono è un dono, ma può diventare una tortura: sono davvero compatibili come sentono o piuttosto l’estrema vicinanza li porta a ferirsi a vicenda, a cercare di riconoscersi nell’altro anche quando questo significa allontanarsi da strade note, dritte e sicure e imboccare sentieri più oscuri? Quale deve essere il confine fra noi e gli altri?

«Marianne aveva un furore che per un po’ gli è entrato dentro e gli ha fatto credere di essere come lei, di avere la sua stessa innominabile ferita spirituale e che nessuno dei due sarebbe mai riuscito a trovare un posto nel mondo. Ma lui non è mai stato fallato quanto lei. Era lei che lo faceva sentire cosí.» (p. 155)

La parte più interessante del processo di crescita di Connell e Marianne è quella in cui, attraverso le storie di alcuni personaggi secondari, i protagonisti realizzano che quella normalità che tanto invidiavano agli altri e che sembrava loro preclusa non è in realtà una conquista facile per nessuno. Essere normali è sempre uno sforzo, e a un certo punto della vita bisogna ammettere che, semplicemente, le persone normali non esistono, ognuno si porta dentro una innominabile ferita spirituale.

Se da un lato emerge forte e chiaro questo messaggio, dall’altro i personaggi di Connell e Marianne sono inevitabilmente melodrammatici, eccessivi: il loro rapporto viene descritto come unico e totalizzante e per un lettore è facile riconoscersi in esso, non perché abbia necessariamente vissuto un’esperienza identica, ma perché è la storia d’amore per eccellenza, il riconoscimento totale e magnetico in un’altra persona, a tratti necessariamente inverosimile e idealizzato.

«Per un attimo sono rimasti lí in silenzio, lui con le braccia intorno a lei, a respirarle sull’orecchio. La maggior parte della gente, ha pensato Marianne, vive un’intera vita senza mai sentirsi cosí vicina a qualcuno.» (p. 35)

Anche le vicende che portano i protagonisti ad allontanarsi e riavvicinarsi negli anni dell’università finiscono per diventare contorte. L’impressione dovrebbe essere che i due non riescano a stare insieme perché si fanno troppo male a vicenda, ma in realtà a separarli è quasi sempre un problema di comunicazione, un equivoco a cui viene attribuita un’eccessiva carica drammatica.

Questo gusto per l’intreccio complicato è un’altra caratteristica che avvicina il romanzo di Sally Rooney al mondo delle serie tv: se ne sono accorti anche alla BBC, e infatti è stato recentemente annunciato che il libro diventerà una serie. Una notizia che, come tutto il romanzo, genera sentimenti contrastanti. È innegabile che chi finisce di leggere Persone normali smania per una versione audiovisiva dei suoi personaggi, ma un prodotto episodico finirà inevitabilmente per privilegiare la dimensione della trama e della storia d’amore tormentata a tutti i costi a scapito dei tanti temi ben più sottili e complessi che si fanno strada nell’opera: politica, questione di classe, mascolinità fragile, violenza domestica, necessità di indipendenza.

Vorremmo davvero essere come i millenials di Sally Rooney, sfumati e irrisolti alla ricerca di un posto nel mondo, purché dolcemente cullati dalla consapevolezza di un amore eterno e romanzesco? Difficile rispondere, ma la domanda fornisce già un’ottima lente di ingrandimento per studiare e scomporre la generazione Y, e questo libro è uno strumento indispensabile per farlo.

Loreta Minutilli

  • Sally Rooney Cover

    Sally Rooney è nata a Dublino nel 1991 e si è laureata al Trinity College in Letteratura americana. I suoi racconti sono apparsi su alcune delle maggiori riviste letterarie tra cui «Granta», «The White Review» e «The Stinging Fly». Parlarne tra amici è il suo romanzo d'esordio, in Italia edito da Einaudi nel 2018. È finalista allo Young Writer Award del «Sunday Times». È vincitrice con Parlane tra amici del National Book Award sezione International Author of the Year 2018. Ha scritto nel 2019 Persone normale (Einaudi). Approfondisci
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