Ritorno a Salem - Hélène Grimaud - copertina

Ritorno a Salem

Hélène Grimaud

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Traduttore: M. Capuani
Collana: Varianti
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 28 agosto 2014
Pagine: 188 p., Brossura
  • EAN: 9788833925592

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"Stavo studiando il Secondo concerto di Brahms... una musica tempestosa. Brahms l'aveva composta perché travalicasse le capacità di una donna, e a volte avevo l'impressione di una lotta spietata tra me e il pianoforte..." Di ritorno da una prova difficile, la celebre pianista Hélène Grimaud entra in un negozio di antiquariato e trova un piccolo tesoro: una chiave, uno specchio appartenuto a Lewis Carroll, e un manoscritto composto da spartiti e pagine di prosa firmato Karl Würth pseudonimo di Brahms. È il racconto di un viaggio a Rügen, isola nordica dominata da un silenzio irreale, privo di voci di animali, che esercita sull'autore un fascino colmo di terrore. Hélène trova una serie di similitudini tra il viaggio di Brahms, e l'incontro del compositore con un lupo, e il proprio percorso di ricerca sul destino ecologico del mondo, che l'ha condotta a creare un rifugio per lupi a Salem, NY. Colpita dal carattere "fatale" di tutte quelle coincidenze, anche Hélène decide di ritornare ai suoi lupi, nella città, Salem, che come Rügen è legata alla storia della stregoneria. La storia che l'autrice racconta in modo semplice e avvincente è quella della ricerca del "Paradiso e dei suoi suoni": una passione che costringe il lettore a immergersi nell'atmosfera magica di quel susseguirsi di coincidenze. Che forse coincidenze non sono, ma un filo rosso che impedisce all'autrice di perdersi nel suo viaggio, avulso dalla prosaica vita quotidiana come a volte sono le esistenze dei musicisti.
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    ettore gadioli

    11/03/2019 09:54:38

    Hélène Grimaud è una delle personalità più affascinanti della cultura mondiale. Grandissima pianista, scrittrice, etologa. Questo è il suo terzo libro pubblicato in Italia e dopo gli splendidi "Variazioni selvagge" e "Lezioni private" presenta un'opera che non si basa solo su ricordi autobiografici, ma presenta un'invenzione letteraria affascinante sul concetto di "doppio" tanto caro alla cultura soprattutto tedesca secondo cui tra persone diverse si possono trovare affinità peculiari (in questo caso tra Brahms di cui è sublime interprete e Lei) che portano il doppio a rivivere esperienze, sensazioni e struggimenti del soggetto primario della coppia. Da non perdere!

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    Eziana B.

    20/01/2015 09:35:52

    Il romanzo, strutturato su due livelli narrativi, recupera vivide e tenaci suggestioni sia dalla sfera più intimamente aggregata ed aggregante della vita dell'autrice che dalla complessa biografia di due illustri musicisti quali Brahms e Schumann, qui fortemente caratterizzati nella dualità sovversiva e cicatrizzante di un'amicizia capace di rigenerarsi dopo ogni avversità indotta anche e soprattutto dalla malattia del secondo. Nell'alternanza di spazi onirici, eventi primari e dati statistici sulla salute del nostro pianeta, l'impianto narrativo, elegante precipitato di un'estrema ricercatezza cognitiva e lessicale, sembra però cedere ad una faticosa ricomposizione delle varie tessere investigative, che quindi appaiono poco funzionali ad una maggiore omogeneità ed integrità della storia. Resta comunque una lettura piacevole ed interessante, soprattutto nell'elaborazione dell'elemento emotivo che Hélène Grimaud, musicista di grande fascino, sa lavorare magistralmente sia nelle esecuzioni al pianoforte che nella cura della parola scritta.

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