Regole. Perché tutti gli italiani devono sviluppare quelle giuste e rispettarle per rilanciare il paese

Roger Abravanel,Luca D'Agnese

Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi corsari
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 maggio 2012
Pagine: 364 p., Brossura
  • EAN: 9788811682325
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Descrizione

Anno dopo anno, l'Italia sta retrocedendo in tutte le classifiche relative allo sviluppo economico, alla disoccupazione giovanile, all'educazione e alla ricerca, ai diritti dei consumatori. Mentre sale nelle graduatorie che misurano l'evasione fiscale, la corruzione, l'abusivismo edilizio, la lentezza della giustizia. Tutte queste criticità sono però accomunate da un grave limite, che porta alla degenerazione dell'intero sistema: l'Italia non ha saputo darsi le regole giuste. In genere da noi leggi, norme e regolamenti sono troppo numerosi e troppo complicati, tanto che diventa molto difficile rispettarli. Così chi non li rispetta viene spesso condonato o amnistiato, mentre cittadini e imprese si adattano all'elusione di massa. Per rimediare, vengono emanate nuove regole, sempre più severe, e la situazione peggiora. È quello che Roger Abravanel e Luca D'Agnese hanno definito "il circolo vizioso delle regole", che rende impossibile qualunque serio progetto di riforma. "Regole" dimostra che dobbiamo innescare un circolo virtuoso delle regole in tutta la società: un processo che coinvolga i cittadini, che devono essere informati e partecipare alla definizione e al miglioramento delle regole grazie a una scuola che non deve solo trasmettere nozioni, ma formare le "competenze della vita" necessarie per interagire efficacemente con gli altri; una giustizia civile veloce; un sistema dell'informazione indipendente dalla politica e dagli affari.

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    giorgio g

    23/06/2011 09:42:17

    Il libro contiene parecchi spunti degni di interesse: citerei la critica al "piccolo è bello" che è stato per molto tempo il leitmotif del made in Italy ma che sta ora rivelando la sua inadeguatezza in termini di mancanza di innovazione e di concorrenzialità; la contrapposizione tra "circolo vizioso" e "circolo virtuoso" delle regole; il danno che la lentezza della giustizia civile apporta alla società; la inefficacia della scuola nel formare le competenze essenziali per la vita in una società moderna. Per converso, sono citati alcuni casi di eccellenza, tra questi un Istituto Clinico nei dintorni di Milano, il Tribunale di Torino dove un nuovo metodo di lavoro ha consentito non solo di smaltire l'arretrato ma anche di ridurre sensibilmente la durata delle cause. Dove il libro mi è sembrato un po' utopistico è nell'ultima parte, quella delle proposte per ribaltare la situazione: ci vorrebbe un cambio di mentalità degli italiani. Vivremo abbastanza a lungo per vederlo?

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    Alce67

    14/12/2010 17:45:40

    Un fotografia interessante sulla realtà italiana e una tesi che sottoscrivo: la limitata capacità di crescita della nostra nazione è legata alla poca capacità di sviluppare regole efficaci e rispettarle. La sottoscrivo perchè abbiamo tutti sotto gli occhi l'approccio italico alle regole e perchè le grandi economie sono cresciute grazie a regole chiare, efficaci e rispettate. Non tutto è originale, ma alcuni argomenti portati a supporto della tesi sono diversi rispetto a quanto si sente sempre in giro (es. i risultati dei test PISA). Interessanti le esperienze virtuose riportate. Le proposte di intervento sui servizi, sul turismo, sulla sanità, la giustizia e l'istruzione sono a volte sorprendenti. Un libro stimolante scritto da un guru della consulenza.

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