Preghiera per Cernobyl'. Cronaca del futuro - Svetlana Aleksievic - copertina

Preghiera per Cernobyl'. Cronaca del futuro

Svetlana Aleksievic

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Traduttore: Sergio Rapetti
Editore: E/O
Collana: Le cicogne
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 9 maggio 2018
Pagine: 293 p., Rilegato
  • EAN: 9788866329572

nella classifica Bestseller di IBS Libri Scienze, geografia, ambiente - Ambiente - Problemi legati al nucleare

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Preghiera per Cernobyl'. Cronaca del futuro

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«Questo libro non parla di Cernobyl' in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. A interessarmi non era l'avvenimento in sé, vale a dire cosa era successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l'ignoto. Il mistero. Cernobyl' è un mistero che dobbiamo ancora risolvere... Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. Per tre anni ho viaggiato e fatto domande a persone di professioni, destini, generazioni e temperamenti diversi. Credenti e atei. Contadini e intellettuali. Cernobyl' è il principale contenuto del loro mondo. Esso ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e anche attorno, e non solo l'acqua e la terra. Tutto il loro tempo. Questi uomini e queste donne sono stati i primi a vedere ciò che noi possiamo soltanto supporre... Più di una volta ho avuto l'impressione che in realtà io stessi annotando il futuro». (L'autrice)
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    M.C.

    23/06/2020 21:25:54

    Che dire. Meraviglioso, toccante, mai noioso. Davvero notevole.Consigliatissimo

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    Luca

    17/05/2020 16:09:49

    Reportage crudo e diretto che dà voce a quelli che sono stati vittime due volte: prima dell'incidente in sé e poi della vita da traditi e dimenticati che è rimasta loro negli anni a venire. Un libro assolutamente imprescindibile per avere un'immagine completa di quello che in molti non conoscono, ovvero la vita post-Chernobyl.

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    rem81

    17/05/2020 10:26:56

    A metà libro ho dovuto interrompere la lettura perché mi. Sembrava troppo angosciante. L'autrice ha saputo dar voce al dolore, alla rabbia e al l'angoscia di una popolazione che ha perso tutto in una terribile catastrofe. Dovrebbero leggerlo tutti.

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    ClaudiaC.

    15/05/2020 14:49:40

    Sono testimonianze che credo ognuno di noi dovrebbe leggere e conoscere: crude, vere, strazianti e a tratti quasi impossibili da creder vere. La mentalità che traspare da queste storie mi ha toccato in modo profondo.

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    silvana

    14/05/2020 14:26:30

    Sono stata a Chernobyl, a visitare i luoghi del disastro del 1986; la visita è stata emozionante, ma nonostante i racconti delle guide sentivo che mi mancava qualcosa… i racconti delle persone che avevano vissuto questo dramma. Tornata, ho scoperto il libro Preghiera per Chernobyl e ho potuto colmare questa lacuna; attraverso le parole di contadini, liquidatori, abitanti della zona ho potuto conoscere il loro punto di vista. Si percepisce bene la paura delle persone, combattute tra il fuggire e l’impossibilità di farlo, un po’ perché in fondo nessuno voleva davvero lasciare la propria terra, un po’ perché le autorità obbligavano a condurre una vita normale, negando la gravità di quanto successo. E poi le parole di chi ha scelto di tornare a vivere nella zona, facendo prevalere l’amore alla propria terra sulla paura. Una testimonianza viva, preziosa, che ci porta dentro ai fatti del 1986 e sembra farci vedere l’esplosione del reattore che, in un certo senso, ha dato il via alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Una lettura coinvolgente dal Premio Nobel per la Letteratura 2015.

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    Natalia

    13/05/2020 22:13:19

    Una raccolta di testimonianze crude sul disastro di Cernobyl, penso sia un libro imprescindibile per chi voglia approfondire sulle conseguenze pratiche che un disastro del genere ha avuto nella vita delle persone.

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    ClaCla

    12/05/2020 20:55:07

    Libro intenso, crudo, reale. Offre al lettore una testimonianza atroce di una sofferenza che forse mai sarà cancellata. Da leggere assolutamente

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    Gennaro

    12/05/2020 11:06:48

    Una raccolta di testimonianze, un reportage crudo e dettagliato che non nasconde nulla. Al centro non c’è la storia del fatto, ma le storie di chi ha vissuto quel momento tragico: l’attaccamento morboso alla terra, il sacrificio e lo spirito di abnegazione per difendere la patria, lo spirito fiero e orgoglioso del popolo sovietico. Sicuramente non un testo facile, ma se volete riflettere, se volete saperne di più non esitate. Davvero un gran bel lavoro!

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    Youssef

    11/05/2020 14:20:14

    Il testo racconta la tragicità degli eventi susseguiti allo scoppio del reattore della centrale nucleare situata nei pressi della cittadina di Pryp”jat’, in Ucraina. Una narrazione veloce che si articola attraverso le testimonianze delle vittime di quell’incidente. Madri e mogli, padri e mariti si aprono alla scrittrice e raccontano i loro drammi famigliari. Ne esce fuori una descrizione viva, cruda e reale degli effetti dell’accaduto. Il libro si discosta dalla narrazione mainstream della spiegazione dell’incidente e delle sue cause, focalizzandosi, invece, sulle storie dei cittadini ucraini. Consigliatissimo!

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    Chibivale

    22/01/2020 11:49:39

    Testimonianze molto toccanti. Uno sguardo da parte della gente comune a questo disastro. Mi aspettavo però che le testimonianze fossero maggiormente legate da un punto di vista logico.

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    n.d.

    22/10/2019 08:26:31

    Se avete visto la miniserie TV, non potete perdervi questo libro fondamentale per conoscere gli aspetti più reconditi della tragedia che loro (gli ucraini/russi) hanno vissuto e noi sfiorato

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    jf9618

    24/09/2019 21:23:40

    “Questa é la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti”. Svetlana Aleksievic cerca di risolvere l’enorme mistero di Cernobyl e riporta le testimonianze di chi il disastro l’ha vissuto sulla propria pelle e ha ancora la forza di ricordare. Sono storie di morte, di malattie, di sofferenze, di ingiustizie, di rancore ma anche di amore e di speranza. Da leggere assolutamente.

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    Federica

    24/09/2019 18:27:01

    Un valzer di sentimenti che si dipana tra atei e credenti in un luogo dalle tinte fosche. Tra sicurezza e paura ecco in questo testo il senso dell’atomico. E poi il pensiero va alla centrale nucleare e all’incidente del 1986. Il libro è ben scritto ed è semplice da leggere.

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    pamela

    24/09/2019 10:46:10

    Svetlana Aleksievic realizza la sua personale "Preghiera per Cernobyl" , ovvero un libro - testimonianza, raccogliendo la voce, a lungo ignorata, di tanti" cernobyliani", di ogni classe sociale e qualsiasi occupazione, dal contadino al soldato, al fisico, coinvolgendo ogni età, dai bambini alle signore anziane dei piccoli kolchoz. Purtroppo da queste testimonianze emerge tutto il dolore e la portata di questa enorme tragedia, dove l' incapacità di fronteggiare un evento simile, unita all' inconsapevolezza della popolazione in cui radicata era la fede nel patriottismo sovietico e nel sentimento di solidarietà, ha amplificato ancora di più le tristi conseguenze ormai note.  Nulla sarà più come prima per ognuno di loro (e di noi), consapevoli, ma solo con grande ritardo, di essere state le vittime di una guerra che non si è combattuta con carri armati e fucili, ma a colpi di atomi, invisibile e, per questo, rimasta nei primi importanti attimi occultata, nascosta, per tutelare quel potere cieco che, ancora, non ha reso alle tante vittime giustizia. Quell'unico e sacrosanto desiderio di tornare alla normalità sembra quindi essere l'unica cosa davvero importante, ma ahimè impossibile da riconquistare.

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    Rosa

    20/09/2019 10:27:13

    Libro che ti entra nell' anima. L' autrice descrive con rigore e garbo la tragedia che non solo ha cambiato la storia di un popolo, ma anche del mondo moderno intero. Interviste ai sopravvissuti che ti fanno riflettere su una realtà atroce sconosciuta per tutti noi che l' abbiamo vissuta solo dai telegiornali e quotidiani. Un libro da assolutamente da avere.

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    Fabia

    19/09/2019 12:27:05

    Come altri libri di Svetlana Aleksievic, abbiamo il racconto di una vicenda storica da innumerevoli punti di vista. Amo estremamente questa tecnica, perché consente al lettore di entrare in vite diverse e osservare la stessa cose in maniera completamente differente. Strati sociali e culturali che si alternano, poveri, ricchi, soldati, civili. Ognuno ha vissuto Cernobyl' in maniera uguale e differente allo stesso tempo. Non posso che consigliare vivamente questo e gli altri libri della Aleksievic, meritano di essere letti tutti.

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    Elisa

    19/09/2019 11:35:31

    Libro da cui è stata tratta la serie tv prodottada HBO "Chernobyl", è una raccolta delle dolorose e strazianti testimonianze dei sopravvissuti al disastro nucleare di Cernobyl, che ha stravolto le loro vite. Utile anche a far luce sugli errori e le negligenze dello Stato e dei vertici dell'impianto nucleare, incapaci di gestire il collasso di una centrale che già prima dell'incidente denunciava gravi carenze relativamente alla sicurezza della struttura.

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    Celeste

    19/09/2019 08:27:33

    Ogni riga di questo libro mi ha fatto male e credo che questo sia il modo più giusto per avvicinarsi anche solo da lontano a ciò che è stato Cernobyl'. Ho apprezzato la decisione dell'autrice di eclissarsi e di permettere che sia la Storia a parlare, quella più vera, formata da tutti i singoli individui che ne sono rimasti schiacciati, intrappolati nell'incapacità di riuscire a comprendere la loro vita e di parlarne con un linguaggio che possa davvero rendere loro giustizia. Ho apprezzato l'ampiezza sociale che le interviste rivestono, la volontà di riuscire a cogliere la vastità del reale, non lasciandosene sfuggire alcuna sfumatura. È un libro che ti strazia e che gronda ingiustiziara, è un libro che testimonia lo sforzo del capire e del ritrovare un senso.

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    Derutigliano

    10/08/2019 20:02:17

    Una raccolta delle testimonianze di persone comuni che hanno vissuto e convissuto con il disastro di Cernobyl', aggravato dall'inefficienza della nomenklatura comunista. Davvero molto emozionante.

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    Alina

    20/09/2018 10:11:14

    Questo libro mi ha talmente scossa emotivamente che non so da dove iniziare a parlarne... Il genere è uno dei miei preferiti, viene definito "romanzo-testimonianza" o "il popolo si racconta". Sono testimonianze del "popolo di Černobyl'", di tutte quelle persone che dopo il disastro nucleare hanno perso la vita, la famiglia, la terra, la normalità ed il futuro. L'unica cosa che gli è rimasta è la morte ed il vuoto. Per focalizzare e comprendere a pieno le testimonianze ci vuole del tempo, perciò è una lettura che va affrontata a piccoli passi. Ogni testimonianza apre una voragine dentro da cui scaturiscono molte riflessioni... La struttura, è particolare: dopo le informazioni storiche che sono gli articoli pubblicati quando è avvenuta la catastrofe nucleare, il libro comincia con una "voce solitaria". Una giovane donna, il marito della quale era stato uno dei primi vigili del fuoco ad intervenire per spegnere le fiamme dell'esplosione. La prognosi per la sindrome acuta da irradiazione è di 14 giorni e la donna ci racconta il calvario suo e del marito, di quegli ultimi giorni di vita di lui. Černobyl' le ha portato via il compagno tanto amato, il futuro e la speranza, lasciando solo un grande vuoto incolmabile. Poi ci sono 3 capitoli dedicati al coro: dei soldati, del popolo e dei bambini. Il libro si chiude con un'altra "voce solitaria" altrettanto toccante, come la prima. Ciò che colpisce molto è un concetto ribadito più volte dai vari testimoni: la guerra è un qualcosa che si può vedere e dalla quale ci si può proteggere e salvaguardare mentre la radiazione non si vede, la terra ed i suoi frutti restano tali e quali. Come si fa a spiegare ad un popolo prevalentemente di contadini cos'è la radiazione e che devono lasciare le proprie case, il proprio bestiame e le proprie terre? Questo libro è per coloro che hanno voglia di sentire la vera versione della storia, quella vissuta dal popolo e non quella raccontata nei giornali e dai politici.

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The best of. Una collana con gli autori più rappresentativi, riproposti in edizione rilegata con sovraccoperta elegante e colorata. Forma a parte, però, è la sostanza che conta. Le edizioni e/o hanno lanciato i primi otto titoli di una collana, “Le cicogne”, che è la summa del laboratorio e della produzione con cui è stato costruito un catalogo quasi quarantennale, capace di spaziare in tante aree geografiche e di lanciare in Italia autori grandissimi. Un esempio valga per tutti, quello di Svetlana Aleksievic, premio Nobel per la Letteratura 2015, con il suo Preghiera per Cernobyl (304 pagine, 12,90 euro), che le edizioni e/o pubblicarono con la traduzione di Sergio Rapetti nel 2004, tre anni dopo il debutto in lingua originale. E che ora rilanciano come primo titolo di una collana celebrativa sì, ma che prima di tutto definisce un’anima, la scorza di una casa editrice coerente e indipendente, italianissima, ma a forte vocazione internazionale.

Di quello che avvenne il 26 aprile 1986 nella centrale nucleare di una città allora sovietica è stato scritto di tutto. La scrittrice e giornalista bielorussa, però, è andata oltre. Raccontando non conseguenze, cause e colpevoli, ma rigorosamente l’incidenza della catastrofe e i sentimenti connessi, non semplicemente osservando, ma dando voce al dolore e al non capacitarsi di chi fu investito dal disastro, intervistando uomini e donne di età, speranze, mestieri totalmente diversi. Tutti travolti da quella religione di Stato che nell’Urss comunista era più forte dell’ateismo, ovvero la devozione cieca e totale per la scienza e i suoi progressi. Se qualcuno dopo tre decenni avesse dimenticato quel disastro, questo libro ne ricorda umanità e disumanità e racconta, come un perfetto lungo reportage, una terra ancora infestata dalle radiazioni, che andò alla deriva significativamente, simbolicamente qualche anno prima dell’impero rosso.

Il dolore semplice degli ultimi è quello che colpisce di più, quello che scava lentamente negli occhi di chi legge: storie minime di soldati, operai, vigili del fuoco, “liquidatori” (chiamati a decontaminare la zona nei primi anni), poveri contadini fatalisti, di gente ignorante, che si affidò al caso, che non ebbe informazioni e si limitò a fidarsi di politici e scienziati locali, di gente che ripeteva precauzioni inutili (lavare bene le mani prima di mettersi a tavola) che gli etrano state raccomandate, o che disse di continuare a occuparsi dei campi, pur di non interrompere la produzione agricola; storie minime di chi spense l’incendio del reattore ignaro dei rischi, che per denaro o riconoscimenti sociali andò incontro alle scorie radioattive. L’ossessione della segretezza che tutto travolse all’epoca ebbe la meglio. Aleksievic strappa il velo dell’ipocrisia, prendendosi carico dell’orrore della sua terra, al confine fra Ucraina e Bielorussia. Preghiera per Cernobyl, con la sua serie di monologhi, è un misto di realismo e romanzesco, che prende forma grazie a un linguaggio che si piega a seconda del momento, virando ora verso una prosa lirica, ora verso un andamento giornalistico.

L’autrice scompare dietro le testimonianze. Aleksievic non si inquadra come tanti ingombranti (e importanti) autori di oggi. E s’immerge in un paesaggio post-apocalittico reale, non quello di tanta fiction. Percorre la campagna e i boschi nella zona attorno al reattore, e col bisturi della sua scrittura scoperchia, tra sofferenza e dignità, le menzogne e la reticenza criminale del sistema sovietico sul disastro, sui danni immediati e su quelli a lungo termine, permanenti.

Recensione di Arturo Bollino

  • Svetlana Aleksievic Cover

    Giornalista bielorussa Premio Nobel per la Letteratura nel 2015. Per molti anni ha raccontato ai suoi connazionali gli eventi più importanti dell’Unione Sovietica della seconda metà del XX secolo. Su ognuno di questi eventi ha pubblicato anche libri, e le sue opere sono state tradotte in molte lingue, valendole fama internazionale. Esiliata dal suo paese su comando del Presidente Lukasenko, vive a Parigi.In Italia sono usciti alcuni dei suoi scritti, tra cui Preghiera per Chernobyl (e/o edizioni, 2002, vincitore del Premio Sandro Onofri per il miglior reportage narrativo) sulle vittime della tragedia nucleare, Ragazzi di zinco (e/o edizioni, 2003) sui reduci della guerra in Afghanistan, Incantati dalla morte (e/o edizioni, 2005) sui suicidi in seguito al crollo dell’URSS, Tempo... Approfondisci
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