Categorie

Andrea Camilleri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2001
Pagine: 448 p.

27 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Di ambientazione storica

  • EAN: 9788838916687

Dopo anni di preparazione, Andrea Camilleri ha finalmente dato alle stampe un nuovo attesissimo romanzo, già salutato dalla critica come la sua "grande opera". Abbandonate momentaneamente le avventure del mitico commissario Montalbano, lo scrittore siciliano ha rispolverato dagli archivi un misconosciuto fatto di cronaca settecentesca, traendone lo spunto per raccontare una vicenda suggestiva, ambientata nelle campagne di Agrigento fra popolani miserabili e prepotenti signorotti. Protagonista Michele Zosimo un contadino autoproclamatosi sovrano, il cui potere effimero durò per soli sei giorni. Camilleri traccia la parabola della sua esistenza in una biografia che pur stagliandosi su di uno sfondo di verità storica è in realtà frutto di pura fantasia. Romanzo dall'atmosfera popolaresca, Il re di Girgenti affascina come le antiche cronache e le ballate dei cantastorie, che ricorda anche nella struttura e nella lingua: venticinque capitoli scritti in un ardito pastiche di italiano, dialetto, spagnolo e legati da una cornice di cinque parti più un intermezzo. Animato da una folla di personaggi strambi e originalissimi, il racconto procede a un ritmo serrato, fittissimo di dialoghi. E proprio le battute e il linguaggio, più che le azioni, hanno la capacità di rivelare il carattere, la personalità e le intenzioni degli attori della vicenda: il padre di Zosimo, Gisuè, che suo malgrado salva dalla morte un principe suicida; il principe stesso che rovinato dai debiti di gioco gli chiede di aiutarlo a morire; l'effeminato valletto Cocò; i "bravacci" spagnoli del prepotente don Sebasti n Vanasco de Pes y Pes; lo spiritato padre Uhù; la fiera Filònia, madre di Zosimo e il suadente don Aneto alle prese con l'amore e i suoi afrori; lo stesso Zosimo, che affronta ardito il suo breve interregno e il triste epilogo. Romanzo dalle suggestioni teatrali e dal piglio giocoso, Il re di Girgenti conferma l'inimitabile creatività di Andrea Camilleri. E segna una nuova vetta della sua inesauribile sperimentazione linguistica e stilistica, che non cessa mai di stupire.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Renzo Montagnoli

    11/11/2015 08.19.18

    Il re di Girgenti é basato su un fatto accaduto realmente nella prima metà del XVIII secolo ad Agrigento, allorché un semplice contadino, uno di quelli che lavoravano a giornata, tale Michele Zosimo alcuni giorni divenne re della città. Che un umile lavoratore della terra potesse diventare un capo popolo e assurgere, sia pure quasi nel tempo di un battito d'ali di farfalla, al trono di un improvvisato regno è materia di per sé particolarmente interessante e in cui Camilleri si getta a capofitto. In sé la vicenda, a parte lo scalpore, non sarebbe gran cosa se l'autore siciliano non ci mettesse tanto del suo, con la rappresentazione di un mondo atavico, in cui sopravvivono - quando ci riescono - migliaia di poveri diavoli, accanto alla stridente realtà dell'opulenza di nobili, la cui indolenza e protervia non viene minimamente scalfita dall'abbondanza di superfluo. Questo terreno, così spaccato, è la coltura ideale perché possa dare i natali a qualcuno che osi sollevare la testa, diventando il simbolo dei sudditi considerati dai padroni più bestie che uomini. Accanto alla figura di Zosimo, esistito veramente, la cui vita è ovviamente romanzata da Camilleri, si ritagliano un angolo di notorietà tanti altri personaggi, del tutto di fantasia, che danno una coralità all'opera tale da costituire uno dei motivi del suo successo. Ma se nell'analisi sociologica dei villani dell'epoca l'autore siciliano fa rientrare un certo alone di magia e di un empirico e rozzo esoterismo, ha la capacità tuttavia di innestare una trascendenza non di maniera, in un'opera che unisce riso e anche pianto; non è tanto l'attribuzione del titolo il reato di Zosimo, quanto invece quello di aver richiesto un po' di giustizia e di umanità. Per la sua ribellione, per la ribellione di un popolo di derelitti che lo ha seguito, finirà sulla forca ed è proprio l'esecuzione forse la parte più riuscita del romanzo; in quelle pagine la parola vola alta e si tocca il sublime.

  • User Icon

    archipic

    19/10/2015 12.57.55

    La prima parte del romanzo è scoppiettante; situazioni paradossali, dialoghi spiritosi e ritmo incalzante. La parte centrale è sinceramente molto meno godibile; il ritmo cala, le vicende si accavallano, e si perde un pò la visione d'insieme del plot narrativo. La parte finale ridiventa piacevole e la storia si segue con più gusto. In conclusione un buon libro che, a mio avviso, non arriva ai livelli di altri ottimi lavori di Camilleri.

  • User Icon

    Raffaella

    04/05/2015 09.13.18

    Molto bello..ironico...pungente...e con diversi spunti di riflessione...consigliatissimo!

  • User Icon

    angelo

    06/09/2014 10.42.44

    Ingredienti: un villano diventato re per ribellarsi a nobili e prepotenti, una lingua semplice ed oscura, aspra e musicale, scarna e saporita, luoghi e personaggi dalle mille difficoltà e dalle mille risorse, una trama fitta di avvenimenti, meraviglie e invenzioni. Consigliato: a chi è alla ricerca di antenati di gattopardi, cafoni e baroni, a chi vuole scoprire un romanzo storico molto più digeribile de "I promessi sposi".

  • User Icon

    garibotti rossano

    28/11/2013 23.07.57

    E'un romanzo superbo. Narra la storia di Zosimo, che nel diciasettesimo secolo da villano illuminato diventò re di Girgenti. Ma potrebbe essere più in generale la storia dell'uomo, dell'umanità intera. Un romanzo - che prende spunto da un reale fatto di cronaca - che tocca corde profonde, magistralmente scritto da uno dei migliori scrittori italiani. Imperdibile.

  • User Icon

    Tiziana

    27/07/2013 19.36.40

    Un altro romanzo epico di Camilleri, scaturito da un fatto storico, ma inventato pressoché di sana pianta. Geniale, vivace, serio ma anche spassoso; una storia coinvolgente e appassionante, fascinosa e magica. Più che Pirandello a me fa venire in mente Verga e quella capacità di trasmettere e di rendere tangibili epoche, ambienti, situazioni e stati d'animo con una semplicità diretta eppure sfaccettata di mille sfumature e con uno stile vibrante ed esigente, urlante e a tratti sommesso. Bello, veramente bello e appagante. Altro che Montalbano: è in questo tipo di narrazioni che Camilleri dà il massimo.

  • User Icon

    disposablehero

    13/05/2013 10.37.28

    Camilleri, in una prosa dal retrogusto fiabesco, conduce il lettore in una dimensione onirica. Terminato il libro, come accade in certi risvegli mattutini, si stenta a credere che quanto appreso sia tutto e solo il frutto del suo estro letterario. Chapeau!

  • User Icon

    Ago

    06/09/2012 09.19.05

    Romanzo fantastico: l'ennesima conferma che gli scritti migliori del maestro di Porto Empedocle non siano quelli, pur bellissimi, del tanto famoso commissario Montalbano. In questa opera c'è il Camilleri "magico" di "Maruzza Musumeci" e "Il casellante"; c'è il Camilleri "critico" di "Il corso delle cose" e "La mossa del cavallo"; c'è il Camilleri "storico" ed "umoristico" che riecheggia in tutte le sue opere. Il personaggio di Michele Zosimo ricorderà a qualcuno un Lenin o un Robespierre ante-litteram, a qualcuno un don Romero del settecento... Chi apprezza Camilleri e non ha ancora letto questo romanzo, non perda altro tempo!

  • User Icon

    Alessandro Adami

    21/09/2011 11.40.32

    Un libro bellissimo che fa ridere e anche riflettere sulla Sicilia. Da veneto ho avuto difficoltà nel capire certi vocaboli ma il senso delle frasi era comunque chiaro o intuibile. Tanto di cappello all'autore che da una storia vera ma appena accennata dalle cronache è riuscito a creare un romanzo con personaggi incredibili.

  • User Icon

    umberto

    20/06/2011 17.51.23

    Racconto fantastico. Leggere questo capolavoro in siciliano è un "must". Il maestro Camilleri come al solito sforna un opera che ci lascia riflettere e che ci appassiona. Nel mondo in cui viviamo vorremmo avere tutti un capo stile Zosimo, giusto e diretto. Le ultime pagine fanno sognare.

  • User Icon

    Leonello Vesentini

    26/01/2011 00.15.25

    Arrivavo a leggerlo dopo 'Il nipote del Negus' e devo dire che mi ha un po' deluso. A me è risultato in alcuni passaggi lento e poco fluido, forse di una profondità che non sono riuscito a cogliere.

  • User Icon

    Giacomo

    02/07/2010 13.33.29

    Molto bello, non solo perchè ci permette di capire come viveva la gente nel 1600, ma anche per la lingua utilizzata, un cocktail di siciliano, italiano e spagnolo.

  • User Icon

    Mirko

    12/09/2009 12.43.52

    Romanzo storico. Opera sopraffina e magistrale.Uno spaccato della storia siciliana alla fine del 1600 decisamente straordinario. Da apprezzare particolarmente il cambio del linguaggio a seconda del personaggio narrante.

  • User Icon

    manuela

    06/07/2009 09.31.51

    Bellissimo! Di Camilleri conoscevo solo i romanzi con Montalbano, piacevolissimi, ma questo Re di Girgenti ha il respiro grande dei classici. E' stato come scoprire un tesoro dove si pensava di trovare un piccolo gioiello: una sorpesa meravigliosa!

  • User Icon

    Alessandro Cruccolini

    18/03/2009 14.04.12

    Senza dubbio alcuno, Il Re di Girgenti è il miglior romanzo italiano del XXI secolo. Onore al maestro Camilleri, che quando romanza la Storia è semplicemente supremo.

  • User Icon

    Daniele

    14/09/2008 10.36.25

    Di Camilleri mi piace praticamente tutto: Montalbano o non. Ma questo è in assoluto il migliore. Uno dei più bei libri letti negli ultimi anni! Da consigliare a chi conosce solo Montalbano.

  • User Icon

    libera

    21/11/2007 02.09.30

    Ho appena finito di rileggere il re di Girgenti, l'ho trovato di nuovo bellissimo, struggente.

  • User Icon

    Grazia Paladino

    07/07/2007 13.11.32

    Camilleri sa raccontare la Sicilia di oggi ma partendo da quella di ieri. Come sono, chi sono, e perchè sono così i siciliani....e poi la sua fantasia, il suo humor sono qualcosa di irranggiungibile che volano oltre la difficoltà della lingua un po' siciliano arcaico, un po' siculo-italiano un po' spagnolo. Assolutamente da leggere per chi ama Camilleri e la sua isola.

  • User Icon

    Francesco

    04/02/2007 12.10.03

    UNO STRAORDINARIO CAPOLAVORO! UNO STRAORDINARIO CAMILLERI!

  • User Icon

    isabella

    18/06/2006 10.31.53

    magnifico! che invidia tuuta questa fantasia che in lei è un dono signor Camilleri!

Vedi tutte le 61 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione