La profezia oscura. Le sfide di Apollo. Vol. 2

Rick Riordan

Traduttore: L. Baldinucci, L. Melosi
Editore: Mondadori
Collana: I Grandi
Anno edizione: 2017
Pagine: 396 p., Rilegato
  • EAN: 9788804676331

Età di lettura: Da 12 anni

26° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Bambini e ragazzi - da 12 anni

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    Alessandro

    30/09/2017 10:41:01

    Dopo la delusione del primo libro della saga ero titubante all’idea di leggerne il seguito e nelle prime pagine le mie paure sembravano confermate. Tuttavia continuando la lettura il libro è migliorato molto. Pur rimanendo ironico, scopare quell’atmosfera ridicola che ha rovinato il libro precedente Compaiono vecchie conoscenze e molti personaggi nuovi. Attraverso uno di loro viene citata una mitologia africana. Sarebbe magnifico se Riordan decidesse di allargarsi ad altri pantheon. Speriamo. I poteri di Meg sono proprio notevoli, però teletrasportarsi tramite delle piante mi sembra esagerato. Percy quindi può farlo con l’acqua? All’inizio pensavo che gli altri esagerassero con Apollo. Dandogli la colpa per ogni cosa e alle volte umiliandolo. Al suo posto io sarei furioso. Io non provocherei così chi potrebbe tornare ad essere un dio. In seguito però le sue amicizie si fanno più profonde e non mancano scene commoventi Ero sicuro che uno degli antagonisti sarebbe stato Commodo e mi provoca un certo fastidio vederlo paragonato a Nerone(un sovrano decisamente migliore) Non posso fare a meno di sottolineare due inesattezze:1-i blemmi erano un popolo umano, seppur descritti fantasiosamente da Erodoto 2-i mercenari dell’Assia furono tutt’altro che un problema per i rivoluzionari delle 13 Colonie giacché i loro eccessi spinsero molti contadini, ancora fedeli alla corona inglese, a unirsi ai ribelli Questa saga presenta un problema di fondo, dovuto a una concezione degli dèi priva di senso. I tre imperatori sono diventati immortali grazie alla memoria che i mortali hanno di loro. Quindi tutti i personaggi famosi della storia possono divenire dèi o quasi? In Il martello di Thor si conferma questa visione, affermando che l’esistenza degli dèi deriva dalle storie dei mortali. Ma come può essere visto che gli dèi sono più antichi degli uomini? Assurdo, quanto affermare che il potere degli dèi derivi dalla fede umana Il difetto di Riordan: una visione antropocentrica

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Quando il nostro drago dichiarò guerra all'Indiana, capii subito che ci aspettava una pessima giornata. Viaggiavamo verso ovest da sei settimane, e Festus non aveva mai mostrato tanta ostilità nei confronti di uno Stato. Aveva ignorato il New Jersey. La Pennsylvania a conti fatti era stata di suo gradimento, nonostante la battaglia con i ciclopi di Pittsburgh. Aveva tollerato l'Ohio, perfino dopo il nostro incontro con Potina, la dea romana che protegge le bevute dei bambini, la quale ci aveva inseguito sotto forma di gigantesca brocca rossa con una faccina sorridente a mo' di stemma. Eppure, per qualche ragione, Festrus aveva deciso che non gli piaceva l'Indiana. Atterrò sulla cupola del Campidoglio di Indianapolis, sbatté le ali metalliche e soffiò un cono di fuoco che incenerì la bandiera dello Stato direttamente sul palo. «Ehi, calma, bello!» Leo Valdez tirò le redini del drago. «Ne abbiamo parlato. I monumenti pubblici non si incendiano!» Dietro di lui, sul dorso del drago, Calipso si aggrappò alle scaglie di Festus per non perdere l'equilibrio.