La Repubblica delle Lettere

Marc Fumaroli

Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2018
Pagine: 460 p., Brossura
  • EAN: 9788845932595
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Descrizione
"Invenzione dello spirito consapevole di esserlo, la Repubblica delle Lettere è stata comunque per diversi secoli dominati da monarchie e da aristocrazie una democrazia di pari se non addirittura di uguali. Invenzione dello spirito, questa Repubblica è stata, in un mondo di corti e di intrighi, una grande città invisibile e salda il cui rapporto tra i cittadini era alimentato dall'amore per la verità, intransigente ma mitigato dall'amicizia, dal rispetto per il sapere e per il talento... Ripercorrere la storia di questa istituzione singolare e metamorfica significa non solo considerare l'Europa da una prospettiva insolita, né economica né militare, ma anche convincersi che quella istanza critica transnazionale è ancora più auspicabile nel secolo di Facebook di quanto lo fosse in quello dell'invenzione del libro."

Nel corso degli anni, Marc Fumaroli ha studiato e frequentato assiduamente «quella società ideale, e ciò nondimeno reale, che fino alla Rivoluzione francese oltrepassò la geografia politica e religiosa dell'Europa via via umanista, classica, barocca, neoclassica, avendo costantemente l'Antico come patrimonio e oggetto di riflessione», e che «si è essa stessa chiamata per quattro secoli e in tutte le lingue Repubblica delle Lettere». Questo volume raccoglie l'essenziale di quanto egli ha scritto sull'argomento, che proprio grazie a lui è tornato a essere ineludibile in qualsiasi riflessione sulla cultura europea. Nata con la contagiosa passione di Petrarca per far riemergere a forza di scavi il tesoro disperso e sepolto dell'antica humanitas e della sua urbanitas, e sviluppatasi nella Firenze di Marsilio Ficino, «quella società di amici e di uguali» ha attraversato i secoli, trasferendo via via la sua capitale da Firenze a Roma, da Roma a Venezia, e da qui a Aix e a Parigi, che sarà in concorrenza con Londra e Amsterdam. Sulla scorta di quello che Fumaroli definisce «il sublime trattato Del Sublime» - e che indica un solo modo per «sfuggire alla sterilità moderna», per «isolarsi dal proprio tempo di decadenza»: volgersi alle grandi epoche, tornare a quei capolavori del passato «che hanno qualcosa di divino» -, i membri della Repubblica delle Lettere («grandi anime, nate troppo tardi») hanno a lungo costituito, grazie soprattutto allo scambio epistolare, quella che potrebbe essere stata anche l'unica entità sovranazionale felicemente riuscita, «una grande città invisibile e salda».

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