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Paolo Di Paolo

Editore: Perrone
Collana: Biotón
Anno edizione: 2008
Pagine: 112 p.
  • EAN: 9788860041296

Recensioni dei clienti

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    Chiara

    21/11/2016 14.54.55

    L'ho acquistato su una bancarella incuriosita dalla trama così originale... invece la lettura è stata faticosa, per fortuna erano solo un centinaio di pagine. Non sono riuscita ad immedesimarmi nel personaggio come, leggendo i commenti, vedo che sono riusciti a fare tanti altri lettori; a me è sembrato solo un frustrato egoista. Per cambiare vita non serve cambiare identità.

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    Ianì

    08/07/2013 14.31.31

    Superlativo. Di Paolo e' una scrittore fenomenale, di una sensibilita' unica. E' il suo terzo libro che leggo e la mia stima nei suoi confronti cresce sempre di piu'. In questo breve (purtroppo) romanzo ho sentito quasi che parlasse di me, il culmine l'ho toccato a pag 67...ho consumato tanti di quei fazzoletti! Leggetelo e diffondetelo, vi prego, e' un inno ad apprezzare cio' che abbiamo e che spesso diamo per scontato.

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    silviatoffee

    14/06/2011 19.22.02

    non ho ancora finito di leggere questo breve romanzo ma sento già di poter dare un voto alto, parecchio alto... il tema trattato è originale ma soprattutto raccontato con una maestria e una bravura ineccepibili....mi sono rivista in Lucien, nelle sue fragilità e paura, e nei suoi ripensamenti nel corso della storia...è un libro pieno, emozionante, commovente, in cui è facile rispecchiarsi...e soprattutto va a toccare alcuni punti per me sacri, come l importanza delle piccole cose e il fatto di aver potuto fare sempre di piu nella nostra vita...un libro che piace a chi è dotato di alta sensibilità.

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    La Recherche

    10/02/2009 18.09.33

    [...] Il breve romanzo si legge molto volentieri, sia grazie all’originalità della trama, ma soprattutto per la bravura dell’autore, che in brevi passaggi, ben calibrati, ci porta attraverso le età della vita del protagonista, senza avvalersi di veri e propri flash-back ma con semplici e decise pennellate di colore diverso. L’autore svela tra le pagine una sorta di visione introspettiva del protagonista, costruendo tali parti come dialoghi intimisti, non li definirei “psicologici” nel senso stretto, ma più riflessioni sull’essenza dell’uomo moderno che fanno da ossatura della vicenda, da detonatore per lo sviluppo di tutto il romanzo. Ebbene, l’autore in questi passaggi, dà il meglio di sé, cesellandoli con minuzia e sapienza, senza farli diventare dei trattati, o appesantendoli con inutili luoghi comuni, ma scrive passaggi molto ben equilibrati, e che, sebbene centrati sul protagonista, hanno un certo respiro universale che rendono la lettura molto interessante e di ampio respiro. Al termine del romanzo il lettore che trova Filippo così a suo agio nella vita di Lucien si domanderà di certo come sarà la nuova vita di Lucien, avrà egli capito come risolvere i suoi dilemmi o se li terrà cari? L’autore, sebbene appena ventiseienne, ha già al suo attivo un curriculum letterario di tutto rispetto, compresi lavori per il teatro e la televisione, e, vista la sua collaborazione con due prestigiosi quotidiani, sono certo che sentiremo parlare ancora molto di lui, e, se è vero che la maturità migliora la penna, ci donerà senz’altro bellissime pagine. Completa il piacere della lettura una copertina davvero bella.

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    Alessia

    28/11/2008 09.23.48

    Me l'ha consigliato un'amica, è uscito già da qualche mese, mi ha letteralmente travolta e commossa. Un libro unico, da non perdere.

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    Maura

    28/11/2008 09.21.06

    E' un libro di incredibile bellezza, carico di tenerezza e mistero. Curioso che qualcuno non riesca a sentirlo...

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    aquila_non_vedente

    26/11/2008 14.47.57

    Comprato per le positive recensioni, per il titolo accattivante, per la bella copertina, per conoscere un esordiente. L'idea di fondo è originale, ma l'ho letto con fatica, perdendo continuamente il bandolo della matassa (ammesso che contenga una matassa). Una delusione.

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    Piera

    16/11/2008 10.29.45

    A me è sembrato un libro strano, bellissimo, ha qualcosa di lieve e poetico.

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    Claudio

    12/11/2008 11.39.35

    Comprato alla stazione Termini per pugnalare un'ora di treno. Di solito frugo nel banco degli indipendenti alla ricerca di perle poco note, stavolta è andata decisamente buca. Mi spiego. 100 pagine: potenza dell'impaginazione, far passare una trentina di cartelle a punto 12 per un romanzo è frutto di un genio dell'informatica. Comunque la brevità non è un male, anzi, amo i racconti. Purtroppo però il libro delude sotto altri, e ben più sostanziali, aspetti. La trama, innanzitutto. Buona l'idea ma debole, debolissimo, lo sviluppo. Insomma, io ho 28 anni, non sono un vecchio, ma mi viene da ridere se un ragazzino di 23 anni viene a cercare di spiegarmi "il prezzo di ogni esistenza". Voglio dire, ci vorrebbe qualcuno di bravo sul serio, così non basta. Esempio (citazione inprecisa, ma non ho il liro con me): "La signorina F. siete sicuri di averla amata intorno ai 17"... amata intorno ai 17? E allora? la gente si innamora una volta al giorno, intorno ai 17! E poi lo stile. Inappuntabile, certo, terso, chiaro, pulito...ma troppo. è uno stile pensato, studiato, partorito apposta per piacere ai critici e far sospirare le ragazzine, ma non ha niente della robustezza capace di incidere di un, che ne so, Mascheri (altro autore molto in voga al momento). Scivola via così, belle frasi, ogni tanto qualche parolaccia ('fanculo, fiche etc.) che fa tanto road life e via così fino al finale, che risolleva appena appena le sorti (ma a giudicare ai commenti anche illustri che ho letto in merito, mi chiedo quale sia il gioco sotto). Forse sono stato troppo critico, ma da un autor-giovane tanto pompato da editore e critica (a ragione?) mi aspettavo qualcosa di meglio.

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    Loris

    03/10/2008 15.47.59

    L'idea alla base di questo breve romanzo mi ha intrigato e spinto alla lettura. 'Vendere' la propria vita, tirarsene fuori e vedere cosa ci combina un altro... e' una tentazione che puo' venire a chi si sente soffocato da un'esistenza cui pare mancare sempre qualcosa di essenziale. Di Paolo cerca costantemente un tono lirico e intimo. Alcune pagine sono decisamente riuscite (il matrimonio, la rievocazione finale). Altre a mio parere meno (quelle che indulgono alla nostalgia infantile o peccano di eccesiva autoreferenzialita').

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    lucia

    23/07/2008 17.53.58

    semplicemente stupendo! un viaggio a ritroso, doloroso e necessario.

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    Valeria Annaro

    20/06/2008 00.17.07

    Lucien ha in mano la sua vita, la tiene stretta sul palmo, vorrebbe stringerla fino a farle male, vorrebbe getterla dietro sè, così come si fa quando si scrive una lettere di confessioni, si ha paura di ciò che di sè si legge così che improvvisamente l'accortocci e la metti via. Così che Lucien farà: getterà la sua vita cedendola a Filippo, stessa età, qualcosa in comune. Lo introdurrà nei suoi riti quotidiani, nelle sfumature della sua esistenza, nelle pedine che si muovono nel gioco della sua vita. Questa storia prende spunto da un fatto realmente avvenuto sulla stravaganti aste on line: un ragazzo mette in vendita la sua esistenza per qualche migliaio di euro. Ed ammesso che si possa trovare un'acquirente, come si fa a mettere un punto nella propria vita e andare a capo, cancellando tutto? Andare a capo è l'unico desiderio di Lucien cercando di dimenticare odori, sensazioni, sorrisi, lacrime e passioni perchè "un giorno ti verrà di dire basta". Paolo Di Paolo lo racconta con una prosa pura, trasparente che non oltrepassa mai i margini del foglio e con sobrietà indaga i confini dell'anima. Piano ne prendi confidenza, ti lasci schiaffeggiare da quelle emozioni e improvvisamente ti abbandona proprio quando avresti voluto ancora per molto tempo leggere di quella notte in cui si è nati per "non rinunciare a niente di te, non buttare via niente, non svenderti".

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