Pista nera - Antonio Manzini - copertina

Pista nera

Antonio Manzini

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Collana: La memoria
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 31 gennaio 2013
Pagine: 278 p., Brossura
  • EAN: 9788838929090
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Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d'Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un'intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. Però ha talento. Mette un tassello dietro l'altro nell'enigma dell'inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav'uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l'unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida ("in natura la morte non ha colpe"), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.
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    Andrea

    17/08/2020 15:17:00

    Deludente sotto tutti i punti di vista....personaggio ben caratterizzato ma decisamente insopportabile, reso umano soltanto dai suoi colloqui immaginari con la moglie morta. Discutibile la sua disonestà così come discutibile è il fatto che i colleghi sono alquanto ridicolizzati, eccetto quelli disonesti come lui. La trama è banalotta, potrebbe essere una qualsiasi trama di Don Matteo. Le stelle sono due solo perchè la scrittura è scorrevole e sono rese bene le atmosfere di alcuni paesini di montagna, solo apparentemente idilliaci.

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    Francesco 1912

    20/06/2020 11:17:16

    Grazie a questo libro ho fatto una nuova conoscenza. Ho conosciuto, infatti, il Vicequestore Rocco Schiavone, trasteverino di nascita, valdostano di recente adozione. Uomo ruvido, manesco, "mazzettista", donnaiolo, poliziotto di grande intuito, e dalla vita privata incerta e disperata. Nei suoi caldi dormiveglia, esiste la determinante presenza di Marina, sua moglie, della quale, in questo primo libro, ci è ancora sconosciuto il destino. Chiara, invece, ci appare, sin da subito, la filosofia di vita del nostro nuovo eroe o, forse antieroe:: "C’era un poeta tedesco che diceva che il passato è un morto senza cadavere. Non è vero. Il passato è un morto il cui cadavere non la smette mai di venirti a trovare. Di notte come di giorno. E la cosa ti fa pure piacere. Perché il giorno che il passato non dovesse più farsi vivo a casa tua, significa che ne fai parte. Sei diventato passato. Forse dovrei scopare di più". La vicenda si svolge in una Val d'Aosta innevata e, più specificatamente, in un paesino montano ove viene ritrovato il cadavere di un siciliano da tempo trapiantato nella zona. Schiavone svolgerà le indagini con durezza e determinazione, tra schiaffi e rozzezze varie, ma sempre con grande umanità. Insomma, un personaggio interessante sullo sfondo di una storia che scorre veloce. Il primo libro di una serie che mi appare essere foriera di sempre nuove emozioni.

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    enzo

    17/05/2020 19:01:46

    Fin dall'inizio questo è un giallo che t'inchioda. Avvincente e divertente come spesso lo sono le indagini di Rocco Schiavone. Sullo sfondo le piste di Champoluc e la mia amata Valle d'Aosta. Manzini non delude e i personaggi che girano intorno al nostro vice questore sono un circo al quale ormai mi sono affezionata. Non stupisce che anche la televisione abbia messo le mani su queste storie, proponendole in prima serata perché sono storie semplici ma godibilissime, da leggere tutto d'un fiato.L'autore è abilissimo nel trascinarti dentro il caso irrisolto per costringerti a seguirlo fino all'epilogo. Da non perdere

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    Alice

    17/05/2020 18:30:51

    La prima indagine in cui appare Rocco Schiavone ti fa entrare subito in un mondo del quale difficilmente si potrà fare a meno: la neve di Aosta, la strafottenza del vicequestore, , il medico legale chiuso perennemente nella morgue, i personaggi che animano la procura del capoluogo valdostano. Tutti ingredienti perfetti che hanno giustamente contribuito a rendere ormai famosissimo il mitico Schiavone. La bravura di Manzini si rivela subito, è lampante, evidente, e da questo momento in poi non sarà facile rinunciare alle avventure di Schiavone e dei suoi fidati uomini.

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    teo

    12/05/2020 15:47:30

    è come se mi fossi legato al personaggio, quindi acquisterò anche il seguito. Lo consiglio

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    Matteo

    12/05/2020 06:42:48

    Primo libro incentrato sul personaggio di Rocco Schiavone, un vicequestore burbero e con modi ai limiti della legalità (e spesso molto oltre) con un senso della giustizia molto più elevato di quanto si voglia credere. La storia si svolge sulle piste da sci della Val d'Aosta e pur non essendo totalmente focalizzata sull'indagine poliziesca si incentra su questa per raccontare la vita quotidiana della questura di cui il protagonista è appena stato nominato vicequestore.

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    AvS

    11/05/2020 18:55:13

    Il primo romanzo con Rocco Schiavone come protagonista: scoperto per semplice caso (eBook in offerta su IBS) e non lasciato fino all'ultimo titolo della serie. Tra l'altro, questo doveva essere il primo e ultimo libro con Rocco Schiavone (come dichiarato dall'autore in più interviste). Buona trama, lettura piacevole, tutto il circo Barnum di personaggi che compariranno anche nei successivi libri della serie e sopratutto lui... il protagonista con le sue ruvidezze, le battute fulminanti, la personale scala di valori.

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    Eva29

    11/05/2020 14:53:46

    Primo libro di Schiavone. Ben scritto, Corto e prende molto. Consigliatissimo!

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    deborah

    11/05/2020 10:25:58

    Libro molto bello e scritto bene. Mi è piaciuto molto e credo che leggerò anche gli altri.

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    Albert

    27/01/2020 22:37:43

    Libro molto ben scritto e con atmosfere noir. Consigliato

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    Sara

    09/01/2020 14:27:22

    Ho iniziato a leggere i libri di Manzini dopo aver iniziato a vedere Rocco Schiavone in tv e devo dire che entrambe le versioni sono assolutamente meravigliose! I luoghi, i personaggi e i dialoghi della serie televisiva sono fedelissimi ai libri, che sono piacevolissimi da leggere, mai noiosi e anche molto ironici. Quindi non posso che dare il massimo dei voti a questo primo libro e...continuare con i successivi!

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    A.F.

    30/12/2019 11:14:34

    Protagonista di una profonda autenticità che resta subito impresso nella mente del lettore. Il contrasto tra il protagonista e l'ambiente circostante è molto azzeccato e riuscito.

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    Sara

    11/10/2019 14:55:15

    Ho iniziato a leggere questa serie dopo aver visto la prima stagione di Rocco Schiavone alla tv, che mi aveva conquistata....che dire, anche i libri sanno prendere! La trasposizione dal libro alla tv è stata meravigliosa; i personaggi, i luoghi, le battute, le storie.....tutto assolutamente fantastico!

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    EF

    07/10/2019 21:21:35

    Dopo averne sentito parlare in ogni dove mi sono tolto lo sfizio di curiosare fino alla fine questo primo romanzo e l'ho trovato interessante solo nelle primissime pagine. Poi sempre più improbabile e fastidioso soprattutto e molto gravemente, per me, proprio nel carattere del protagonista Vicequestore Schiavone. Con la sua illegalità ed i suoi modi. Sei fatto così Rocco Schiavone. Prendere o lasciare. Lascio senza alcun dubbio. Serie tv annessa.

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    Marco C.

    02/10/2019 17:58:59

    Il primo romanzo della serie, una lettura consigliatissima.

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    n.d.

    26/09/2019 09:32:31

    Beh, le indagini di Rocco Schiavone sono un cult oramai. Questa è la prima, che da la prima infarinatura del personaggio. Lo stile è bello ed intrigante, il personaggio all'inzio un po' discutibile ma ciò incrementa la voglia di leggere il seguito.

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    Toni

    24/09/2019 18:26:04

    È il primo romanzo della serie, Schiavone è già stato esiliato ad Aosta. Da Roma. Impossibile adattarsi al gelo, al grigiore, alle montagne, alla neve che ostinatamente continua a calpestare con le sue Clark. E il primo delitto è davvero raccapricciante...

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    Ronnie A.

    21/09/2019 21:08:35

    Rocco Schiavone è un personaggio eccezionale e ci si affeziona ai suoi modi di fare e pensare. Aosta come ambientazione è straordinaria e lo stile di scrittura di Manzini è godibilissimo.

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    Valentina

    19/09/2019 11:41:19

    Divertente ed intelligente.

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    n.d.

    11/09/2019 12:07:57

    Molto intrigant. ..............................

Vedi tutte le 123 recensioni cliente


Scordatevi dei commissari italiani che conoscete, dal Sud al Nord. Scordatevi del garbato e correttissimo Salvo Montalbano e di Proteo Laurenti, triestino di adozione, simpatico e alla buona, l’immagine del padre di famiglia.
Scordatevi anche del termine "commissario", perché Rocco Schiavone, protagonista del romanzo Pista nera di Antonio Manzini, ci tiene a precisare, correggendo chiunque gli si rivolga così, che ora si dice "vicequestore".
Il vicequestore Rocco Schiavone è antipatico e scorretto.
Nei confronti delle donne ha l'atteggiamento del maschio conquistatore ed è stato mandato da Roma ad Aosta per punizione - lo comprendiamo dagli sguardi che gli lanciano, dalle mezze parole dette intorno a lui, dall’irritazione con cui mal sopporta vivere in un luogo che è agli antipodi di Roma.
Il suo sogno, condiviso con la moglie Marina, è sempre stato, tuttavia, a metà strada tra Roma e Aosta: una volta in pensione avrebbero acquistato un casolare con della terra in Provenza, mare e colline: il meglio dei due mondi.
È sera, e un giovane che guida un gatto delle nevi, nel suo quotidiano compito di ripassare sulle piste da sci, trova un cadavere. È ovviamente sconvolto. Il capo dei gattisti gli aveva consigliato di rientrare tagliando per la scorciatoia che portava a Champoluc, ed è stato proprio percorrendo quel tragitto che il mezzo, improvvisamente, è sobbalzato sui cingoli per aver colpito qualcosa. Non una roccia, della terra o un animale. Il gatto era passato sul corpo di un uomo, facendone scempio con il suo enorme peso.
E così Rocco Schiavone, raggiunto ad Aosta da una telefonata, deve recarsi sul posto. Impreca contro il freddo - ai piedi calza delle Clarks che diventano subito fradice, ha le mani nude e indossa un loden che va bene per Roma, ma non è adeguato alle temperature della Val d'Aosta.
Con modi imperativi dà ordini ai subalterni - uno di questi ricorda da vicino il simpatico Catarella di Camilleri, ma Rocco non ha certo la pazienza di Montalbano; l’agente Pierron, invece, è un tipo sveglio e non solo gli fa d'autista ma lo introduce anche alla gente e ai costumi della regione.
Si scopre presto l'identità del morto: un tal Leone Micciché originario di Catania, sposato con Luisa Pec, una ragazza del posto. Insieme i due gestivano un rifugio splendidamente ristrutturato, ottimo luogo di sosta per gli sciatori.
Le possibilità non sono poi molte per risolvere il caso: o Micciché è stato raggiunto dalla mano lunga della Mafia (però non pare il loro modus operandi), o si tratta di un delitto passionale (Luisa è bella, il fidanzato che aveva prima di incontrare Leone non si è mai rassegnato), oppure è una questione di debiti insoluti.
Se questa è la trama principale, ce n'è tuttavia una secondaria che illumina le zone d’ombra della personalità di Rocco Schiavone, accentuando quello che è il leitmotiv del romanzo: la messa a confronto tra Nord e Sud, il contrasto tra il nitore dei luoghi valdostani e la sporcizia di Roma, la quiete e la confusione, l'atmosfera amichevole e la sgarbatezza, l'onestà (incredibile, a Champoluc un negoziante può fidarsi a lasciare un cliente da solo, con la merce a portata di mano!) e la disonestà.
Eppure, come viene lentamente suggerito e come vedremo meglio alla fine, nel luogo idilliaco dove il protagonista si trova ad indagare non tutto è come appare. Perfino quello che sembrava essere un vantaggio - essere tutti più o meno imparentati, come una grande famiglia - rivela il suo aspetto negativo. La Vallée perde punti e ne guadagna invece Rocco: possiamo non accettare i suoi comportamenti, ma comprendiamo le sue motivazioni dietro il caso che lo ha portato all'esilio, ci divertiamo con il suo senso dell'ironia (a proposito, finirà con l'adattarsi al clima del luogo, acquistando un paio di scarponi e un paio di guanti imbottiti) e poi, all'improvviso, proviamo pena per lui.

recensione di Wuz.it


Alcune frasi dal romanzo
«'Che palle!' urlò Rocco sgranchendosi le braccia. Lo aspettava solo il lavoro, lavoro e lavoro. Era così la vita lassù ad Aosta. Gente seria, città seria, fatta di persone serie che sgobbano e che si facevano i fatti loro. E se si sballava, lo faceva al massimo con le grolle. Finiti i tempi di Roma, dove la roba andava avanti e indietro come in una catena di montaggio. Finiti i tempi dei colpi decenti, le occasioni. Quanto sarebbe durato ancora questo purgatorio?»
  • Antonio Manzini Cover

    Attore e sceneggiatore, romano (allievo di Camilleri all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica), ha esordito nella narrativa con il racconto scritto in collaborazione con Niccolò Ammaniti per l'antologia Crimini. Del 2005 il suo primo romanzo, Sangue marcio (Fazi).Con Einaudi Stile libero ha pubblicato La giostra dei criceti (2007).Un suo racconto è uscito nell'antologia Capodanno in giallo (Sellerio 2012).Del 2013, sempre per Sellerio, ha pubblicato il romanzo giallo Pista Nera. Secondo episodio della serie: La costola di Adamo (Sellerio 2014).Nel 2015 pubblica Non è stagione (Sellerio), Era di maggio (Sellerio) e Sull'orlo del precipizio (Sellerio). Del 2016 è Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (Sellerio). Altri suoi romanzi pubblicati... Approfondisci
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