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Claudio Piersanti

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2006
Pagine: 204 p. , Brossura
  • EAN: 9788807016936

Enrico Metz ha deciso di tornare a vivere nella casa di famiglia, di ridurre il lavoro a poche consulenze (è stato fino ad allora il legale di operazioni di portata planetaria, è stato al fianco di tutti gli uomini che contano) e di rimodellare la propria esistenza borghese intorno ad alcuni amici ritrovati, alla famiglia (quantunque la moglie sia rimasta a Milano e i figli gemelli siano giovani di successo assorbiti dalle proprie esistenze), alla memoria ritrovata. Coinvolto in uno dei più rovinosi crack finanziari del paese, quello dell'ingegner Marani, Metz è stato sotto la luce dei riflettori, ma, grazie alla lungimiranza dell'uomo di cui è stato fedele braccio destro, ha salvato la propria posizione. Ora l'ingegner Marani lo chiama – amichevole, melanconico – per accertarsi che la "nuova vita" sia cominciata, in realtà per accomiatarsi. Il giorno seguente arriva la notizia della sua morte. Intanto Metz, esperto di legislazione internazionale, è riuscito a ottenere un manipolo di clienti locali, forti, interessanti. Ma il suo ritorno in città non è passato inosservato presso gli altri studi che ne temono la concorrenza. Non solo, i papaveri della politica lo vogliono alleato offrendogli una importante carica amministrativa. Metz rifiuta con mite determinazione. I suoi nuovi nemici, sconcertati e sospettosi, scatenano una campagna denigratoria che lo induce – a fronte anche dei clienti che di punto in bianco spariscono – a ritrarsi più drasticamente. Lo sostengono la complicità coniugale della moglie Claudia che torna a vivere con lui, l'affetto di Rita, la segretaria-governante che di Metz si è presa cura dall'apertura dello studio, la venerazione ricambiata della giovane figlia dell'amico Alberto, il progressivo investimento di attenzione nel giardino, persino la presenza di un nobile gatto che aristocraticamente di-spensa il suo benvolere all'ospite. Il rumore del mondo svanisce e Metz comincia un lento abbandono di sé a se stesso, una progressiva cancellazione di atti ed emozioni, che non ha nulla di remissivo ma semmai è l'estremo omaggio, quasi frivolo, alla vita, alla bellezza, a quel che poteva essere e non è stato.

Recensioni dei clienti

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    maurizio

    02/10/2016 21.43.55

    Noioso, scrittura ridondante e alla ricerca esasperata di descrizioni assolutamente inutili al fine narrativo. Un esercizio stilistico da anni '50 più che un romanzo contemporaneo

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    Patroclo

    01/05/2010 15.12.39

    libro eccezionale, anche nel senso che fa eccezione la sua qualitá placida e allo stesso incisiva, l´economia di mezzi, la scrittura piana ma non monotona, tutte caratteristiche che mi hanno fatto pensare a Pontiggia e alla sua capacitá di descrivere vite inutili, ma allo stesso tempo esemplari

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    Marilena

    15/05/2008 17.33.04

    L'ho trovato piacevole e con spunti di riflessione interessanti. In realtà però mi aspettavo un finale diverso, più d'impatto. Ma pensandoci bene la storia non poteva che finire in quel modo.Lo regalerei a un pò di persone che conosco:-)

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    mb

    30/10/2006 11.34.07

    come detto anche da altri, l'idea è buona ma doveva essere sviluppata meglio. a tratti il romanzo appare piuttosto banale e scontato.

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    alex

    12/09/2006 09.18.35

    Era partito bene all'inizio,poi pero' si fa monotono e si lascia morire come troncato a metà..Peccato l'idea poteva essere sviluppata meglio

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    manuela66

    07/09/2006 11.25.40

    un bel romanzo italiano, scrittura scorrevole, limpida... Piersanti una piacevole scoperta.

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    Giovanni Modolo

    29/08/2006 14.44.20

    Come sempre eccezionale! Claudio ha la capacità di farti stare in mezzo al "palco" come uno spettatore privilegiato che vista la posizione vive fianco a fianco repisrando l'aria di ciò che viene raccontato. Si leggono parole ma si respirano odori, si vedono colori, si ascoltano rumori, si provano emozioni perchè tutto è estremamente diretto e coinvolgente, anche se le storie posson essere quelle di molti. Anzi è forse questo il suo segreto. Non inventare fatti ma far scoprire il tutto di noi dentro a storie che possono passare inosservate. Grazie Claudio. Giovanni Modolo

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    Massimo

    28/08/2006 22.03.07

    I commenti precedenti mi trovano in buona sostanza concorde. Un buon libro, scorrevole e che fa riflettere molto. Una vita che si avvia al tramonto con tutti i suoi rimpianti, compromessi, crisi, ecc… e che ci offre stimoli per una riflessione intensa (talvolta amara) sui tantissimi temi che vengono affrontati, approfonditi o solo sfiorati. Forse troppa carne al fuoco, anche se “cucinata” con stile sicuramente essenziale e molto efficace. Qualche sbavatura narrativa era a mio avviso evitabile (gli eccessi alcolici del protagonista della storia, così come i “servizietti” che Rita gli offre saltuariamente) non aggiungendo molto all’intensità narrativa che rimane elevata lungo tutto il romanzo. In ogni caso, un libro assolutamente consigliabile.

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    giusepp8

    28/08/2006 13.02.58

    Libro scritto molto bene, ma storia con toni eccessivamente sommessi e leggermente "piatta". Libro di riflessione, ma per niente avvincente. Conoscendo l'eccezionale capacità narrativa di Piersanti mi attendevo qualcosa di più.

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    Giovanni Galeone

    24/07/2006 21.15.25

    Non conoscevo Claudio Piersanti. Un gran bel libro, una scrittura essenziale ma efficacissima, ben lontana dai barocchismi di certa ultima narrativa, un racconto fisico e psicologico molto coinvolgente. Coraggiosi i temi affrontati: il rampantismo e la caduta, l'etica e il compromesso, la frenesia e la lentezza, il potere e la nullità. E sullo sfondo di questo racconto malinconico, in equilibrio tra ironia, disincanto e tragedia, spuntano altri punti di riflessione: il provincialismo, la bellezza, la dignità degli sconfitti, il distacco dalla vita. Il tutto pennellato con grande maestria.

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    Pietro

    08/07/2006 15.41.38

    Più ambizioso, certo, di "Luisa e il silenzio", questo romanzo non manca però di portare a maturazione le molte qualità di Piersanti: una cura umanistica per il dettaglio, la capacità di aderenza al reale (che è poi anche quintessenza del reale, qualcosa che al contempo ci concerne come singoli e come comunità), un pessimismo costruttivo. Si sente anche la volontà di immettere questa scrittura umanistica (e tutto sommato psicologica) in un flusso storico, di parlare della nostra epoca, dell'italia, del capitalismo, non da ultimo dell'utilitarismo che ci accerchia e uccide. Il personaggio si lascia cogliere nella sua verità umana, ivi compresa l'ambiguità di chi vorrebbe essere un po' più padrone del destino, che, come sempre, se la ride di noi. Qualche lungaggine forse, qua e là, ma che fa pare del progetto compmlessivo, di accompagnamento di un uomo verso la vecchiaia (grande tema, insieme a tanti altri). Il voto resta altissimo, perché Piersanti si conferma uno dei migliori scrittori italiani, fuori dalle mode e pure modernissimo.

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    gianni43

    04/04/2006 19.44.01

    Siamo di fronte a un gran bel libro. Inferiore, forse, a "Luisa e il silenzio", ma certamente all'altezza delle prove migliori della letteratura italiana di questi ultimi anni. Piersanti non è un autore che cerchi strade nuove, da questo punto di vista è piuttosto tradizionale, tuttavia i suoi libri riescono a coinvolgere e si raccomandano per una scrittura precisa e una notevole capacità di costruire personaggi non banali. Il tono dolente del libro, una cifra abbastanza tipica dell'autore, non scade mai nel patetismo da romanzo d'appendice.

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    Emiliano Cori

    23/03/2006 11.32.38

    Leggere l'ultimo romanzo di Claudio Piersanti è stato per me come tornare in un luogo "ameno", ad una scrittura amica e cara -quella di "Luisa e il Silenzio"- essenziale e diretta. L'antefatto narra le vicende di un importante uomo d'affari che, dopo il crack dell'azienda presso cui lavora, decide di lasciare il mondo delle finanze per tornare alla sua città natale -una piccola città di provincia, forse Bologna, Reggio, Padova, non importa-. Solo ora infatti inizia la vera storia. Quella "umana" di Enrico Metz, di un uomo alla ricerca di un sé prima stritolato dallo spazio e dal tempo della vita frenetica, alla ricerca di una dimensione più autentica dei sentimenti che giunge alfine alla consapevolezza di una vita "altra". Un romanzo che è un idillio della dimensione umana raccontata con rara maestria narrativa. Emiliano Cori.

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    Maura

    08/03/2006 10.24.32

    Grande romanzo, coinvolgente e molto scorrevole. Riesce a catturare l'attenzione perchè le riflessioni e i sentimenti del protagonista fanno parte della vita di ognuno di noi. Bellissimo anche lo stile di scrittura dell'autore.

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    mila

    31/01/2006 09.10.54

    Piacevole scoperta, libro scorrevole, una storia dei nostri giorni che invita riflettere sui valori ed aspettative per cui oggi si compete e ti fa apprezzare di più la quotidianità e la semplicità. Un unico appunto un finale un pò affrettato. Da leggere assolutamente.

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    claudio

    29/01/2006 13.02.32

    Racconto molto attuale e scritto molto bene, ricco di verità e riflessioni sul nostro piccolo, asfittico e provinciale mondo economico-politico e finanziario, per nulla propenso ai cambiamenti ma per fortuna in controvertibile declino, in cui aleggia la figura di uno degli ultimi sognatori e grandi uomini che il paese ha avuto, Raul Gardini, paragonabile, per personalità prestigio e visione di grandi progetti, da realizzare nell'interesse della nazione, solo ad Enrico Mattei e, non credo per caso, accomunato dallo stesso destino tragico. Claudio Piersanti, uno scrittore che non conoscevo e a cui va tutto il mio apprezzamento.

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    Luciano

    27/01/2006 13.27.32

    Questo libro mi ha preso molto, l'ho letto in una notte e mi ha fatto molto riflettere. Di come non riusciamo a vedere la bellezza della vita normale, semplice. Sempre dietro a chissà quali aspettative di carriera, di soldi, di notorietà e di successo. Senza capire che la vita è altro, fatta di piccole cose, di un sorriso,di una carezza, di un abbraccio, di un amore vero ed un buon libro come questo.

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