Il responsabile delle risorse umane. Passione in tre atti

Abraham Yehoshua

Traduttore: A. Shomroni
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 258 p., Brossura
  • EAN: 9788806179083
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Recensioni dei clienti

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    AdrianaT.

    13/08/2017 08:29:09

    Tinte giallognole in questo romanzo, come l'atmosfera sospesa di una Gerusalemme cupa e piovosa. Foschi sono gli animi e le situazioni rese in prospettiva sghemba e accattivante, anche nella bella trovata degli inserti corsivi dei narratori occasionali che puntellano l'azione e l'accompagnano da diversi punti di vista. Con una guizzante ironia fra le righe che sdrammatizza e diverte con finale paradossale, Yehoshua si conferma un gran narratore che raccoglie i miei favori fin da 'L'amante', e non so se qui abbia dato il meglio di sé o il 'manco mal', ma l'ho goduto dalla prima all'ultima pagina.

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    Antonio

    06/01/2013 13:58:00

    E' il quinto romanzo di Jehoshua che leggo. Probabilmente se l'avessi letto senza saper chi ne era l'autore avrei detto subito che era il suo, oltre che per l'ambientazione anche per quella scrittura così lucida e precisa che lo contraddistingue. Il romanzo inizia come al solito da un fatto minimalista, in questo caso la morte di una addetta alle pulizie in un grande panificio. Intorno alla salma della donna si intrecciano le azioni, i pensieri, le riflessioni degli attori di questo dramma, che è concepito come una tragedia greca (presenti anche i cori delle Coefore...) in cui aleggiano la morte, il rimorso e soprattutto la compassione. Non ho dato il voto più alto perchè alla fine mi è sembrato un romanzo incompiuto: ad esempio avrei approfondito maggiormente il rapporto del responsabile delle risorse umane con la figlia e con il figlio adolescente della defunta.

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    Andrea Fava

    11/09/2012 17:47:51

    Sono rimasto deluso da questo libro, l'unico che ho letto di questo autore israeliano. Ho iniziato a leggerlo in quanto attratto dal titolo ma poi non è stato facile terminarlo. Storia secondo me senza molta sostanza, incentrata su un'idea assolutamente originale e valida ma sviluppata male, in modo forzato e sotto alcuni aspetti priva di senso: su che cosa si fonderebbe l'amore che il responsabile delle risorse umane proverebbe per l'impiegata defunta? Quali sarebbero i fattori scatenanti di tale sentimento? Forse è una trama che ben si adatta alla realtà israeliana ma francamente, letta con la mentalità occidentale, finisce con il trasmettere un quadro surreale e un po' troppo bizzarro...

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    MCF

    31/08/2012 14:49:30

    Il protagonista è il responsabile delle risorse umane di una grossa azienda a Gerusalemme; non ha nome perché è una persona come tante, concentrato sul suo lavoro e sulle sue ambizioni. Deve fare un lungo viaggio per consegnare le spoglie di una donna che aveva lavorato presso la sua azienda alla famiglia. Una particolarità del romanzo che lo rende unico: al racconto delle peripezie del responsabile delle risorse si alternano i commenti delle persone presenti sulla scena e dei fantasmi che popolano i suoi sogni. "Ohi, ohi. Scaricano di nuovo una bara dall'aereo. Presto, presto correte a svegliare l'ufficiale di turno perché decida che cosa fare prima che anche questa volta sia troppo tardi ... ecco l'ufficiale uscito finalmente dal letto con una nuova medaglia al valore comprata al mercato. E guardate com'è bravo: con un solo sguardo riesce a individuare l'uomo che scorta la bara, anche se quello cerca di fare finta di niente." "Ma per noi la fiamma brucia ancora, ne siamo attratti, lacerati e rimescolati nel tempo e nello spazio, tentacoli del sogno di in uomo prossimo alla quarantina, ex ufficiale dell'esercito, padre divorziato di una ragazza adolescente; responsabile delle risorse umane di un'azienda e ora responsabile di una breve e particolare missione. Ma possiamo, malgrado la sua pesante stanchezza, e il russare monotono di chi gli dorme accanto, dare inizio per lui a un sogno, infondergli direzione e senso perché lui possa ricordarlo e forse anche narrarlo agli altri? Per questo siamo qui. Agenti di fantasia e mediatori di visioni. Giunti a generare un sogno terrificante eppure stupendo. Ecco, già ci libriamo sopra le sue palpebre chiuse, ci intrecciamo al ritmo dei suoi sospiri, rimescoliamo frammenti del giorno trascorso con sogni infantili dimenticati ? ecco, il sogno prende vigore, le palpebre fremono davanti alla prima immagine." Mi è piaciuto molto e leggerò altri libri dell'autore già che a quanto pare non è il migliore.

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    Raffaele

    26/03/2012 16:56:24

    Si legge in un attimo tanto è fluente la scrittura, "il responsabile" si trova dapprima coinvolto poi solerte partecipe di una storia dall'impronta kafkiana che Yehoshua disegna con grande maestria; il finale apparentemente risolto in due battute, racchiude la vittoria dei sentimenti del protagonista a prescindere dal seguito non scritto che l'Autore ci lascia liberi di interpretare. Un ottimo romanzo.

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    Rain

    09/01/2012 16:37:25

    Poteva essere un racconto originale, sicuramente il libro è ben scritto ed ha molti spunti interessanti, peccato che da un punto in poi diventi terribilmente lento e ridondante e la fine sia molto molto banale. Rain

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    alex

    23/04/2011 17:17:31

    intrigante e ben scritto ma la fine è terribilmente banale.

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    Anna

    08/11/2010 13:01:18

    Raro, delicato, profondo esercizio di introspezione e crescita interiore di un personaggio, condannato, instancabilmente, alla ricerca di un senso.

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 11:16:15

    Molti scrivono di un romanzo sulla responsabilità, sul senso di colpa, sull'umanità.. ..Per me questo è, soprattutto, un romanzo sull'amore. -"L'amore per una morta?", mi direte sogghignando. -"Ebbene?" vi rispondo. Come spiegare altrimenti l'"impossibilità" del protagonista a separarsi dalla salma? Come spiegare la gioia provata al momento in cui realizza che il viaggio non è ancora terminato? L'affetto quasi morboso verso il figlio della vittima? La gelosia con cui custodisce il suo volto? Come interpretare i suoi sogni? Ovviamente il tutto è una affascinante allegoria ma.. ..se non è amore questo! Questa personalissima, singolare magari, visione un pò romantica, mi ha permesso di apprezzare ancor di più il bel romanzo di Yehoshua. Che, forse, non promette quanto mantiene la prima, avvincente, parte, ma si dipana in maniera scorrevole e interessante in tutte le sue 258 pagine. Si. Lo consiglio. Magari ci trovate un pò d'amore anche voi.

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    Ettore

    26/07/2010 10:30:22

    Un grande romanzo, un autore che non conoscevo e che mi ha colpito profondamente. La capacità di narrare, tenere il ritmo senza sbavature è superba. Leggo nei commenti che non sarebbe il miglior romanzo di Yehoshua: non vedo l'ora di leggere gli altri!

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    XYZETA

    03/02/2009 11:24:27

    Finalmente ho trovato il tempo di leggerlo! Non me ne sono pentita perché il modo accurato di presentare i suoi personaggi è magistrale: sembra sempre di averli davanti agli occhi.

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    maria cristina aschieri

    01/02/2009 22:09:40

    Yehoshua è senz’ombra dubbio uno straordinario scrittore, sempre ben documentato su tutto ciò di cui scrive, tuttavia non sembra questo il suo miglior romanzo, anche se è doveroso definirlo impeccabile dal punto di vista tecnico e stilistico. Purtroppo l’argomento trattato è poco coinvolgente per la nostra mentalità sociale abbastanza diversa da quella israeliana. Ritengo molto più nelle nostre corde il suo precedente indimenticabile capolavoro “L’Amante”. Considerando il momento storico e la tragica attualità degli avvenimenti che continuano a turbare la vita in Israele e Palestina, sembrerebbe il momento indicato per affrontare una lettura che oltre ad essere piacevole e di forte impatto, ci fa anche capire qualcosa di più di quella realtà sempre in bilico fra pace e guerra, confusa in sentimenti ingarbugliati d’odio e amore, funestamente sospesa tra vita e morte che sono la faccia nascosta una dell’altra .

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    philo

    07/10/2008 11:16:30

    nettamente inferiore agli altri libri di Yehoshua ma cmq leggibile.

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    jacart

    12/09/2008 13:36:48

    é stato il primo libro che ho letto di yehoshua e ne sono rimasto veramente soddisfatto, credo che continuerò a leggere i libri dello scrittore israeliano.Lo consiglio vivamente a tutti.La storia è originale, quasi geniale.

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    dany

    23/03/2008 12:59:39

    scrive troppo bene... mai noioso. molto bello il finale.

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    ugo

    29/08/2007 11:41:19

    E' un bel libro, ma non lo regalerei (questo per me è il metro con cui misuro il mio indice di gradimento!).Tema nell'insieme originale,linguaggio semplice e scorrevole,ricco di spunti per riflessioni; ma...non so, manca di quel qualcosa che intriga la mente e il cuore. Forse è tutto un pò esasperato,esagerato,inverosimile, ma del resto nei libri come anche nei film può succedere di tutto.

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    Paolo

    09/04/2007 20:12:57

    La trama è molto originale, il finale sorprendente. Pero' la scrittura non mi ha coinvolto molto.

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    Alain Eman

    19/02/2007 12:55:40

    Al solito originale... La trama non regge nel nostro occidente ma è più comprensibile in una realtà complessa come quella israeliana ma come tutti i bei racconti è un viaggio a due binari: l'uno fisico, l'altro meta-fisico alla scoperta delle proprie piccolezze, meschinità, ma anche dei piccoli/grandi sentimenti.. i toni sono, a tratti, quelli della reverie trepuntisospesi

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    Alessandro Venzo

    25/01/2007 15:53:29

    L'argomento è interessante: la macchina tritatutto della quotidianità si sbarazza anche dell'interesse umano verso una dipendente rimasta vittima di un attentato a Gerusalemme. Il responsabile delle risorse umane è tenuto a espiare questa colpa in un viaggio allucinante verso il paese di origine della vittima stessa. Alla fine però non ho trovato la scrittura troppo coinvolgente e la lettura è passata via senza lasciare troppo il segno...forse l'ho letto nel periodo sbagliato...

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    cecilia

    08/05/2006 22:21:12

    Finalmente un libro profondo e ben scritto.Nel panorama attuale dei romanzi,una ventata di originalità e attualità.

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