La prima moglie e altre cianfrusaglie - Arto Paasilinna,Francesco Felici - ebook

La prima moglie e altre cianfrusaglie

Arto Paasilinna

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Traduttore: Francesco Felici
Editore: Iperborea
Formato: EPUB
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 2,98 MB
Pagine della versione a stampa: 215 p.
  • EAN: 9788870914122
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Gaia la libraia

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L'assicuratore Volomari Volotinen è un collezionista compulsivo di antiche rarità. Non c'è limite agli oggetti che desidera, né alle follie che è pronto a fare per metterci le mani, dal colbacco di Lenin agli slip di Tarzan, dalla dentiera del maresciallo Mannerheim alla ghigliottina che giustiziò Danton, da una clavicola di Cristo a un refrigeratore da latte scremato di inizio secolo, convertito con successo in distillatore di acquavite. Non è certo un caso che Volomari si sia perdutamente innamorato di Laura Loponen, di vent'anni più vecchia di lui, ex ausiliaria di prima linea della Seconda guerra mondiale e ora maestra pasticcera e inossidabile compagna di vita, come il resto dei suoi cimeli. Per fortuna il mondo è pieno di polizze da firmare, doli da smascherare e controversie risolvibili con un generoso indennizzo, che portano l'assicuratore collezionista a girare per tutta Europa, dalla Lapponia a Londra, dal Mar Glaciale Artico a Budapest, raccogliendo sulla via cianfrusaglie di ogni secolo, ciascuna con una storia tanto strampalata quanto inestimabile. Ben lungi dal dubitare della loro autenticità, con la fede di un credente per le sue reliquie, Volomari appaga così la sua sete di pezzi unici, o forse di immaginazione. Di avventura in avventura, tutte le epoche sono rivisitate da Paasilinna, che punta il mirino del suo humour sulla nostra religiosa dipendenza dagli oggetti, su quell'ansia di possedere, catalogare, accumulare, nell'illusione di tappare i fori da cui la vita ci sfugge ogni giorno.
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    Stefano Minervini

    05/06/2019 08:11:20

    Un libro meraviglioso, pieno di ironia, e allo stesso tempo allegro ma mai scontato, assolutamente da leggere!!!

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    Aldo

    09/03/2019 11:26:46

    Leggo Paasilinna quando ho voglio di staccare la spina da tutto e da tutti e devo dire che questo autore, nonostante le profonde differenze culturali in fatto di comicità, riesce sempre a strapparmi ben più di un sorriso. Certo, i suoi personaggi sono sempre sopra le righe e anche il suo politically correct è praticamente assente, però credo sia parte di un tutt'uno narrativo voluto e studiato pertanto apprezzabile. Ottima lettura senza pretese per svagarsi un po'. Consigliato.

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    Rigus68

    11/11/2018 10:25:29

    Le avventure dell’assicuratore (e anche ispettore liquidatore di sinistri) Volomari Volotinen si svolgono in un arco temporale che va dal 1962 al 1974, quando sull’ultimo capitolo cala il sipario, con un finale drammatico (ma non troppo per l’inossidabile Volotinen). In ogni capitolo, in cui il fortunato protagonista riesce ad appropriarsi di antiche rarità, di cui è avido collezionista, vengono anche narrati episodi storici correlati a queste reliquie. Mentre alcuni di questi oggetti d’antiquariato potrebbero essere reali ed avere valore storico (e.g. la dentiera del famoso generale finnico Mannerheim, il berretto di Lenin, il costume da bagno di Johnny Weissmuller, famoso protagonista negli anni venti di un numero eccessivo di film su Tarzan) altri sono talmente iperbolici e surreali da non aver alcun senso. In particolare, la storia narrata nella primavera del 1973, quando Volotinen, a Londra, s’intrufola in un cinema dove la Compagnia di Gesù esibisce una caterva di reliquie di santi, offerti in vendita, non solo è paradossale, ma è decisamente insensata. Che la Chiesa abbia gabellato i fedeli esibendo in mostra, in innumerevoli chiese e cattedrali, false reliquie di santi è ben noto. Ma che qui si offrano in vendita perfino parti del corpo di Cristo (il frammento di una sua clavicola, che lui riesce pure a trafugare) è decisamente troppo. Almeno, nel caso dei testicoli di papa Innocenzo III (maschio vigoroso che avrebbe avuto sedici figli da numerosi amanti) la reliquia avrebbe un senso perché non constava dei suoi attributi conservati in un vaso in formalina, come nel caso degli eunuchi cinesi, bensì era una riproduzione in ceramica. Purtroppo questo tomo è difettoso: non è un romanzo storico, perché i cenni storici sono ben miseri, e non è un vero romanzo, piuttosto un collage di capitoli giustapposti senza una trama convincente. Pure i personaggi hanno profilo piatto e mancano di credibilità.

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    Patty

    23/09/2018 17:51:04

    Paasilinna mi fa sempre ridere tanto! Le sue storie e i suoi personaggi sono sempre al limite, sopra le righe e di certo poco convenzionali. Questa storia in particolare è davvero originalissima, se non altro per queste “cianfrusaglie”, alias cimeli da collezionare, che il protagonista cerca di raccattare in giro, finanche una dentiera! Va da sé che siano effettivamente più cianfrusaglie, che cimeli da collezione, ma il bello sta proprio in questo. Se volete una lettura divertente e piacevole, l'avete trovata!

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    Azzurra

    23/09/2018 17:45:49

    Pur apprezzando alcune surreali avventure, non ho trovato questo libro particolarmente divertente. Forse è dovuto alle differenze culturali.

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    Filomena

    20/09/2018 09:11:47

    Lettura piacevolissima, perfetta per chi cerca un libro carino e non sia particolarmente pesante: come direbbe qualcuno, un libro da ombrellone. Eppure al suo interno c'è più di un cenno al periodo storico, si sollevano a fine capitolo, di volta in volta, delle curiosità che vale la pena approfondire, a meno che non si sia già esperti circa la storia finlandese. Il punto forte della storia sono gli eventi particolarissimi che capitano ai protagonisti, alla ricerca di cimeli, “cianfrusaglie”, che abbiano un valore collezionistico (molto spesso opinabile). Leggetelo se volete una bella storia divertente, non vi deluderà!

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    Ginevra

    20/09/2018 09:05:46

    Una perfetta lettura da ombrellone, leggera e piacevole, anche se alcune battutine sessiste avrei preferito non ci fossero. L'autore sa sempre come farti svagare con le sue storie, creando personaggi sopra le righe e mettendoli in situazione altrettanto bizzarre. Consiglio questo libro a chi è fan di Arto Paasilinna, ovviamente, ma anche a coloro che ancora non lo conoscono, nonché a tutti quelli a cui piace la letteratura d'evasione, senza impegno eccessivo e che strappi qualche sorriso. Chi l'ha detto che i libri belli devono essere tutti mattoni?

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    nihil

    14/03/2017 10:13:54

    direi che questo non è davvero uno dei suoi migliori libri! La trama è come una serie della tv, un collage di episodi più o meno carini, di sicuro frizzanti e simpatici, collegati da una storia di fondo. Una grossa pecca è la strabiliante pagina dove un protagonista ovviamente ubriaco, parla toscano! pazzia del traduttore di sicuro. Ubriaco come un tegolo è una frase tipicamente toscana, zona Livorno, e viene ripetuto più volte.

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    giulia

    16/11/2016 13:47:48

    Ancora una volta Paasilinna ci fa entrare nel suo surreale mondo. Tra normalità e follia la storia ci porta in giro per l'Europa e ci fa attraversare epoche, estetiche e manie. Condito con forte ironia, il romanzo porta con sé alcune riflessioni tutt'altro che retoriche sulla difficoltà di vivere. E con la leggerezza che contraddistingue la sua scrittura, Paasilinna scatta una fotografia dell'uomo europeo contemporaneo non proprio edificante...

Vedi tutte le 9 recensioni cliente

Chi inizia a leggere un libro di Arto Paasilinna deve essere disposto a perdersi in un mondo dove i protagonisti, spesso strampalati e sopra le righe riservano sorprese agrodolci, mescolano le carte del lecito e dell’illecito, ribaltano l’idea del male e del bene. Che animino un villaggio sperduto della Lapponia, come l’ululante mugnaio Gunnar Huttunen, che tengano a portata di mano una siringa piena di veleno, come la dolce vecchietta Linnea, o spariscano nell’ignoto di una foresta per seguire le orme di una lepre, come il giornalista Vatanen, l’umana varietà a cui Paasilinna attinge (quella dei suoi connazionali finlandesi) a suo dire è sufficientemente cattiva da permettergli di scriverne sino alla fine dei suoi giorni. Come un moderno Rabelais, Paasilinna colora i suoi racconti con basse faccende, come il corpo e i suoi appetiti, il cibo, il vino, il sesso. E come direbbe Victor Hugo, alla fine “il suo scoppio di riso è enorme”.

Nell’ultimo libro, La prima moglie e altre cianfrusaglie, il protagonista è l’assicuratore Volomari Volotinen, un collezionista sfrenato e compulsivo, disposto a vagare da un capo all’altro dell’Europa pur di entrare in possesso di cimeli appartenuti a personaggi illustri o che in qualche modo hanno fatto la storia. Volotinen perde letteralmente la testa ora per il costume di Tarzan (alias Johnny Weissmuller), ora per il colbacco di Lenin, ora per una dentiera appartenuta al Maresciallo Mannerheim. La sfrenata fantasia di Volotinen trasforma il mondo in una grotta di Aladino, da cui l’assicuratore estrae la ghigliottina usata ai tempi della rivoluzione francese, una tavola mortuaria di famiglia, un antico frullino da cucina o un mortaio della seconda guerra mondiale: oggetti diversi, ciascuno protagonista di una vicenda. Che siano commedie sociali o satire politico-ecologiche, gli spunti di partenza dei romanzi di Arto Paasilinna sono comunque temi forti che vanno dalla crisi di mezz’età alla vecchiaia, dalla mediocrità del quotidiano al suicidio. Ma il rimedio che Paasilinna propone è un bel calcione nel deretano, in grado di scuoterci e farci osservare il mondo e noi stessi con occhi diversi.

Recensione di Tiziana Merani

  • Arto Paasilinna Cover

    Scrittore finlandese, con un passato da giornalista, poeta e guardiaboschi; autore-culto in Finlandia, dove ogni suo libro ha superato sempre le 100.000 copie: uno dei pochi scrittori finlandesi che ha vissuto unicamente della sua penna. Molto amato all’estero per il suo humour travolgente, quella capacità tutta finlandese di raccontare ridendo anche le storie più tragiche, ha pubblicato più di trenta romanzi, oltre a pièces teatrali e sceneggiature. Nel 1994 gli è stato conferito in Italia il Premio Acerbi per L’anno della lepre, romanzo dal quale sono stati prodotti due film.Ha vissuto - alternando - in Lapponia e a Helsinki, ma con sempre più frequenti tappe nei paesi più assolati del Sud, spesso anche in Italia.Parte della sua... Approfondisci
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