La ragazza con la Leica - Helena Janeczek - copertina

La ragazza con la Leica

Helena Janeczek

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Editore: Guanda
Edizione: 10
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 7 settembre 2017
Pagine: 320 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788823518353

nella classifica Bestseller di IBS Libri Arte, architettura e fotografia - Fotografia e fotografi - Singoli fotografi

Salvato in 587 liste dei desideri

€ 17,10

€ 18,00
(-5%)

Punti Premium: 17

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
LIBRO
Aggiungi al carrello
spinner
PRENOTA E RITIRA

La ragazza con la Leica

Helena Janeczek

Caro cliente IBS, da oggi puoi ritirare il tuo prodotto nella libreria Feltrinelli più vicina a te.

Non siamo riusciti a trovare l'indirizzo scelto

Prodotto disponibile nei seguenti punti Vendita Feltrinelli

{{item.Distance}} Km

{{item.Store.TitleShop}} {{item.Distance}} Km

{{item.Store.Address}} - {{item.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

{{getAvalability(item)}}

Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
*Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva

Spiacenti, il titolo non è disponibile in alcun punto vendita nella tua zona

Compralo Online e ricevilo comodamente a casa tua!
Scegli il Negozio dove ritirare il tuo prodotto
Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma
Recati in Negozio entro 3 giorni e ritira il tuo prodotto

Inserisci i tuoi dati

Errore: riprova

{{errorMessage}}

Riepilogo dell'ordine:


La ragazza con la Leica

Helena Janeczek

€ 18,00

Ritira la tua prenotazione presso:


{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1
La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2
Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3
Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
4
Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

* Campi obbligatori

Grazie!

Richiesta inoltrata al Negozio

Riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

N.Prenotazione: {{pickMeUpOrderId}}

La ragazza con la Leica

Helena Janeczek

€ 18,00

Quantità: {{formdata.quantity}}

Ritira la tua prenotazione presso:

{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1 La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2 Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3 Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
4 Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

Altri venditori

Mostra tutti (6 offerte da 18,00 €)

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Vincitore del Premio Strega 2018
Vincitore del Premio Bagutta 2018
Finalista al Premio Campiello 2018


Questo libro racconta la vita di questa ragazza ribelle, l'amore con Robert Capa, l'avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta.

Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

2,9
di 5
Totale 168
5
30
4
46
3
20
2
21
1
51
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    ermanno

    09/06/2020 00:09:14

    La lettura, interrotta a pag. 200 dopo una fatica ciclopica, mi ha insegnato che alla base dei premi letterari tutto vi è, meno che il valore del libro. La ragazza con la Leica è scritto in modo involuto, disorganico, cervellotico. È uno dei libri più brutti che mi sia capitato di leggere. Se avete una persona invisa alla quale siete costretti a regalare qualcosa, pensate a questo libro. Capirà più di ogni altra cosa quanto lo avete sulle scatole. Rating: meno di zero.

  • User Icon

    monica

    17/05/2020 19:59:20

    mi aspettavo di piú, ma dall'altra parte non mi ha delusa del tutto.

  • User Icon

    isa

    17/05/2020 15:33:36

    a mio parere premio strega meritatissimo, da leggere!

  • User Icon

    marianna

    16/05/2020 23:35:17

    Concordo con molti altri giudizi. Sarebbe stato molto interessante poter conoscere meglio la storia si questa fotografa morta durante la guerra civile spagnola e “musa” di Robert Capa. Tuttavia il romanzo é scritto in maniera da rendere assai difficoltosa la lettura, con continui flashback e troppi nomi e soprannomi diversi dati ai personaggi. Sono stata tentata più volte di abbandonare la lettura

  • User Icon

    Raffaella Bardo

    16/05/2020 15:42:04

    Ho apprezzato il libro per avermi fatto conoscere l'intrigante personaggio di Gerda Taro e la sua storia, i libri che raccontano le storie di donne forti fanno sempre breccia nel mio cuore. È una buona testimonianza della sua vita ricostruita con i ricordi dei suoi amici che mettono insieme i pezzi della storia. Mi hanno un po' confusa i salti temporali e il lungo elenco di nomi, ma ho comunque apprezzato. Lo consiglio a chi vuole conoscere la storia di una donna temeraria, senza paura e sicuramente un passo avanti alla sua epoca.

  • User Icon

    giada

    13/05/2020 13:41:45

    Quello che si apprezza maggiormente di un'opera di questo genere è sicuramente la dettagliata e preziosa ricerca storica condotta dalla scrittrice per raccontare la figura di Gerda Taro. Grazie ai suoi amici che le sono sempre stati accanto, la scrittrice ricostruisce la sua figura, il suo lavoro di fotografa caduta durante la Guerra Spagnola e il suo amore per Robert Capa, fotografo che le ha insegnato a usare la leica, la macchina fotografica con cui ha immortalato molti scatti. Personalmente, mi sarei aspettata qualche accenno riguardo la sua personalità, il suo carattere mai domo e temerario che non è sceso a compromessi, ricordata da tutti come una presenza importante e viva. Non è un romanzo, ma neanche una biografia, bensì una commistione di generi che non si riesce bene a definire dove la lettura appare fredda e poco coinvolgente per il lettore.

  • User Icon

    marti

    11/05/2020 18:36:58

    mi sono persa in vari punti del libro, sinceramente non mi ha soddisfatta come mi aspettavo

  • User Icon

    Massimiliano

    25/04/2020 11:51:43

    Comprato dopo l'assegnazione del Premio Strega 2018, con tante aspettative soprattutto dal punto di visto della storia della fotografia e del giornalismo. In realtà è risultato essere un noioso elenco di ricorid di 3 persone che avevano conosciuto la portagonista (indiretta) Gerda Taro. Ho trovato interessanti solo le parti dove appunto si dettagliava l'uso della macchina fotografica oppure il contesto storico/politoco nei paesi dove i ricordi avevano luogo; ad aggiungere difficoltà alla lettura anche la maniera di scrivere dell'autrice che mai come in questo caso mi viene da definire come non fluida e non scorrevole, i pensieri dei protagonisti vengono sovrapposti su più piani temporali e la quantità di nomi da mandare a memoria per seguire il filo è notevole. In definitva sconsiglio la lettura del libro anche se vincitore di un premio prestigioso, mai come in questo caso mi sento di dire tanto fumo e poco arrosto.

  • User Icon

    Icnarf

    18/04/2020 14:35:11

    Ne sono uscita delusa. Non so se il problema sono io, troppo poco storicamente erudita o questo libro, dove la storia è richiamata spesso e dove i salti temporali fanno da padroni. Ma sono stati gestiti male, ti fanno venire il mal di testa e non riesci neanche ad affezionarti ai personaggi perchè ti senti sempre perso, e anche un po' ignorante. Ma ripeto: forse il problema è mio.

  • User Icon

    Cris68

    03/12/2019 06:03:43

    Non credo che questo libro sarà ricordato a lungo. Ha pecche difficili da nascondere, la più evidente delle quali è la mancanza di una vera materia narrativa, dissimulata da un voluto (e frastornante) saltellare senza sosta né motivo tra piani temporali e spaziali, tra vicende e personaggi, il che rende estremamente faticosa la lettura. Manca, totalmente, l'approfondimento: caratteri, luoghi e situazioni storiche sono semplicemente accennati e rapidamente abbandonati (e quanto avrebbero meritato uno spazio di riflessione!). Insomma: una scrittura volutamente confusa che vuole camuffare l'assenza di contenuto. Ffinirò il libro, sia pure a fatica, e lo dimenticherò.

  • User Icon

    luca

    24/09/2019 10:42:15

    Ottimo libro, saggio tra il tecnico, lo storico e il narrativo. Una storia vera, e si sente.

  • User Icon

    Massimiliano

    21/09/2019 18:31:42

    Bella storia che ti mette voglia di dire “ce la posso fare anche io.” Interessante.

  • User Icon

    Tiz

    19/09/2019 20:26:18

    Uno dei libri più deludenti che abbia mai letto, non sono nemmeno riuscita a finirlo. La storia sarebbe strepitosa, se raccontata in un modo diverso: troppa confusione tra passato e presente, persone chiamate in modi diversi a distanza di poche righe. Assolutamente non consigliato.

  • User Icon

    Chiara

    19/09/2019 14:59:17

    Attratta dalla vittoria del Premio Strega, ho iniziato a leggere questo libro senza riuscire però a concluderlo. Scritto molto bene, è però un racconto molto articolato, con differenti punti di vista e molti personaggi che, se non viene seguito attentamente, crea molta confusione nel lettore.

  • User Icon

    Frency

    10/07/2019 20:04:38

    Acquistato perchè ha vinto il premio Strega: non farò mai più un tale errore. Questo libro è noioso all'inverosimile

  • User Icon

    mo

    03/05/2019 08:44:49

    ottimo, lo conosco come scrittore per cui quasi tutti i suoi libri sono una sicurezza

  • User Icon

    Vincenza

    23/04/2019 09:30:35

    Non è un libro facile, non è un libro banale né tantomeno un romanzo classico. E' questo il motivo per cui non viene capito? Perché un premio non può essere attribuito a un autore che percorre una strada alternativa nella narrativa? Sinceramente l'ho trovato una lettura affascinante, completa, che lascia qualcosa alla fine.

  • User Icon

    Mariano

    20/04/2019 16:33:00

    Mi chiedo come si possano pubblicare libri come questo. Di una noia terribile. Non sono riuscito a finirlo, nonostante la buona volontà. Ma come danno i premi quelli dello Strega? Temo che siano promossi soltanto per favorire gli editori.

  • User Icon

    Alice

    14/04/2019 16:57:27

    Irriverente, sfrontata, senza paura, il romanzo racconta la "biondina di Brunete" attraverso i ricordi di tre amici intimi Willy, Ruth e Georg. I ricordi risalgono a Lipsia, prima di dover fuggire dal nazismo crescente e rifugiarsi a Parigi, le difficoltà economiche nella capitale francese degli anni Trenta, i rapporti con André, da lei ribattezzato Robert Capa, il lavoro di fotoreporter nella guerra civile spagnola. Essendo, appunto, un romanzo che si basa su ricordi, non ci si deve aspettare che il racconto scorra fluido seguendo la cronologia; resta comunque ben comprensibile, caratterizza la ragazza coraggiosa, che conquista anche il lettore, e fa venir voglia di saperne di più, di informarsi, di conoscerla meglio.

  • User Icon

    Giada

    03/04/2019 11:47:36

    Mi domando come sia possibile che un libro scritto con una dose eccessiva di pressappochismo, attraverso uno stile sciatto e piatto, senza fonti storiche autorevoli e consultabili, manipolando la figura di due fotografi a meri scopi di rivalsa, abbia potuto ricevere così tanto credito e considerazione fino a vincere il Premio Strega. Vergognoso!

Vedi tutte le 168 recensioni cliente

I vincitori del concorso "Caccia allo Strega 18"


Elisabetta - Recensione stregata scelta da Helena Janeczek


Sullo sfondo di un’Europa nera si muovono i personaggi del romanzo, colorati con le tonalità decise dei singoli caratteri. La protagonista del romanzo non è Gerda Taro, ma il gruppo che Gerda Taro unisce e di cui muove i fili da brava strega. I suoi amici si muovono nel loro presente e, piccoli gesti quotidiani, li riportano sempre a lei, a Gerda e agli anni d’oro del suo sorriso e della sua Leica. Non è un caso che gli episodi passati siano più avvincenti delle vite che vivono adesso: vecchi amori, un sorriso, lei che appare da lontano. Tutto porta calore ed emozione. Mettendo insieme i riflessi degli specchi umani a cui Gerda Taro ha donato la sua immagine, si ricostruisce la lei che, armata di sorriso e di una Leica, voleva cambiare il mondo e pensava che “un mondo guarito dalla disuguaglianza avrebbe dovuto realizzare anche il diritto universale al superfluo”.


Aurora

È una scrittrice sempre raffinata e originale, Helena Janeczek. Prendiamo quest’ultimo suo lavoro, per esempio. A darci così un’occhiata potrebbe sembrare, molto semplicemente, una biografia su Gerda Taro, il che già di per sé sarebbe comunque un ottimo motivo per prenderlo, dato che una biografia su questa fotografa è stata sì già scritta, ma come spesso succede con moltissimi bei libri il volume in questione è, perlomeno qui in Italia, fuori edizione (se qualcuno lo trovasse, a proposito, non se lo lasci scappare: si intitola “Una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnola” e l’autrice è Irme Schaber). Ma della Taro la Janeczek non fa, in realtà, una biografia. Proprio no. Perché “La ragazza con la Leica” ha la struttura e l’impostazione di un vero romanzo in cui l’energia prorompente di Gerda, la sua intelligenza, la sua spregiudicatezza e la sua vitalità assurgono, nella memoria di chi la racconta, quasi a simbolo di tutta un’epoca e della vita stessa degli esuli ebrei nella Parigi degli anni trenta. Quella sua incredibile e meravigliosa “gioia di vivere”. Quell’attivismo politico passionale, militante, inscindibile dalla vita e dal lavoro. Quel suo rapporto unico, a un tempo artistico e sentimentale, con André Friedmann, per il quale sarà proprio lei a inventare un diverso nome e un diverso passato: non più ungherese, ma americano. Non più Friedmann, bensì Robert Capa. E infine la morte, tragica e fin troppo precoce, a Brunete, durante la Guerra civile di Spagna. “Aveva dedicato la sua vita a un degno compito, a una giusta causa persa”, è il commento dell’autrice, che oltre ad aver vinto il Premio Bagutta adesso è candidata, proprio con questo libro, sia al Premio Strega che al Premio Campiello 2018. Forse ricordare la vita di Gerda e di tanti altri giovani della sua generazione potrebbe aiutare anche molte persone di adesso a dedicarsi a una causa. Sperando due cose: che sia una causa giusta. E che non sia, possibilmente, persa.


Stefano Mannucci

Una giovane miliziana repubblicana si addestrava a sparare sulla spiaggia di Barcellona. Il ginocchio poggiato sulla sabbia e la pistola puntata dritta davanti a sé. L'eleganza nella composizione di quella fotografia mi incuriosì sin da subito per capire chi fosse stato a scattarla. Fu così che diversi anni fa conobbi il nome di Gerda Taro. La fotografia campeggiava sul catalogo di una mostra in corso a lei dedicata. Da allora mi appassionai alla sua storia ed alle sue fotografie leggendo la biografia pubblicata all’epoca. E quando Guanda ha edito il libro di Helena Janeczek "La ragazza con la Leica” non ho potuto fare a meno di leggerlo e sono rimasto positivamente colpito dallo stile di scrittura dell'autrice. Come il liquore Strega - al cui prestigioso premio il libro in questione è candidato - scorre lungo la gola per attraversare il corpo del bevitore, così il libro di Helena Janeczek scorre nella mente e nella fantasia del lettore facendogli conoscere - attraverso un flusso di ricordi, in un continuo viaggio nella memoria storica e privata – Gerda Taro durante gli anni di Parigi e quelli della guerra civile spagnola, la sua passione per la fotografia e la sua gioia di vivere, il suo amore con Robert Capa ed il suo amore per la libertà.


Umbazar

Gerda era elegante, di un fascino da attrice del cinema. Amava farsi ammirare, ma non aveva bisogno di fare nulla di particolare per attirare a sé tutti gli sguardi. In lei l’aspetto magnifico si univa alla capacità, sembrava portata per tutto. Agiva sempre di testa propria – si era, per esempio, scelta il lavoro e uno pseudonimo – da una donna così minuta tanto carattere non te lo saresti aspettato. E invece, malgrado l’alone di leggerezza dovuto al suo perennemente splendido umore, faceva sempre sul serio, portando avanti le proprie convinzioni con un’irrefrenabile volontà. Anche nella sua tendenza a esporsi ai pericoli con temerarietà era cocciuta, nessuno schema, nessun piano avrebbe potuto anche solo in parte ridimensionare la dedizione alle battaglie per cui sentiva la necessità di spendersi. In alcuni frangenti sembrava un essere soprannaturale, una sorta di strega buona con poteri eccezionali che utilizzava per scuotere chi la incrociava nel proprio cammino. Anni e anni dopo la sua prematura dipartita – Gerda, la gioia di vivere fatta persona, venuta a mancare in un incidente così “stupido” – tre delle persone a lei più vicine prima dell’incontro con Capa, tornano in contatto e, inevitabilmente, in loro riaffiorano i ricordi della giovinezza e del segno indelebile che la Taro ha impresso in ognuno di loro. Una ricostruzione approfondita, a metà strada tra una biografia e un romanzo storico, le cui pagine rappresentano una sorta di omaggio postumo a una donna che, seppur inevitabilmente idealizzata nel ricordo, per temperamento e presenza non merita di essere celebrata esclusivamente quale mera spalla – negli affetti e nella professione – di Robert Capa.


Giacomo

"La ragazza con la Leica", ultima fatica di Helena Janeczek, potrebbe essere erroneamente considerata una semplice biografia della fotografa idealista Gerda Taro, amante del più noto Robert Capa, morta ventisettenne durante la guerra civile spagnola mentre scattava le sue fotografie. Tutto ciò sarebbe un torto sia nei confronti del lavoro dell'autrice, sia verso la vita della stessa Gerda. Siamo di fronte, infatti, a un romanzo documentario (sulla scia, sebbene con intenti diversi, di alcuni pamphlet sciasciani come "La scomparsa di Majorana" o "L'affaire Moro"), basato sì su dati biografici effettivi, da unire però anche a espedienti tipicamente romanzeschi, come la soggettività dei fatti e l'invenzione letteraria. Spia di queste ultime due componenti è l'impianto cronologico del testo: non una successione temporale lineare, ma il ricordo di tre diversi personaggi-narratori che, conosciuta intimamente Gerda in vita, si ritrovano, a distanza di anni, a tesserne ciascuno il personale ritratto secondo la propria ottica, enfatizzando o criticando gli elementi che più interessano loro. Dunque è un romanzo memoriale, soggettivo e selezionato dall'autrice: non si dà infatti una voce diretta a Robert Capa e questo, al di là di ogni altra considerazione, non può non essere visto come la volontà da parte della Janeczek di salvaguardare la propria eroina dalla banalizzante identificazione come "la compagna di Capa", riconsegnandole così una forza e una vitalità propria. Già candidata al Premio Strega insieme, tra gli altri, al ritratto di un'altra grande donna quale Natalia Ginzburg, "La ragazza con la Leica" ha recentemente ottenuto l'ulteriore privilegio di entrare nella cinquina finalista del Premio Campiello, a testimonianza della rilevanza che l'opera di Helena Janeczek ha e avrà all'interno del panorama letterario contemporaneo.



La motivazione di Benedetta Tobagi per la candidatura al Premio Strega

«Il romanzo dal vero (non fiction novel) si è imposto da anni nel panorama internazionale come uno dei più interessanti vivai creativi. Con quest'opera Janeczek, si conferma una delle voci più originali del genere, in ambito italiano. La costruzione narrativa è magistrale. La figura della protagonista Gerda Taro, militante antifascista e fotografa di guerra (la cui fama è stata oscurata da quella del celeberrimo compagno di vita e di lavoro Robert Capa) è costruita giocando con prospettive eccentriche, attraverso la voce (sempre credibile) di tre personaggi che hanno variamente sfiorato, amato, ammirato questa giovane donna affascinante, contraddittoria, talvolta insopportabile, «spensierata per natura, speranzosa per principio», che ritorna a loro come un rimpianto e un pungolo. E lo stesso diventa per noi lettori di oggi. Avvincente, tenero, dissacrante, La ragazza con la Leica è anche una riflessione antiretorica, oggi quanto mai attuale e necessaria, sull'antifascismo e sulle scelte di militanza di una generazione di ragazzi pieni di talento e affamati di vita. Attraverso Gerda, i suoi amici, Janeczek fa molto riflettere sul deserto presente.»

“Mente e memoria sono una cosa unica, l’integrità della memoria fonda l’integrità di ogni essere umano, anche tra i nomadi (e lui non era forse un nomade?), non è una prerogativa dell’interiorità borghese custodire i ricordi. Ciascuno ricorda ciò che gli serve, quel che lo aiuta a mantenersi in sella. E il dottor Kuritzkes vuole solo tenersi la «sua Gerda», anche se sa che non esiste. Gerda la temeraria, l’imprevedibile, la volpe rubia, che non rinuncerebbe a qualsiasi morso di felicità si possa rubare al presente.”

Helena Janeczek, già vincitrice del premio Bagutta opera prima con il romanzo Lezioni di tenebra (Guanda 2011), riceve nuovamente il prestigioso premio nel 2018 con La ragazza con la Leica, biografia romanzata sui generis, che tratteggia la straordinaria figura di Gerda Taro, nata Gerta Pohorylle, fotoreporter e compagna di Robert Capa, morta prematuramente sul campo durante la guerra civile spagnola all’età di 26 anni.

Dopo un preambolo che prende spunto da alcune foto scattate da Gerda e Capa durante la guerra di Spagna, il romanzo inizia cedendo la parola a tre personaggi che, a distanza di anni, restituiscono un’immagine di Gerda sfuggente e inafferrabile, tratteggiata esclusivamente tramite un mosaico di memorie soggettive, trasformata in un simbolo di una nostalgia e un rimpianto di una generazione che ha visto andare in fumo tutte le sue speranze.

La telefonata intercontinentale tra Willy Chardack e Georg Kuritzkes, amici e amanti più o meno importanti di Gerda, è lo spunto per scatenare una serie di ricordi che hanno come filo conduttore la magnetica e ribelle ragazza con la Leica, la cui fisionomia si va delineando tramite la memoria di Willy, per poi passare attraverso il filtro dei ricordi di Ruth Cerf – la grande amica con cui Gerda aveva condiviso una dura vita di stenti a Parigi dopo la fuga dalla Germania –, giungendo infine a Georg.
Così si ricostruisce la sua breve e intensa vita; la sua storia con Capa, con cui aveva un forte legame affettivo e professionale; il suo coraggio ai limiti dell’incoscienza, che l’ha portata a morire in un tragico incidente. In un certo senso non è Gerda la protagonista del libro, ma la memoria a tratti eterea, a tratti vivida, di una donna forte, vitale, che ha consacrato la sua vita a quello in cui credeva. Uno spirito libero e indipendente, che ha lasciato un segno indelebile in quanti l’hanno conosciuta, sullo sfondo, non meno importante, di un’epoca: la Parigi degli anni trenta, dove i giovani ebrei di sinistra, esuli dalla Germania, avevano trovato rifugio, e la guerra di Spagna, simbolo della lotta internazionale contro il fascismo.

Helena Janeczek riesce sapientemente a restituire con il suo linguaggio, che può risultare a tratti ostico, l’andamento frammentato del racconto, fatto di istantanee tenute insieme dalla presenza impalpabile di Gerda. Lo stile incalzante si pone a metà strada tra un reportage serrato e un flusso di coscienza, in cui si alternano lunghe descrizioni a dialoghi in media res che emergono dalla corrente dei ricordi, per poi arrivare a una lucida riflessione della scrittrice, che fa sentire forte la sua voce al di sopra delle soggettività dei personaggi.

Recensione di Flavia Scotti

  • Helena Janeczek Cover

    Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera da una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. Poetessa e scrittrice, ha esordito con la raccolta di poesie in lingua tedesca Ins Freie (Suhrkamp, 1989), mentre ha scritto in italiano il suo primo romanzo, Lezioni di tenebra (Guanda 2011, Premio Bagutta Opera Prima), che racconta del viaggio compiuto ad Auschwitz insieme alla madre, che lì era stata prigioniera con il marito. È inoltre autrice dei romanzi Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa. Nel 2017 esce per Guanda La ragazza con la Leica, romanzo incentrato sulla fotografa Gerda Taro.È redattrice di «Nuovi Argomenti»... Approfondisci
Note legali