Psicopillole. Per un uso etico e strategico dei farmaci

Alberto Caputo,Roberta Milanese

Anno edizione: 2017
In commercio dal: 31 agosto 2017
Pagine: 252 p., Brossura
  • EAN: 9788868337353
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Descrizione
L'obiettivo è rispondere ai seguenti interrogativi: È vero che i disturbi mentali sono malattie del cervello? Come funzionano gli psicofarmaci? Chi dovrebbe prenderne? Chi non dovrebbe assumerne? Psicoterapia e farmaci sono modalità di intervento contrapposte? Quale terapia è risultata più efficace nei differenti tipi di disturbi psicologici?

La vita umana è fatta di alti e bassi, di piaceri e dolori, e "normalità" non è sinonimo di felicità costante. È quindi legittimo chiedersi se sia proprio necessario interpretare ogni sofferenza o difficoltà nei termini di un disturbo psicologico. I manuali diagnostici che classificano le patologie mentali hanno conosciuto, soprattutto a partire dalla sua ultima versione (il DSM-5), un tale ampliamento delle proprie categorie da comprendere quasi ogni genere di disagio. Il lutto per una morte può venire scambiato per depressione, l'agitazione di un bambino diventa sindrome da deficit di attenzione e, sebbene disturbi come l'insonnia non siano paragonabili alle psicosi, pare esserci una medicina per tutti. Così i trattamenti di tipo farmacologico conoscono sempre maggiore successo, per la gioia delle industrie farmaceutiche che investono nel marketing per aumentare le proprie vendite. Gli interessi economici non sono infatti di poco conto, se si considerano i numeri dei potenziali pazienti. Tutto ciò ha incentivato la tendenza odierna a prescrivere gli psicofarmaci con estrema facilità, anche da parte di medici non specializzati in psichiatria. Ma gli psicofarmaci non sempre servono, spesso sono anzi dannosi, in ogni caso bisogna conoscerli e somministrarli con cautela visti i considerevoli effetti collaterali. Potrebbe invece dimostrarsi più utile una psicoterapia, con ricorso ai farmaci solo quando indispensabili e dietro attento controllo medico specialistico. Nel campo della psiche è comunque sempre fondamentale adattare il trattamento al tipo di problema presentato -di carattere biologico oppure psicologico, relazionale, familiare, sociale - in modo da agire allo stesso livello, secondo l'antico principio che "le cose simili sono curate dalle cose simili".

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    Erica

    18/09/2018 20:20:22

    Il libro descrive in modo dettagliato ma comprensibile i meccanismi funzionamento degli psicofarmaci e quando e in che modalità è opportuno che vengano usati. Consigliato ai professionisti del settore ma anche alle persone comuni

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«L’idea di questo libro nasce da quello che ci è apparso un "vuoto" informativo. - Dice la dott.ssa Roberta Milanese - L'approccio psicologico-psicoterapeutico e quello medico-psichiatrico finiscono spesso per contrapporsi quando si tratta della cura dei disturbi psichici, offrendo alla persona bisognosa di aiuto informazioni e proposte terapeutiche differenti e spesso in netto contrasto tra di loro». «La vita umana è fatta di alti e bassi, di piaceri e dolori; “normalità” non è sinonimo di felicità costante – spiega il dott. Caputo - è quindi legittimo chiedersi se sia proprio necessario interpretare ogni sofferenza o difficoltà nei termini di un disturbo psicologico. I manuali diagnostici che classificano le patologie mentali hanno conosciuto vari cambiamenti ma soprattutto un ampliamento significativo delle proprie categorie da comprendere quasi ogni genere di disagio». Spiega lo psicoterapeuta. Così, il lutto per una morte può essere confuso con la depressione, l’agitazione di un bambino diventa sindrome da deficit di attenzione. Questi e una serie di altri esempi simili possono essere fatti per spiegare quanto la tendenza del “farmaco facile” sia in costante ascesa. Il volume mira proprio a dimostrare la dannosità dell’abuso da farmaci nel trattamento di disturbi psicologici. Sei capitoli didattici e ricchi di esempi per un volume non solo rivolto agli “addetti ai lavori”, ma anche al lettorato attento a questo genere di tematiche. «Si tratta di un testo semplice - affermano gli autori - pensato per il largo pubblico. Da qui la scelta di un taglio divulgativo, in modo tale che potesse essere compreso anche dai non tecnici. Nonostante non sia un manuale per “addetti ai lavori” - continuano Caputo e Milanese - lo consigliamo anche a colleghi psicologi e medici interessati a una riflessione critica sulla tendenza a diagnosticare in modo improprio i disturbi mentali e a curarli con rimedi chimici “a pioggia”».