Psicoanalisi immaginaria di Frida Kahlo

Riccardo Dalle Luche,Angela Palermo

Editore: Mimesis
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 26 maggio 2016
Pagine: 188 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788857535289
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Descrizione
Frida Kahlo è divenuta nel tempo un'icona femminile nota in tutto il mondo anche per le sue peculiari e anticonvenzionali particolarità espressive. La sua vita appassionata, tragica, romantica si presta anche ad una lettura psicobiografica. Infatti Frida è stata segnata da una serie di traumi fisici e psichici che hanno ripetutamente messo a repentaglio la sua identità, dissociandola e ricomponendola in forme contraddittorie. L'amore romantico per il grande muralista Diego Rivera e le numerose altre relazioni amorose con uomini e donne, talora celebri, hanno rappresentato fattori di ricompattamento dopo ogni crisi post-traumatica. Tuttavia, è stato soprattutto il talento artistico e letterario che, fin dall'epoca dell'allettamento forzato dopo il gravissimo incidente, le ha consentito di conservare nella sua piena integrità il suo nucleo identitario narrativo, rendendo possibile ai posteri una approfondita conoscenza del suo percorso mentale. Sia gli autoritratti, continue varianti seriali, istantanee dell'immagine di Sé, che i suoi diari e le sue lettere d'amore, descrivono le sue principali esperienze ed i vissuti connessi con un linguaggio caratteristico che amalgama continuamente elementi consci ed inconsci, in una sintesi inconfondibile e ben interpretabile secondo i dettami della logica bivalente. Gli autori ripercorrono la storia di Frida in quanto prototipo di un'esistenza e di una mente femminile molto dotata, che ha lottato per tutta la vita per il mantenimento della propria identità.

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Recensioni dei clienti

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    Cristiana

    07/03/2018 14:38:13

    Interessante ma appena un po' noioso e ripetitivo. Su Frida è stato scritto molto e io molto ho letto; diciamo che non mi aspettavo niente di nuovo, e invece il libro mi ha stupito piacevolmente. E' un libro "serio", e quindi un saggio tecnico piuttosto ponderoso, il fatto che sia piacevole da leggere come in effetti è, non è affatto scontato; tuttavia alcune lungaggini e ripetizioni potevano forse essere evitate. Assolutamente utile e piacevole che quasi tutti i quadri di cui si parla vengano riprodotti, sia pure in piccolo, nel testo: la cosa rende più semplice, fruibile e comprensibile la lettura

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    Anna Maria Bambini

    28/09/2016 12:07:03

    Leggero come un romanzo. Profondo come un saggio. La narrazione di Angela Palermo e Riccardo Dalle Luche è piacevole e istruttiva. Ci conduce attraverso percorsi artistici e mentali con grande naturalezza. Si tratta di un libro denso, che tocca diverse tematiche passando per un originalissimo approfondimento. La conoscenza degli Autori è plurima, profonda, spazia dal cinema alla psicopatologia e ci offre spunti di autoanalisi e di identificazioni, nel piccolo di ogni nostra esperienza. Gli Autori ci raccontano come gli artisti siano capaci di far diventare vita i propri sogni, di superare barriere e convenzioni, di esaltare le proprie emozioni fino a livelli non raggiungibili da noi comuni mortali. Essi vivono in modo esasperato e totalizzante sentimenti e storie, sono in grado di andare incontro a incontrollabili passioni, senza darsi dei limiti, lasciandosi inondare e travolgere da esse. Permettono tutto a sè stessi. Gli artisti entrano anche a contatto con la Storia. Un po' romanzo sentimentale, un po' libro di storia dell'arte, quello su cui tutti avremmo voluto studiare. L'analisi puntuale dei quadri è chiara, ordinata, coinvolgente. La descrizione psicopatologica degli effetti del trauma, poi, è di grande interesse e molto più che esauriente. Il tutto corredato da una ricostruzione storica e da una bibliografia molto interessante. Al termine del libro ci si dispiace un po' dover lasciare quelle pagine. La vita di Frida è grandiosa e la sua scrittura è immaginifica, come i suoi quadri. Le sue parole sono quelle di una visionaria d'amore. Alla fine si ha la sensazione che il connubio Diego-Frida non solo era inevitabile ma, addirittura, necessario. Resta lei. Così pienamente viva, vibrante. Come solo alcune donne spezzate sanno essere.

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