Quasi re. Le vicende di Fortebraccio capitano di ventura

Marco Rufini

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Dimensioni: 1,07 MB
Pagine della versione a stampa: 288 p.
  • EAN: 9788873816867
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Gaia la libraia

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Affascinante affresco letterario che percorre la vita, tra Medioevo e Rinascimento, del nobile Fortebraccio da Montone, "umbro doc" e capitano di ventura. Diventato signore di Perugia, coltiva "il Grande Sogno": diventare il primo re d'Italia, cacciando le presenze straniere e limitando il potere papale alle anime. Conquista, quindi, tutta l'Italia centrale, spingendosi fino a Roma. Il sogno sta per realizzarsi, ma il nuovo Papa Martino V (della famiglia romana Colonna, nemica dell'Umbria) simulando un negoziato, ingaggia una guerra all'ultimo sangue, che porterà alla cattura quindi alla condanna definitiva di Fortebraccio da Montone.
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    Claudio Matar

    18/02/2019 12:29:46

    Ennesima piacevole ricostruzione, per quanto molto romanzata, di un autore italiano che si cimenta con il genere storico. E quando si parla di capitani di ventura il nome e le glorie di Andrea Fortebraccio (1368 – 1424), detto “Braccio”, dei Fortebracci di Montone, travalicano ogni immagine, fantasia e confine, per andare ad immedesimarsi in una delle figure più autorevoli, ed idealizzate, del cavalierato medioevale. Le cose, in realtà, non è che le si dovrebbero inquadrare in questo modo se ci si volesse attestare nei confronti dell’obbiettività storica; quella che a noi è stata tramandata e, per certi versi, verificata. Che si fosse trattato infatti di un militare competentissimo ed autorevole non ci sono dubbi, così come che fosse coraggioso, pratico, e di insigne famiglia della piccola aristocrazia umbra pure. Ma la crudeltà e la spietatezza posti in essere per il raggiungimento degli obiettivi che erano alla base delle sue ambizioni, va sottolineato, hanno davvero poco a che fare con l’alone di figura romantica che, dal narrato dell’autore, si pretenderebbe di lasciar desumere. Libro bellissimo, coinvolgente ed apprezzabile sotto molti punti di vista, anche se un po’ scarno nei numeri e nei dati della più attenta ricostruzione storica. E libro da consigliare fortemente e comunque ai patiti del genere. C. Matar

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