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Ricordati di me. La rivoluzione digitale tra memoria e oblio
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Descrizione

Vincitore Premio Napoli 2020, sezione Saggistica
I social network stanno diventando degli enormi archivi digitali, a partire dai quali è possibile costruire – in maniera del tutto inedita – una grande autobiografia culturale collettiva, in cui ciascuno contribuisce con parole e immagini a delineare tanto il proprio profilo biografico quanto quello degli altri, plasmando insieme la memoria personale e quella collettiva.

Ecco che si avvicinano gli ultimi giorni di dicembre e puntualmente Facebook ci propone un video, colorato e un po’ pacchiano, che si intitola «Il tuo anno su Facebook». Dura circa un minuto, e vi si alternano le immagini e i post che nei dodici mesi trascorsi hanno ricevuto il maggior numero di like e commenti. Alla fine del video leggiamo: «A volte, uno sguardo al passato ci aiuta a ricordare quali sono le cose più importanti. Grazie di esserci!». Proprio questo sguardo al passato – su cui sempre di più si concentrano i social network – offre a Davide Sisto lo spunto per riflettere su come cambia nell’era digitale il nostro rapporto con la memoria e l’oblio. Il passato non esiste realmente: è solo una storia che raccontiamo a noi stessi. Ma cosa succede quando questa storia la raccontiamo non solo a noi ma anche ai nostri follower, registrandola, insieme ad altri milioni di utenti, all’interno dei nostri profili social e sul web, rendendola consultabile per sempre? I social network stanno diventando degli enormi archivi digitali, a partire dai quali è possibile costruire – in maniera del tutto inedita – una grande autobiografia culturale collettiva, in cui ciascuno contribuisce con parole e immagini a delineare tanto il proprio profilo biografico quanto quello degli altri, plasmando insieme la memoria personale e quella collettiva. Con gli strumenti della filosofia – che nelle mani di Sisto non ha paura di confrontarsi con i temi più caldi e controversi della cultura digitale – Ricordati di me ci aiuta a esplorare la rivoluzione digitale in corso, che lascerà agli storici del futuro un patrimonio di tipo nuovo. L’organizzazione collettiva dei testi e del linguaggio, che si verifica quotidianamente online, infatti, incoraggia una scrittura non creativa, che per la prima volta attribuisce valore al plagio, al furto, al copia e incolla, all’appropriazione dei testi altrui, ma anche alla cooperazione generale e alla solidarietà scientifica e letteraria.
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2020
20 febbraio 2020
160 p., Brossura
9788833933351

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Raffaele
Recensioni: 3/5
Interessante

Un saggio di sicuro interesse. Accompagna il lettore, senza il ricorso a concetti troppo elaborati, a riflettere su quanto la nostra memoria e il nostro modo di ricordare sono e potranno essere condizionati dall'utilizzo del web. Sicuramente consigliati a tutti coloro che non si pongono nei confronti del web in modo preconcetto, ma desiderano cogliere tutti gli aspetti.

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Lalu
Recensioni: 4/5

In questo saggio molto interessante il web viene considerato come una sorta di doppia vita che corre in parallelo con la vita normale di ognuno di noi, e che permette di lasciare qualcosa dietro di sé dopo la propria scomparsa. L’unica pecca a mio avviso è la mancanza di un’impronta personale dell’autore.

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Davide Sisto

Davide Sisto è un filosofo italiano,specializzato nel campo della tanatologia, lo studio della morte dal punto di vista filosofico, medico, in relazione alla cultura digitale e al postumano. Collaboratore di alcune Asl del Piemonte, è docente al master "Death Studies & the End of Life" dell’Università di Padova. È stato curatore, insieme a Marina Sozzi, del blog "Si può dire morte". Autore di numerosi saggi pubblicati su riviste nazionali ed estere, ha pubblicato inoltre: Lo specchio e il talismano. Schelling e la malinconia della natura (Albo Versorio, 2009), Narrare la morte. Dal romanticismo al postumano (ETS, 2013), Schelling. Tra natura e malinconia (2016) e La morte si fa social (Bollati Boringhieri, 2018).

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