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Carl G. Jung

Traduttore: O. Bovero Caporali
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 198 p., Brossura
  • EAN: 9788833924175
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    Diego Pignatelli

    07/03/2017 16.23.47

    Nella questione Una e trina "l'uomo è proprio quel ponte teso sull'abisso tra "questo mondo", regno del tricefalo tenebroso e la Trinità celeste"(C. G. Jung op. vol. 11). Il padre della psicologia analitica solleva quindi la questione del dualismo e della scissione psichica dell'occidente nella caduta del lumen luminum, Lucifero, quel "lumen superans omnia lumina" (la luce che supera tutte le luci) nel parallelo del Mercurius philosophicus. Sarà proprio questo nelle veci del suo parallelo nell'alchimia, il Cristo-Lapis dai vari sinonimi "le ciel humain", Chen Yen, Caelum" e substantia metaphysica per gli alchimisti ad emanciparsi autonomamente dall'ala del "pater auctor rerum". Dalle tenebre che separano gli abissi l'uomo nella sua scissione dualistica ignorerebbe la profonda questione sollevata dall'alchimia: il problema della quaternità che Jung centra perfettamente in un indagine empirica che porta il regno della religione e dei Symbola nella questione morale della coscienza del lettore pervenendo poi alla fatidica responsabilità di una "croce" da portare nel mondo, un peso che eleverebbe il giogo di Cristo ad una pressione di enorme responsabilità etica nella "psiche". De facto lo scienziato svizzero nel "Saggio d'interpretazione psicologica del dogma della Trinità"inaugurerà proprio il problema etico del medico dinanzi al paziente così come la questione del figlio dell'uomo. Figlio dell'uomo che si eleggerebbe a pervenuto archetipo psicologico per il Sè quindi ad una separazione ed autonomia dall'inconscio pervenendo quindi come nella problematica di un confronto con l'anima ad un processo di differenziazione e maturazione psicologica. In definitiva è l'allentamento del giogo morale che la civiltà greca del "kalon kagathon" e del "vero e del bello" ancora non presentiva agli albori della cristianità.

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