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Paul Kalanithi

Traduttore: M. Faimali
Editore: Mondadori
Collana: Ingrandimenti
Anno edizione: 2016
Pagine: 150 p. , Rilegato

9 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Medicina - Medicina generale - Professione medica

  • EAN: 9788804664642

Indice

Prefazione di Abraham Verghese

Prologo
I. In perfetta salute, incomincio
II. Sperando di non cessare che alla morte
Epilogo di Lucy Kalanithi

Ringraziamenti

Recensioni dei clienti

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    leonardo de chanaz

    28/08/2016 06.44.22

    Concordo con il commento che mi precede. Mi è molto piaciuta anche la conclusione di Lucy, la moglie, che mostra come il vero trionfo di questa vicenda sia proprio l'amore. Mi è piaciuto e lo consiglio a coloro che abbiano già oppure desiderino capire l'esperienza della morte. La fortuna di chi vive un cancro, è che questa malattia ti lascia il tempo di tracciare un solco, di scolpire una pietra da lasciare ai posteri. Questo libro è una bellissima lapide.. Da leggere.

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    Ril

    09/05/2016 13.26.24

    Non è un libro facile. Non è un libro per tutti. Bisogna sceglierlo. Occorre lucida consapevolezza per avvicinarsi a questa delicata e sofferta storia, in punta di piedi. Com'è giusto: in segno di rispetto. Si legge, camminando affianco a un uomo che aveva scelto la missione di medico chirurgo. L'entusiasmo, la dedizione, la fatica, il progetto umano e professionale, lasciano spazio a malattia, delusione, dubbi, sofferenza e decesso. Morire a trentasette anni. Troppo pochi. Vita e morte. Contrapposte, come in duello. Com'è sempre accaduto e accadrà. Perché nasciamo, perché viviamo, perché ci ammaliamo e, soprattutto, perché moriamo? Perché è la nostra natura, simile a quella di molte altre forme di vita: l'uomo non fa eccezione. Perché leggere questa storia? Per avere risposte e consolazione. La maturità della vita, con il suo bagaglio cognitivo ed esperienziale, cerca risposte ai perché esistenziali. Come stare vicino a chi soffre, consapevoli della limitatezza di gesti e parole, della pochezza proveniente dalla presenza? È la storia di un giovane uomo, dalle origini indiane ma newyorkese di nascita, indeciso se votarsi alla scrittura o alla medicina. Tribolato, era alla ricerca anch'esso (da neurochirurgo) di risposte: perchè il nostro cervello agisce o reagisce in un certo modo? "Quanto tempo mi resta" è la domanda ossessiva che scandisce il conto alla rovescia del Dottor Kalanithi. L'amaro ritornello che in 138 pagine torna (e ritorna) con insistenza. La lotta contro il tempo che sfugge dalle mani, sapendo che, una volta esaurito, non ce ne sarà concesso altro, è un fatto devastante e credo porti, senza alcun dubbio, alla rassegnazione delle cose, degli eventi, della malattia. È un libro da leggere? Lo è.

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