Piccolo manuale di autodifesa intellettuale -  Normand Baillargeon - copertina
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Descrizione

Il libro di Baillargeon, docente di Fondamenti dell'Educazione, fornisce al lettore i mezzi necessari per conoscere le strategie messe in atto da chi diffonde informazioni sullo stato politico e sociale del nostro paese e per evitare così di cadere facilmente in inganno. Nella prima parte vengono presentati gli strumenti utili per mettere in atto un pensiero critico: logica, retorica, linguistica, probabilità e statistica. Nella seconda parte viene illustrato quando, per quali motivi e in che misura si possa prendere per vera un'affermazione fatta in campo personale, scientifico o mediatico. Il suggerimento finale è di imparare a usare queste tecniche in modo da poter affrontare la vita con pensiero critico unito a una certa dose di sana curiosità.
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2007
8 marzo 2007
XIV-304 p., ill. , Brossura
9788850325221

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Silvia
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Un manuale pratico per difendersi dalla stupidità dilagante e dagli inutili allarmismi. Se siete esseri pensanti, dovete averlo. Punto.

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Voce della critica

Il Piccolo manuale di Normand Baillargeon, che insegna fondamenti dell'educazione all'Università di Montreal, pur avendo un intento educativo, è di piacevole lettura, e alcune vignette contribuiscono ad alleggerire ulteriormente il testo. Ma per la completezza e l'approfondimento degli argomenti trattati può anche essere usato come testo di studio.
"Riconoscere la comunicazione persuasiva come elemento centrale del controllo del comportamento vuol dire riconoscere che dove c'è comunicazione, produzione di sapere e discorso, lì c'è potere. Lì dove c'è potere c'è qualcuno che lo usa". Questa, in sintesi, è la comunicazione dell'autore, che ironicamente ricorda "Diffidate quindi anche degli autori del libro".
È utile precisare la differenza fra "persuadere" e "convincere": nel persuadere si usano strumenti emotivamente efficaci, che le neuroscienze ci dicono avere come bersaglio prevalentemente l'emisfero cerebrale destro e che sono quelli ampiamente illustrati nel libro. Nel convincere si usano strumenti razionali, critici, aventi come bersaglio prevalentemente l'emisfero cerebrale sinistro, e che corrispondono nel libro alle autodifese intellettuali. Non bisogna però dimenticare che in genere il cervello sinistro "ascolta" quello destro, per questo si cerca spesso di razionalizzare scelte emotive.
La persuasione, la "manipolazione", è alla base della formazione e della socializzazione primaria dell'individuo. Il bambino, per il suo sano sviluppo, ha bisogno di manipolazioni, proprio quelle fisiche, ma anche di quellemetaforiche; si pensi alle modalità con cui nella famiglia e nella scuola egli introietta regole quali per esempio: il fuoco brucia, l'acqua bagna, quel cibo è buono e quello è cattivo, ecc., per non parlare di quelle morali o di quelle religiose. Nello sviluppo, al bambino si aggiungerà poi l'adolescente e quindi l'adulto. L'adulto conserverà quelle parti infantili che vogliono essere "manipolate", ed è l'adulto che dovrà provvedere alla gestione anche di queste sue parti infantili e adolescenziali. Quindi ritengo difficile, se non impossibile, evitare manipolazioni, che possono diventare però particolarmente forti e incontrollabili quando c'è dipendenza interpersonale o, più in generale, nei confronti di sovrastrutture economiche o politiche: questo tipo di manipolazioni sono l'oggetto principale del libro.
L'autore espone le modalità con cui si possono influenzare ma anche determinare pensieri, comportamenti e abitudini del singolo o delle masse. Modalità messe in atto da politici, gente di potere, mercanti, scienziati e, in modo più plateale, da cultori del paranormale, dell'esoterismo, illusionisti, ma anche da noi stessi con le nostre percezioni e i nostri ricordi "addomesticati".
Come viene detto nel primo capitolo, il "nemico" numero uno è il linguaggio e, citando il sofista Gorgia: "La parola è un grande dominatore (…) così anche per i discorsi, alcuni producono dolore, altri diletto, altri paura, altri ispirano coraggio agli uditori, altri infine, con qualche persuasione perversa, avvelenano l'anima e la stregano". Il capitolo si conclude con dieci regole per potere dimostrare la verità e evitare l'inganno. Anche la matematica e la statistica sono spesso usate per "incantare", sono "scaltri strumenti di mistificazione", e l'autore insegna le regole per demistificarne l'uso improprio. La nostra esperienza personale è lo strumento a cui a volte facciamo riferimento quando vogliamo dimostrare qualcosa in cui crediamo o, meglio, vogliamo credere, come avviene, nei casi estremi, con i miracoli. Si potrebbe pensare: meno male che la scienza empirica e sperimentale sono verità oggettive! Ma anche qui, dopo aver preso in considerazione la pseudoscientificità della rabdomanzia o dell'omeopatia, espone come, perché e "Quando gli scienziati imbrogliano"; le scienze mediche deterrebbero il primato delle frodi scientifiche (52 per cento).
L'ultimo argomento trattato è quello dei media. Citando Göring al processo di Norimberga: "Che abbia o meno diritto di parola, il popolo può sempre essere indotto a pensare come i suoi dirigenti. È facile (…) Le tecniche sono sempre le stesse, indipendentemente dai luoghi". E chiare sono le analisi delle modalità con cui i media possono e hanno "teso ad occultare alcuni fatti, analisi e dati o a falsarne sistematicamente la presentazione". L'autore offre quindi "Trentuno strategie per sviluppare un atteggiamento critico nei confronti dei media". Il libro è un'esortazione a conservare, coltivare e sviluppare lo spirito critico, e senza farsi eccessive illusioni, come l'autore stesso dichiara, fornisce una serie di strumenti, di "contromosse", per difendersi con consapevolezza. Contromosse adatte però, forse, più al professionista della comunicazione che a un normale utente di media.   Umberto Pichierri

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