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Il resto della settimana

Maurizio De Giovanni

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Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 26 febbraio 2015
Pagine: 300 p., Rilegato
  • EAN: 9788817079198
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Gaia la libraia

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Il bar di Peppe è un minuscolo porto di mare nel ventre di Napoli. Uno di quei bar accoglienti e familiari, sempre uguali a se stessi, dove sfogliatelle e caffè sono una scusa per chiacchierare, sfogarsi, litigare e fare pace. Inferno o paradiso, dipende dal momento. Ma più di ogni altra cosa è il luogo ideale dove prepararsi all'Evento, quello che la domenica pomeriggio mette tutti d'accordo intorno a un'unica incontrollata passione. Alla cassa del bar c'è Deborah - rigorosamente con l'acca, ostentata come un titolo nobiliare che parla al cellulare sempre incastrato tra spalla e testa, mentre Ciccillo, il tuttofare di origine asiatica, è ovunque perché non si ferma mai. A uno dei tavolini siede invece il Professore, attento osservatore dei sentimenti umani, che a un passo dalla pensione ha deciso di scrivere un libro facile facile, che sappia parlare a tutti. Già, ma quale argomento può raggiungere il cuore e l'anima della gente? La risposta è sotto i suoi occhi, nella trepida attesa dell'Evento. Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco. È un diario dell'emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.
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    Rino

    28/01/2021 09:33:42

    Un libro fuori dagli schemi usuali dell'autore, ma comunque godibile, scritto bene, a tratto coinvolgente (soprattutto per chi condivide la medesima "malattia" di De Giovanni ed ha vissuto personalmente certi momenti calcistici). Leggero ma intrigante. da leggere.

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    Margherita

    22/11/2020 17:00:06

    Per chi non prova alcun interesse per il calcio è di una noia mortale anche se scritto divinamente.

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    Veronica

    12/09/2020 07:41:14

    Divertente e facile da leggere. Mi è piaciuta molto la scrittura di questo autore!

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    Towandaaa

    22/10/2019 14:26:37

    Questo esamerone partenopeo monotematico (come diversamente definire questo libro ?!) ha suscitato in me sensazioni diverse e credo che probabilmente solo chi sia affetto dalla stessa “malattia” (sono gli stessi tifosi napoletani a definire così la propria passione) possa comprendere, condividere e apprezzare pienamente l’ultima pubblicazione di De Giovanni. Io che nutro da sempre una sentita avversione verso tutto quello che il calcio è diventato e verso i fanatismi e gli eccessi che gli girano attorno sono forse l’ultima persona in grado di apprezzare questo romanzo, ma non posso negare di aver passato grazie a questo libro anche alcuni momenti piacevoli e pure divertenti. La maestria dell’autore è tale che, se si escludono alcuni episodi che hanno del grottesco per non dire peggio, si è portati a farsi accompagnare con piacere in questo viaggio all’interno del fenomeno descritto: in particolare mi sono piaciute le brillanti perifrasi che traducono i coloriti epiteti in dialetto, la capacità di modulare la forma espressiva sulle caratteristiche del personaggio che di volta in volta si è alternato nel racconto di una propria esperienza, la sincerità della passione che, condivisibilmente oppure no, si sente tra le righe. E davvero ben costruiti e descritti sono i quadretti di vita familiare e le scene da bar da cui emerge lo spirito del popolo napoletano di ieri e di oggi. Quello che invece non ho apprezzato sono i toni epici che spesso descrivono, secondo me a sproposito, i momenti topici degli episodi, prevalentemente quando l’ambientazione è lo stadio; gli eccessi che portano a divinizzare personaggi come Lui (mai menzionato esplicitamente in tutto il libro, ma sempre presente e riconoscibile grazie a maiuscole compulsivamente elargite a destra e a manca per definirlo), la sensazione di forzatura che deriva dall’aver raccolto un campione piuttosto vasto di esperienze in dimensioni spazio-temporali (un bar e sei giorni) così ristrette.

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    Simone

    02/10/2019 19:13:50

    De Giovanni sveste l'abito del giallista e indossa pantaloncini e scarpe con i tacchetti. Aneddoti e spaccati di vita legati al calcio e su come la passione sportiva influenzi la vita di tutti i giorni raccontati da avventori di un bar partenopeo. Lettura leggera e divertente, anche se, specie nella seconda parte, l'ho trovato un po' noioso.

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    Edoardo

    29/10/2018 11:57:15

    Seguendo le indicazioni del recensore antecedente: 1. Sono Appassionato di calcio; 2. Sono tifoso (anzi malato, De Giovanni docet...) del Napoli. Proprio in ragione di queste condizioni, ho trovato il libro dell'autore partenopeo molto ben scritto, piacevole e non privo di eleganti riferimenti. Insomma, una lettura degna di menzione e lettura.

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    Lorso57

    19/11/2015 09:01:35

    Istruzioni per l'uso da rispettare strettamente: 1. Essere appassionati di calcio. 2. Essere tifosi del Napoli. Rispettando il primo punto il testo appare discreto, soddisfacendo anche il secondo punto risulta addirittura gradevole. In caso contrario meglio cambiare libro.

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    Ettore Colonna

    20/09/2015 14:37:53

    Conosco i polizieschi di De Giovanni così che ho comprato questo romanzo, non amo il calcio di cui so quasi nulla, non frequento lo stesso bar , ma cambio giornalmente il luogo del caffè e Napoli con la sua briosità non mi affascina, però, sono un attento osservatore della gente. Dopo aver letto "Il resto della settimana" rivolgo più attenzione alle vicende del campionato di calcio, e mi riprometto di fare un giro tra i vicoli di Napoli per cercare un simil bar di Peppe per sedermi in un angolo per osservare i clienti, pur sapendo di non incontrare nessuno dei personaggi di De Giovanni.

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    Nino

    07/07/2015 10:48:55

    Oltre un anno fa ho incontrato De Giovanni ad una manifestazione culturale ed ho avuto il piacere e l'onore di conoscerlo (con relativa foto fatta col cellulare ed autografo su TUTTI i suoi libri; inoltre mi omaggiò di un suo scritto "minore" che non conoscevo).In quella occasione ebbi modo di dirgli che aspettavo le uscite dei suoi libri con la stessa "ansia" da attesa che provavo quando - ahimè molti anni fa - aspettavo l'uscita di un nuovo disco di Lucio Battisti. Ricordo anche che lui apprezzò molto il paragone: ne fu quasi inorgoglito. Bene, questo libro su di me ha avuto lo stesso impatto che ebbe il primo disco di Lucio dopo la separazione da Mogol. Non l'ho capito ed apprezzato subito. Ma per i dischi è più facile: lo rimetti sul piatto e lo ascolti più volte e ti fai un'idea definitiva. Rileggere (se e qualora dovessi rileggerlo) questo libro, forse, mi risulterà più faticoso: non ho apprezzato il tema (pur essendo sfegatato tifoso della stessa squadra del cuore di De Giovanni, il Napoli of course....), non ho apprezzato le forzature sulle caratteristiche di alcuni personaggi (anche del prof.). E non mi è piaciuto il finale. Insomma, mi è piaciuto poco.

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    Mauro

    28/06/2015 18:14:27

    D'accordo con sergio. De Giovanni è un grande quando si tratta dei suoi commissari e la sua Napoli misteriosa, ma questo libro - forse perché non amo il calcio- mi ha un po' annoiato e anche irritato perchè non decolla mai. Ha alti e bassi, molte buone intenzioni ma purtroppo troppo poco brio. Ci voleva molto a costruire un intreccio degno di questo nome?

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    Paolo

    02/06/2015 11:23:42

    Scritto bene, ma racconta un calcio che purtroppo è quello di parecchi anni fa. La trama prende spunto da un vecchio professore che vuol provare a scrivere ul libro sul "tifo" calcistico, ma quello che viene fuori mi sembra soprattutto un amarcord dei bei tempi passati. Meglio, per me, il De Giovanni del Commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone (nell'ordine).

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    Luciano

    25/05/2015 12:33:49

    Libro alquanto anomalo rispetto alla bibliografia di De Giovanni, ma come sempre piacevole e ben scritto.Cimentarsi con la passione nazionale non è semplice e neanche facile, in particolare in una città come Napoli, ma lui ci riesce magnificamente raccontando storie belle e commoventi. Dove la passione per il calcio, per i colori di una squadra diventa lo spunto per analizzare la nostra società, la crisi in cui versiamo, le nostre incomunicabilità, le nostre debolezze, la nostra crisi economica. E dove l'unica possibilità di riscatto e soluzione dei nostri problemi è il ritorno alla passione vera, all'amore di noi stessi e dei nostri simili, ovvero a ritornare ad essere una comunità. E se il calcio ci aiuta ripartiamo da questo.

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    lda

    23/05/2015 14:12:43

    Capisco che chi non si interessa di calcio possa trovare il romanzo noioso, infatti secondo me non è destinato a costoro. Personalmente l'ho trovato piacevole, scorrevole, a volte esilarante e in qualche punto anche un filo sdolcinato. Forse De Giovanni non si ricorda che allo stadio ci vanno anche gli ultras, non credo proprio che si riconosceranno tra i protagonisti del "Resto della settimana". E in verità non ci sono, perché i tifosi sono altri, sono quelli ammalati di calcio e non di botte, insulti e minacce. Da tifoso bianconero ammetto che il romanzo mi è piaciuto, che l'atmosfera che vi si respira è serena e che anche la rivalità sportiva è tutto sommato accettabile. Non è una colpa nascere con una fede calcistica, la colpa semmai è disonorarla con gesta incivili. Complimenti a quei tifosi napoletani che si riconoscono tra i personaggi di De Giovanni, con loro andrei allo stadio anch'io. Con una diversa bandiera, ovviamente.

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    OldPaul

    14/05/2015 19:38:24

    Francamente non capisco alcune valutazioni. Amo moltissimo il De Giovanni giallista , credo di aver letto tutti i suoi romanzi o quasi. Ma chi lo conosce sa bene che è' anche sfegatato tifoso di calcio, ed era chiaro a tutti che questa opera si inseriva in quel filone. Chi lo confronta con le due serie gialle o non ha nessun interesse del mondo del calcio ha semplicemente sbagliato l'acquisto, e pure la valutazione. Sapendo cosa ci si poteva aspettare io l'ho trovato molto gradevole

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    sergioerita

    09/05/2015 15:31:07

    Che delusione! Dopo tutti gli altri libri letti di De Giovanni,non mi aspettavo un libro così noioso e,secondo me, veramente inutile. Forse per un napoletano appassionato di calcio può avere un certo interesse,ma altimenti.... Se non ritorna al Commissario Ricciardi e ai Bastardi di Pizzofalconi, così distensivi. Dopo i libri di Camilleri con il Commissario Montalbano, De Giovanni aveva trovato non una, ma due srade giuste. Chissà cosa gli è saltato in testa:per ora, per me è stata una grande delusione, non lo ho finito di leggere, e mi dispiace aver buttato circa 15 euro. Speriamo che De Giovanni si ravveda!

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    paola

    17/04/2015 12:01:35

    cambiando genere, De Giovanni ha un pò ridotto la sua bravura, noioso e a tratti insignificante.

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    Antonietta

    13/04/2015 10:40:27

    Premesso che ho tutti i libri di De Giovanni e premesso che li ho adorati tutti, quest'ultima sua fatica mi ha un po' deluso in quanto inserire storie già pubblicate, e che avevo già letto, in un nuovo libro mi sa tanto di operazione commerciale. Detto ciò la lettura è stata comunque piacevole in quanto il suo modo di scrivere ti trascina nelle situazioni e se anche non sono una tifosa questo libro mi ha molto divertito.

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    archipic

    03/04/2015 17:46:08

    Splendido affresco di come la passione per la propria squadra del cuore possa governare e scandire la vita di tutti i giorni e possa fissare nelle menti alcuni ricordi che si porteranno con sè per tutta la vita. De Giovanni poi è bravissimo, come sempre, nel tratteggiare i suoi personaggi dando ad ognuno di loro il proprio carattere e la propria fisionomia all'interno della storia, intavolando una ragnatela di rapporti personali che divertono e commuovono allo stesso tempo. Un libro godibilissimo.

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    Vale

    25/03/2015 14:15:44

    Di un noioso... Chi non si interessa di calcio e men che meno della vita da bar salta a piè pari...

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    Robroy

    22/03/2015 18:09:56

    Anche se un po' furbescamente ha ripreso due racconti già pubblicati, "Juventus -Napoli 1 a 3 La presa di Torino" e " Ti racconto il 10 maggio" è sempre un piacere leggere De Giovanni, erudito scrittore senza però essere mai pedante e napoletano fino al midollo. Riesce a far percepire in maniera ineccepibile l'aria di Napoli e dei suoi vicoli sia nelle avventure del commissario Ricciardi, come in quelle dei bastardi di Pizzofalcone, sia che abbia per oggetto il bene più prezioso per i napoletani, la loro squadra di calcio.

Vedi tutte le 24 recensioni cliente



-Io non capisco come fai, Gigì: vuoi mettere la sofferenza fisica, la gioia, l’emozione dello stadio? Là sì che la partita la giochi veramente. Io certe volte, quando torno a casa e guardo la sintesi alla televisione, manco riconosco le azioni che ho visto, tanta è la tensione.

-E secondo te io a casa la partita me la guardo tranquillo e sereno? Io faccio il pazzo! Ci stanno i miei vicini di casa che dopo per almeno due giorni nemmeno mi salutano. Ha detto il mio padrone di casa che all’ultima riunione di condominio stavo addirittura nell’ordine del giorno!


Né Ricciardi né Bastardi, questa volta de Giovanni cambia radicalmente registro e porta in scena il racconto della sua più grande passione: il tifo partenopeo.
Servono soltanto poche pagine e capisci subito cosa ti aspetta: un romanzo brillante ed esilarante che ti cattura l’anima fino a farti ridere a crepapelle o, viceversa, commuoverti fino alle lacrime.
Tutto ruota intorno a una fede calcistica, il Napoli, non banalmente una squadra di calcio, ma una “malattia del cuore” - e i tifosi, ovvero tutti i malati affetti da questa patologia, con il multiforme corredo sintomatologico che ne sussegue: «C’è chi tiene la madre anziana fuori in balcone per i 90 minuti».
Un argomento così interessante da catturare addirittura l’attenzione di un professore, “O' prufessor”, che decide di sistemarsi in un bar e ascoltare i racconti dei clienti per poi stilare una vera e propria “fenomenologia del tifoso”.
Maurizio de Giovanni, in una recente intervista, ha definito Napoli unica città sudamericana d’Italia. Noi aggiungiamo che Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano e che nessun altro, dopo Eduardo Galeano, aveva saputo raccontare il calcio in questo modo: una sintesi perfetta tra mito, religione e poesia. Ed ora, come cantano gli Almamegretta, caro de Giovanni me ‘mbriaco ogni vota d’azzurro cu’ tte.

  • Maurizio De Giovanni Cover

    Nato nel 1958 a Napoli, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue (2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera (2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome (2016), Rondini d'inverno (2017) e Il purgatorio dell'angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario... Approfondisci
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