Traduttore: P. A. Livorati
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 4 ottobre 2007
Pagine: 362 p., Brossura
  • EAN: 9788879288125
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Descrizione
Ogni suo concerto è un evento. Ogni sua nota è carica di una passione e di una sensualità che incantano i teatri e deliziano la critica. Natasha Darsky è "la violinista più famosa dopo Paganini". In una scena musicale ammorbata da un virtuosismo freddo e sterile, il suo archetto ipnotizza il pubblico perché fa cantare le corde di una vita piena, sempre vissuta fino in fondo, nel bene e nel male. Un'infanzia segnata dalle implacabili tirate del padre - un illustre gallerista capace con una sola parola di determinare il successo o il fallimento di un artista - e dal legame sempre più forte con la madre, che al matrimonio ha sacrificato il proprio talento di pittrice, e che guarda i primi passi musicali della piccola Tasha con la segreta speranza che la portino lontano. Una giovinezza passata tra lo studio del violino, l'incredula scoperta delle proprie doti di compositrice e la grande passione per Jean Paul, un acclamato giovane compositore dalla cui ombra alla fine Tasha scapperà, terrorizzata dall'idea di rivivere il fallimento della madre e decisa a diventare la migliore violinista del mondo. Una maturità, infine, segnata dal difficile rapporto con la figlia, un prodigioso talento musicale che riuscirà a concepire e a scrivere la musica che Tasha era stata in grado solo di intuire.

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Recensioni dei clienti

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    Massimo Borghesi

    22/10/2012 21:26:23

    Frank Zappa diceva che "parlare di musica è come danzare di architettura", aforisma che in genere condivido; eppure questo romanzo riesce a farti sentire alcuni "vissuti sonori" normalmente in-parolabili. Per questo mi sento di consigliarlo, preferibilmente a musicisti, preferibilmente donne.

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    l'indiscreto

    10/01/2008 12:44:42

    anche gli artisti possono avere una vita complicata che rende la loro sensibilita' ostacolo al tranquillo passare del tempo. ben scritto, un po' lungo, strano l'incontro con il padre della figlia... forse troppo strano.

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