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Andrea Camilleri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2014
Pagine: 261 p. , Brossura

99 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788838931918

Salvo Montalbano è angosciato. Ha trascorso una notte insonne pensando a Livia sola a Boccadasse e proprio quando il sonno è giunto a donargli un po’ di sollievo, un incubo inquietante lo ha scosso, svegliandolo definitivamente e riportandolo alla triste realtà. È vivo il ricordo della morte di François, il bambino che abbiamo conosciuto nel romanzo Il ladro di merendine e che i due, Livia e Salvo, avrebbero voluto adottare.
Livia è ancora molto provata, ha deciso di non lasciare Boccadasse e nelle sue lunghe telefonate con Salvo emerge tutto il dolore e la prostrazione per l’accaduto e il lettore non può fare a meno che provare affetto per lei.
Sono giorni duri per il commissario e il cattivo tempo che persiste da molto a Vigàta non allevia di certo il suo stato d’animo: acquazzoni incessanti e tuoni rumorosi non danno alcuna tregua, la pioggia violenta trascina con sé case e terreni restituendo alla fine una coltre di fango.
È in una di queste tremende giornate che Montalbano riceve da Fazio una chiamata. Il suo collaboratore lo informa della presenza di un cadavere in un cantiere edile: si tratta di un giovane trentenne, Giugiù Nicotra, freddato da un colpo di pistola alle spalle.
L’uomo è mezzo nudo, indossa soltanto una canottiera e degli slip, segno che è stato sorpreso di notte mentre era a letto. Il suo corpo viene ritrovato, riverso, in una condotta edificata per le tubazioni d’acqua, un posto angusto e non semplice da raggiungere. Giugiù Nicotra ha cercato invano una via di salvezza, ma il suo assassino lo ha sorpreso alle spalle e non gli ha lasciato alcuno scampo.
Il commissario intuisce subito di trovarsi di fronte ad un caso delicato e complesso, molto più grande di quello che sembra. Un caso che coinvolge l’intero mondo dell’edilizia e degli appalti pubblici. L’indagine parte un po’ a rilento e Montalbano si districa con fatica tra le mille articolazioni del caso: l’omicidio è solo la punta dell’iceberg di una realtà viscida e melmosa che vede collusi imprenditori, appaltatori e funzionari pubblici. Un tassello alla volta, Salvo procede nell’inchiesta e riesce a completare il mosaico. Ogni indizio, ogni personaggio coinvolto conduce inevitabilmente ai cantieri e a una società corrotta, fatta di favori e di legami indissolubili. Sembra proprio che tutto il fango che ha colpito Vigàta si sia accumulato e sia ricaduto anche sui cantieri investendoli. Ora sta al commissario districarsi tra tutta questa melma e ridare dignità a quel corpo, ma una cosa Montalbano non riesce a togliersi dalla testa… che Nicotra, il morto, andando a morire in quella galleria, l’avesse fatto di proposito, nella volontà di comunicare qualche cosa. Ed è proprio la galleria l’inizio e la fine di tutto.
Un romanzo che prende spunto da vicende sempre attuali: il connubio tra politica e affari illegali. Ancora una volta Camilleri intreccia finzione e realtà in un libro colmo di colpi di scena e di vicende eterogenee che finiscono inevitabilmente per intersecarsi.
Un personaggio a tutto tondo, tratteggiato dall’autore anche nei suoi aspetti più intimi e personali, colto da improvvisi attacchi di solitudine e tormentato dalle vicende passate.
Un giallo coinvolgente, in cui il ritratto del commissario appare ancor più vero, proprio perché delineato nella sua interezza, di uomo e di poliziotto.

Recensioni dei clienti

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    paolo

    18/05/2016 12.02.32

    Massimo dei voti per quello che e' a mio giudizio il miglior romanzo di Camilleri con Montalbano protagonista.Felice fusione di storia poliziesca con sconcertante attualita' di oggi.

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    elena.bazz

    13/08/2015 00.15.36

    Montalbano non delude mai! Grazie Camilleri! A questo libro poi sono particolarmente affezionata perché l'ho letto durante le vacanze nel ragusano tra Scicli e Puntasecca, dove sono girate le puntate della serie tv su Montalbano. Forse per questo o forse perché adoro Montalbano, fatto sta che anche stavolta ho divorato un libro dell'accoppiata vincente Camilleri/Montalbano.

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    TG

    28/06/2015 21.12.27

    Montalbano è tornato spettacolare come da un po' non succedeva, Questo romanzo m i è piaciuto più degli altri specialmente per il suo IO. Più appassionante. complimenti

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    carlo

    22/03/2015 10.42.21

    Torna l'ottima vena di Camilleri con Montalbano, dopo il bello ma un po' troppo semplicistico "covo di vipere". Denuncia e malaffare compaiono sullo sfondo di una sicilia bella ma maltrattata. Ottima scrittura e ottima trama. Da leggere.

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    Ross

    13/03/2015 14.54.19

    Amo molto Camilleri e il suo personaggio principale, Montalbano, però questo romanzo l'ho trovato anche io un po' "stanco" e lento. Inoltre sono riuscita a leggerlo solo perché leggo Camilleri da anni e quindi "ho imparato la lingua", ma penso che per una persona che si avvicini per la prima volta a questo autore - partendo da "la piramide di fango", sempre che non sia siciliana, sia molto difficile la comprensione del testo. Montalbano invecchia e si vede, in passato ci ha abituato ad altro, ciononostante a me piace sempre!

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    Valentina

    12/03/2015 13.19.55

    Libro piacevole dalla trama appassionante.

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    beniamino

    03/03/2015 20.59.10

    Concordo con quelli che hanno dato un voto basso a questo libro: Camilleri è stanco e nella saga di Montalbano questo se non è il libro meno interessante poco ci manca! Privo di mordente, ci vogliono 260 pagine non tanto dare un nome agli autori dell'omicidio del povero ragionier Nicotra, quanto per arrivare a quello del "vecchio" che da sei mesi coabita col ragioniere stesso e sua moglie. Siamo lontani dall'interesse e scorrevolezza degli altri libri della serie del celeberrimo commissario, nella cui classifica La piramide di fango è collacabile sicuranente all'ultimo posto a pari merito con La pista di sabbia.

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    Luca

    05/01/2015 15.19.35

    Il solito Camilleri, elegante, ironico, unico. Montalbano si addentra in un'indagine che forse non sarà tra le più originali, ma è molto più di una metafora delle attuali condizioni del paese Italia, dove corruzione e malaffare la fanno da padrone. Si legge d'un fiato, voto massimo.

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    Giacomo Bellini

    01/01/2015 23.02.36

    Camilleri puo' scrivere di tutto: il risultato non sara' mai pessimo. Devo dire pero' che negli ultimi romanzi della serie del Commissario Montalbano ho notato carenza di inventiva. Ormai le trame si ripetono con situazioni fisse e prevedibili. Non sono piu' i tempi del Giro di boa o del Ladro di merendine.

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    Lorso57

    20/12/2014 20.45.35

    Ancora una perla di cui il Grande Vecchio ci fa omaggio. Spesso la serialità si attorciglia su sè stessa, diviene una prigione pesante ed una noia crescente per il lettore. Con Montalbano questo non succede e leggere una sua nuova avventura è come tornare a rifugiarsi a casa propria, dove ci sono le radici e il caldo tepore dell'intimità, al riparo dal caos esterno, dal suo frastuono e dalla sua volgarità. Il linguaggio magico dell'autore e il suo potere affabulatorio seducono ancora una volta il lettore fedele che al termine della storia comincia ad avvertire i primi sintomi della crisi d'astinenza perchè vorrebbe subito leggere la prossima. Lunga vita al Grande Maestro Andrea Camilleri.

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    anna

    29/11/2014 19.06.51

    Ogni volta che leggo Montalbano è come ritrovare un vecchio amico... Grazie Maestro Camilleri

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    lorenzo casonato

    28/10/2014 18.25.08

    Camilleri si riconferma, se mai ce n'era bisogno, il migliore. In quest'occasione più "cattivo" del solito. Giustamente.

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    Giancarlo

    10/10/2014 15.55.23

    Grazie a Camilleri non scorderò mail la lingua che i miei genitori parlavano in casa. Anche quando il loro ricordo sembrerà appannarsi, certe pagine di Montalbano saranno in grado di farmi tornare alla memoria i lovo volti e le loro parole. Per tutto questo e per aver creato un personaggio impagabile come Salvo Montalbano: grazie Andrea.

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    Luigi

    07/09/2014 18.56.26

    Non sono originale, ma non importa: grazie di esistere Montalbano! Grazie Camilleri!

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    luciano

    04/09/2014 14.37.46

    La piramide di fango, per dirla con Montalbano, è: "Il fango della corruzione, delle mazzette, dei finti rimborsi, dell'evasione delle tasse, dei falsi in bilancio, dei fondi neri, dei paradisi fiscali, del bunga, bunga...". E il degrado morale è anche degrado ambientale: " a ripa di mari, le mariggiate dei jorni passati avivano lassato 'na longa e larga striscia di munnizza. Sacchetti e buttiglie di plastica, contenitori di vario generi, scarpi sfunnate, copertoni, scatolette, taniche...Faciva feto di putredini, di robba marciuta, morta...". Indimenticabile è la vecchia, dall'aria simpatica e gli occhi vivaci, che tiene, nella sua casa, vicino al cantiere dove è avvenuto il delitto,un negozio abusivo di generi alimentari-ristorante-bar, come pure è indimenticabile suo figlio Pitrineddru, che avrà un ruolo importante nello svolgimento del racconto.

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    Tommaso Di Nella - Lawyer

    01/09/2014 11.02.31

    Camilleri non ne sbaglia uno. Con Montabalano, poi, è una garanzia. In alcuni tratti del racconto sembra di leggere storie reali della cronaca vera del nostro Paese. Purtroppo spesso la realtà supera la fantasia... Lettura piacevolissima (come al solito).

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    Fabio74

    29/08/2014 07.42.26

    Ho letto uno dopo l'altro in rigoroso ordine di uscita tutta la serie Montalbano e non posso fare altro che ringraziare il maestro Camilleri per avermi regalato tante ore serene di lettura,per avermi fatto appassionare,divertire e anche pensare come del resto anche in questo numero 22 e spero non ultimo della serie.Ciao a tutti e al prossimo

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    Mauro

    27/08/2014 14.25.11

    Una storia appassionante, intelligente e appassionante. Uno dei migliori Camilleri.

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    Felly66

    27/08/2014 12.21.52

    Vorrei dare 5 anche alla recensione di ALBA che ha espresso esattamente il mio pensiero!! GRANDE ... E grazie a CAMILLERI che non mi delude mai!

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    NADIA3

    25/08/2014 09.54.32

    Camilleri ha detto che cerca di allungarsi la vita scrivendo perché è l'unica cosa che sa fare perciò per noi lettori è un obbligo leggere i suoi libri ogni volta che escono, ma purtroppo ormai le storie che scrive non sono che un pallido canovaccio rispetto ai primi capolavori e quest'ultimo non fa eccezione.La storia non è molto originale ,i personaggi figurine sbiadite sul fondo senza carattere,perfino il povero Catarella è l'ombra di sé stesso e Montalbano è interessato solo a cosa hanno preparato da mangiare Adelina o Enzo piuttosto che seguire l'indagine svogliatamente e in modo approssimativo, per non parlare poi del suo rapporto patetico a distanza con Livia.Qua i casi sono due o i libri tornano ad essere come i primi o forse è meglio tirare fuori dalla cassaforte il fantomatico ultimo capitolo e farla finita.Camilleri può sempre continuare a scrivere altro per i prossimi vent'anni.Voto 2 e non 1 solo per devozione.

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