I racconti: Storie naturali-Vizio di forma-Lilit

Primo Levi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
Pagine: XXV-582 p.
  • EAN: 9788806141738
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Recensioni dei clienti

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    Massimo

    25/10/2009 01:46:54

    si dice che Levi è grande quando parla di se, in più Levi diventa grande scrittore col tempo..e piano piano si forma quella prosa tesa, ritmata, precisissima, perfetta, che tanto decantava Bellow nel Sistema Periodico. Se Questo è un uomo e Tregua sono libri si di "scrittura"..cioè belli in se perchè sono scritti bene, ma sono anche libri di storie vissute sulla propria pelle. In pratica, i primi due libri di Levi sono belli perchè gli sono usciti natuaralemente da se...poi, piano piano la scrittura gli comincia a diventare familiare, e può scrivere anche di altro con lo stesso risultato..vedi la Chiave a stella. I racconti da Storie Naturali a Lilith costituiscono il lento avvicinamento di Levi a se stesso, un apprendistato. I racconti di storie naturali, infatti, vengono da riviste, e spesso antecendenti nell'idea pure ai primi due libri. Per dirla tutta: storie naturali è greve, è una prosa italiana verbosa, trooppe parole per un genio come levi , troppa affettazione, troppe cerebralità. Gli spunti sono tutti geniali, perchè trattasi di cose, scoperte, poi realmente accadute..ad esempio la clonazione. Ma il modo è scoraggiante. Il racconto Versamina è l'unico con una vera tensione, greve, angosciante, ma forte. Cladionia rapida ha qualche accesso di ironia, così come pure Censura in Bitinia...ma l'effetto è quello di un vecchio doppiaggio, affettazione. Qui Levi iniziava a giocare, e se ne vede l'acerbità. Il primo racconto di Lilit, e qui chiudo, dice tutto, è Levi. Eccezionale. Come si può dire, è una questione di tempo.

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    maurizio codogno

    18/12/2006 16:52:39

    (nota: io ho letto un'edizione contenente solo <em>Storie naturali</em>). Primo Levi è noto soprattutto per i suoi romanzi, primo tra tutti <em>Se questo è un uomo</em>. In questo libro abbiamo invece quindici racconti che potremmo definire fantascientifici, anche se Levi non credo avrebbe mai accettato una simile ghettizzazione. I primi racconti soffrono di una prosa piuttosto arcaica, che toglie un po' il piacere della lettura; il torinesissimo "Cladonia rapida" merita comunque davvero. Andando avanti, il linguaggio diventa molto più piacevole, e la miniserie del signor Simpson e delle invenzioni della NATCA a mio parere rivaleggia con i racconti di Stanislaw Lem. In definitiva, è un peccato che Levi non abbia voluto continuare in questa strada, sfruttando la sinergia tra la sua fantasia e le indubbie competenze; ed è un peccato ancora maggiore che la sua opera sembri essere oramai gettata nel dimenticatoio.

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