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Il regno dell'Uroboro. Benvenuti nell'era della solitudine di massa
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Il regno dell'Uroboro. Benvenuti nell'era della solitudine di massa - Michele Ainis - copertina
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Descrizione


La libertà di manifestazione del pensiero rappresentava la “pietra angolare” della democrazia. Ma ormai non è più così: non siamo più liberi di pensare i nostri stessi pensieri.

La trappola scatta il 4 dicembre 2009, quando Google avverte gli utenti che da allora in poi avrebbe personalizzato il proprio motore di ricerca. Significa che i risultati cambiano a seconda delle ricerche precedenti, del computer da cui stiamo interrogando Google, del luogo nel quale ci troviamo. Più che una riforma, una rivoluzione, che si propaga immediatamente agli altri giganti della Rete, da Apple a Microsoft, da Amazon a Facebook, a Twitter, a WhatsApp. Ciascuno di loro succhia dati mentre navighiamo online, carpisce i nostri gusti, le nostre opinioni, le nostre frequentazioni telematiche, per venderle poi agli inserzionisti, che in questo modo possono inseguirci con una pubblicità tagliata su misura. Queste tecniche di profilazione mettono in gioco la possibilità di rapportarci gli uni agli altri, d’aprirci al mondo esterno. I filtri che agiscono sul web tendono a proporci all’infinito le stesse fonti da cui già ci siamo alimentati, le stesse opinioni, le stesse informazioni. E la Rete diventa un po’ come uno specchio, una superficie riflettente dove non si moltiplica l’immagine del mondo bensì quella dei singoli individui. La nuova condizione umana è così una solitudine di massa che ci lascia senza democrazia, dato che quest’ultima si nutre del confronto tra punti di vista eterogenei. Quale regime potrà sostituirla? Il regno dell’Uroboro, serpente che si morde la coda, formando un cerchio chiuso. Il regno dell’autoreferenza. - Dall’introduzione di Michele Ainis
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Dettagli

2018
4 ottobre 2018
136 p., Rilegato
9788893446792

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Carmelo
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Ainis è una delle migliori penne dei nostri tempi, in questo volume ci schiarisce dal mare di nebbia di informazioni sui nostri diritti moderni e ci mette in guardia dal nostro rapporto ossessivo con la tecnologia che assorbe informazioni. Forse un po'esagerato, comunque una analisi interessante, un delicato input doveroso per i tanti inconsapevoli che spammano la loro vita sul web (il web in realtà sa già tutto).

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luca
Recensioni: 4/5

Libretto che affronta in modo semplici le tristi verità dei nostri giorni!Per chi vuole saperne di più e si vuole "interrogare" sulla nostra nuova società multimediale e di solitudini sociali.

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Michele Ainis

0, Italia

Michele Ainis è ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all'Università di Teramo, dove è stato prorettore vicario (nel 2001) e preside della facoltà di Giurisprudenza (dal 2001 al 2005). Ha pubblicato numerosi saggi, è membro del comitato di direzione di varie riviste giuridiche, ed ha tenuto conferenze in Italia e all’estero. Dal 1998 è editorialista della Stampa di Torino, dopo aver collaborato al Corriere della sera. Nel 2003 è stato eletto nel direttivo dell’Associazione italiana dei costituzionalisti. Coordina la Scuola di scienza e tecnica della legislazione “Mario D’Antonio” costituita presso l’Isle. Ha fatto parte di varie commissioni ministeriali di progettazione e di studio. Fra i suoi...

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