La ragione populista - Ernesto Laclau - copertina

La ragione populista

Ernesto Laclau

0 recensioni
Scrivi una recensione
Traduttore: D. Ferrante
Curatore: D. Tarizzo
Editore: Laterza
Collana: Libri del tempo
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 16 ottobre 2008
Pagine: XXXIII-265 p., Brossura
  • EAN: 9788842085461
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

€ 17,00

€ 20,00
(-15%)

Venduto e spedito da IBS

17 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email ti avviseremo quando sarà disponibile

Grazie, riceverai una mail appena il prodotto tornerà disponibile

Non è stato possibile elaborare la tua richiesta, riprova.

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

In queste pagine Laclau, teorico della politica internazionalmente noto, offre al lettore una sorta di compendio del suo pensiero filosofico e politico sui rapporti tra democrazia, populismo e dinamiche di formazione delle identità collettive. Il volume si struttura in tre parti. La prima ripercorre a grandissime linee la storia primonovecentesca della psicologia delle masse. Nella parte centrale Laclau elabora un modello teorico del tutto originale, che si muove a cavallo tra la teoria politica di Gramsci e quella psicanalitica di Freud e Lacan. Nella terza e ultima parte l'autore passa in rassegna una interessante casistica storica di "incroci" tra democrazia e populismo: dalla vicenda italiana della Lega Nord - la cui ascesa è esaminata sullo sfondo della crisi del Partito Comunista Italiano e del crollo simultaneo della Democrazia Cristiana, all'inizio degli anni Novanta - ai regimi populistici dell'America Latina, da Perón a Vargas.
La prima opera di Laclau tradotta in Italia presenta una serie di importanti spunti per conoscere il pensiero di questo intellettuale, "post-marxista" argentino, docente a Essex e Northwestern, nonché autore, insieme alla compagna Chantal Mouffe, di alcuni fra i più incisivi saggi politici degli ultimi decenni. Laclau giudica la categoria del populismo ricca di valore cognitivo, ma vittima, in molti autori, di una forte "dispersione linguistica" e di una sistematica "denigrazione etica". Nonostante qualche psicologismo, in una brillante analisi per gradi, giunge in primo luogo a individuare nel populismo una "logica sociale" e una vera dimensione della cultura politica, come spiega anche Davide Tarizzo nell'introdurre questo saggio, in coda al quale non mancano alcuni approfondimenti su quello che, agli occhi dell'autore argentino, è stato il populismo in quanto fenomeno di politica trasversale nelle sue manifestazioni storiche. Ricostruendo il dibattito di fine Ottocento su delinquenza, patologia e psicologia della folla, Laclau passa inoltre al vaglio le posizioni di Le Bon, Taine, Tarde, McDougall e Freud, il quale elaborò l'idea di "identificazione", giudicata cruciale per capire le dinamiche del populismo e la sua conversione delle "domande democratiche", di impronta egemonica, in "domande popolari", di sfida a questa stessa egemonia: questo perché il populismo, nota Laclau, nascendo da un investimento affettivo volto a colmare un vuoto politico, prevede la divisione della scena sociale in due fronti contrapposti, un "noi" e un "loro", con il primo a fare della lotta il contenuto stesso della propria protesta.
Daniele Rocca
Note legali