Robinson Crusoe - Daniel Defoe - copertina

Robinson Crusoe

Daniel Defoe

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Traduttore: Riccardo Mainardi
Editore: Garzanti
Collana: I grandi libri
Edizione: 26
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: XL-329 p., Brossura
  • EAN: 9788811361695
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Inquietudine e solitudine sono gli elementi distintivi del personaggio di Robinson Crusoe, che ancora oggi alimentano il fascino dell'opera e il mito del naufrago. Ma al di là della cornice avventurosa, Robinson è l'eroe del quotidiano e dell'ordinario. Nessuna ricerca metafisica, ma l'addomesticamento di una natura alla quale il protagonista non vuole strappare segreti ma solo gli elementi della sopravvivenza, che proprio dalla lotta dell'uomo emergono rivalutati e nobilitati. Individualismo, spirito di iniziativa, prudenza, operosità, fiducia incrollabile nelle proprie forze e fede in un Dio a misura d'uomo che soccorre innanzitutto chi si aiuta sono i tratti tipicamente borghesi del solitario Robinson, amplificati e valorizzati dall'aura romantica del viaggio e dell'avventura.
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    Gianluca

    11/12/2013 15:29:11

    Davvero un ottimo libri! Una pietra miliare della letteratura. Non capisco come molti possano trovarlo noioso e meno avvincente dopo la prima metà del libro. Io l'ho trovato interessantissimo, avvincente e ricco di colpi di scena dall'inizio alla fine. Quindi non posso che consigliarlo a tutti.

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    Kine

    12/07/2012 20:42:07

    Estremamente affascinante l'inizio quando è solo e se la vede brutta per sopravvivere.. Stranamente quando compaiono altri personaggi diventa noioso e per niente appassionante... La fina lho trovata troppo "materialista" rispetto all'isola... ( nn voglio svelare niente, ma i lupi? Mah) voto 3,5

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    Renzo Montagnoli

    20/04/2012 12:12:38

    In questo romanzo, sono presenti più messaggi, forse più facili da cogliere in epoca odierna piuttosto che in quella in cui apparve in libreria. C'è una chiave di lettura di tipo socio-economico, con Robinson che non crea nell'isola un diverso tipo di società, ma fa sorgere un archetipo assai simile a quel grande stato coloniale che era l'Inghilterra; il naufrago considera inoltre quel territorio di sua esclusiva proprietà e tutti quelli che vi approderanno e vivranno come suoi sudditi. E' una visione di tipo capitalistico, ma di quel capitalismo che andava allora sorgendo, quella vocazione a essere la classe media, senza i disagi dei più poveri e gli obblighi degli aristocratici, il tutto grazie allo spirito di intraprendenza, la voglia di lavorare e di fare, secondo i canoni del perfetto puritanesimo. E poi c'è una illimitata fiducia nella ragione, propria dell'illuminismo, che può consentire di affrontare ogni ostacolo, pur con l'assistenza della fede, il che porterebbe a dedurre che non ci siano insanabili contrasti fra scienza e religione, anche se sappiamo che all'epoca la Società dei lumi fu avversata dalla Chiesa, specialmente quella cattolica. Stranamente Robinson Crusoe viene considerato un libro adatto ai ragazzi, ma presenta caratteristiche che lo rendono fruibile, con piacere, anche agli adulti, grazie allo stile, giornalistico, che offre immediatezza, e alla sapiente, ma mai eccessiva, descrizione dell'ambientazione e dell'atmosfera, rese entrambe in modo eccellente, il che facilita l'attrazione del lettore, che, anche per il carattere esotico dell'opera, tende facilmente a identificarsi con il naufrago. Del resto il ritorno a un mondo primitivo e la volontà di fonderlo con quello da cui si proviene rappresenta un'opportunità per lo sviluppo della fantasia tale da risultare coinvolti in questa straordinaria avventura. Se non lo conoscete, leggetelo; se l'avete già letto da ragazzi, rileggetelo e scoprirete il Robinson Crusoe che è in voi.

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    P.G.

    19/04/2011 15:21:09

    Non è facile recensire un libro come quello scritto dal puritano Daniel Defoe. Certo, semplificando le cose, potremmo classificarlo come un romanzo d'avventura (e a questo solitamente viene "ridotto"). Eppure, leggendo "dentro" alla storia,fatta eccezione per l'ultima parte del libro, ci si imbatte nel racconto di un tentata conversione. Le domande,i dubbi e le preghiere di Robinson Crusoe, che scaturiscono nell'uomo di ieri, di oggi e di domani quasi sempre dalla sofferenza (purtroppo a volte solo da quella),dicono la ricerca di un senso a lungo atteso, ma mai veramente trovato, perché sfugge alla presa di chiunque tenti di afferrarlo. Ecco allora spiegato il ricorso continuo alla Provvidenza del protagonista e dell'autore; entrambi (si fa per dire)troppo sbilanciati su Dio e poco sull'uomo.

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    Laron

    01/03/2011 16:23:31

    Idolatrato eccessivamente come libro, nulla di esaltante, forse per la sua epoca interessante ed affascinante ma di certo a distanza di secoli a mio avviso perde molta della sua forza.. più godibile nella prima metà la storia.

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    Luigi

    17/11/2010 01:25:27

    Capolavoro assoluto della letteratura mondiale. Robinson Crusoe di Defoe è uno dei libri più conosciuti e noti in tutto il mondo, grazie anche alle tante produzioni televisive. La trama è nota a tutti, il naufragio nell'isola deserta e la dura lotta per la sopravvivenza fino al "lieto" fine conclusivo. Però, secondo me, la grandezza del romanzo è riscontrabile nella capacità di Defoe di farci immedesimare nel personaggio e farci sognare ad occhi aperti di essere davvero lì su quell'isola deserto alle prese con una dura lotta per la sopravvivenza. Il libro è anche molto istruttivo perchè si imparano tante cose tecniche (utili in casi estremi e non). Defoe riesce a creare un personaggio unico che gli permette di entrare a far parte, di diritto, nell'olimpo degli immortali della storia della letteratura mondiale. Da leggere assolutamente. SUPERCONSIGLIATO!!

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    paolo

    11/09/2010 01:02:28

    Può essere considerato a buon diritto uno dei migliori romanzi d'avventura mai scritti. L'autore affronta le problematiche sottese alla sopravvivenza in condizioni estreme con dovizia di particolari e senza mai trascurare l'introspezione psicologica del protagonista di fronte alle diverse circostanze che contrassegnano i suoi viaggi. Colpisce la parte in cui Defoe indugia sulla continua ricerca da parte di Rombinson di nuove ragioni che lo possano persuadere a lottare contro le tragiche avversità della vita. Sentimenti come il pentimento, l'afflizione per il naufragio, la solitudine, il rimpianto per non aver seguito i consigli del padre, la devozione ritrovata verso il proprio credo religioso, l'apprezzamento delle risorse materiali fornite daala natura, la riconoscenza verso Dio per la salvezza conquistata, la speranza mai completamente sopita di ritrovare la via per la terra natia perduta, vengono sviscerati con magistrale sapienza e sottile tecnica narrativa. La tematica del viaggio e le conseguenze che questo comporta in termini di reazioni emotive è il vero nucleo centrale della vicenda. Racconto imperdibile e di intramontabile attualità.

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    riccardo

    07/02/2009 16:45:45

    fruquento la prima media e a professoressa ce lo ha imposto. pre me questo libro non è affascinante come la pensano tutti i miei compagni. non si può dire che sia brutto, ma non è neanche uno splendore!!!! alla fine, comunque, ti lascia qualcosa dentro anche essendo un po' noioso.

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    omacc

    05/09/2008 16:17:14

    Dio santo! Questo romanzo e' stato scritto quasi tre secoli fa e secondo me sarebbe stato un capolavoro di genialita' anche se fosse stato presenatato alle stampe nel 2008 eppure c'e' gente che non ne capisce la grandezza. Per carita' tutte le opinioni sono rispettabili, ma forse ci vorrebbe meno superficialita'.

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    mirko

    30/04/2008 15:52:50

    L'ho letto per la prima volta ad 8 anni e fu il mio primo libro, non l'ho mai più riletto ed ora ne ho 33. Dò il voto in base all'impressione che mi face allora. E' comunque il romanzo di avventura per ragazzi più famoso al mondo ed il motivo c'è. Ovvio, bisogna sempre interpretare ed immedesimarsi. Se siete "leggeri" e poco propensi a capire le situazioni difficili, oppure di giudizio facile, lasciate perdere. Al contrario se siete persone profonde, prendete in mano questo libro che è uno degli intramontabili! Sullo stesso filone, e a mio parere più bello, "l'isola dei delfini blu" di scott o'dell che merita un 10 pieno! Avventura pura!

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    Vittorio Caffè

    23/10/2007 19:37:40

    Si può dire quel che si vuole di Robinson Crusoe. Scritto da un uomo di 58 anni che fino a quel momento (1719) non aveva mai dato grande importanza alla letteratura, e che lo buttò giù in fretta e furia per pagare i debiti, questo libro è sostanzialmente una truffa, come le altre opere di Defoe: lui infatti li pubblicava come veri memoriali di personaggi veri. Un vero imbroglione, no? Eppure, cari amici, il romanzo moderno l'ha inventato lui, non dico da solo, ma con questi libri memorabili rispetto ai quali tutto ciò che viene dopo è commento. C'è un prima e un dopo Defoe, e questo non si può negare; Defoe resta una di quelle figure titaniche sulle quali si misura la storia della letteratura, di tutte le letterature. Il semplice fatto che il nome di Robinson sia entrato a tal punto nella testa della gente che lo conoscono anche quelli che non hanno mai sentito nominare il suo autore sta a dimostrarlo. Defoe è un gigante, come Cervantes, come Melville, uno di quegli uomini che non hanno inventato un semplice personaggio, ma hanno creato un mito.

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    Riccardo

    18/09/2007 13:42:29

    Mi sento in dovere di tirare su la media di questo libro, che ho trovato eccezionale. Al contrario di altri lettori, ho apprezzato particolarmente le riflessioni del protagonista, forse perché in molte di esse ho trovato conforto e alimento per i miei pensieri. Un ottimo libro.

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    luigi cotrufo

    18/07/2007 11:37:10

    I difetti che si possono riscontrare in un libro come Robinson Crusoe sono tanti e li ho visti elencati nelle varie recensioni che mi hanno preceduto. Anche io vi ho visto il vezzo tipicamente protestante di invocare la Provvidenza per ogni minimo accadimento; lo sciovinismo inglese che porta il protagonista a deprecare i "selvaggi" per le loro pratiche antropofaghe e a non avere nulla da eccepire sullo schiavismo; la scarsa probabilità che possa esistere un superuomo come Crusoe che in quelle condizioni disperate riesca, con la propria razionalità, immensa forza fisica e salute, ad organizzarsi in un modo così perfetto. Premesso tutto questo e considerando l'epoca e la società in cui il libro è stato concepito, debbo dire che R.C. è sempre un gran bel libro. Si legge con estremo piacere e diletto perché è un monumento alla fantasia e riesce a rievocare paure, slanci ed aspirazioni che ognuno di noi ha dentro. Cosa che non guasta, in questa edizione, trovo che sia anche ben tradotto perché usa un linguaggio scorrevole e nello stesso tempo impiega termini arcaici che ridanno il sapore dell'epoca e, almeno a me, fa pensare a Defoe con la penna d'oca e il parruccone settecentesco mentre scrive.

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    Federico

    10/03/2003 18:13:00

    Un'avventura incredibile, narrata con una suspance magistrale. E' sbagliatissimo affermare che un libro come questo appartenga solo alla letteratura per ragazzi. Chi di noi non ha mai sognato almeno una volta di poter vivere le avventure, se pur inquietanti, ma affascinanti come quelle accadute a Robinson ?

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    andrea

    08/02/2003 08:49:55

    ho dovuto leggere sto libro per la scuola e fa proprio schifo..........è noiosissimo non ho mai letto un libro peggiore ti fa addormentare dopo due pagine con le continue riflessioni del naufrago.......non ve lo consiglio

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    Maria Giulia

    23/01/2003 21:26:35

    Non ho mai letto un libro più noioso di questo: le incessanti descrizioni e la povertà della trama lo rendono davvero illegibile. Il fatto che Robinson comprenda il significato della vita è l'unico aspetto che rende il libro in qualche modo interessante. Ma rimane il fatto che è troppo lungo per i concetti che esprime.

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  • Daniel Defoe Cover

    Scrittore inglese. Figlio di un modesto negoziante, ebbe un’istruzione piuttosto eterogenea e frammentaria, viaggiò a lungo in Europa e tentò varie imprese commerciali, ottenendo però sempre risultati deludenti. Verso il 1700 si stabilì definitivamente a Londra, cercando di vivere come giornalista e libellista. S'impegnò in politica cambiando casacca diverse volte, nel corso di una vita pubblica che durò diversi decenni, e nel corso della quale fu più volte incarcerato per motivi politici e anche per i debiti. Nel 1704 fondò e diresse «The Review», rivista sulle cui colonne espresse le sue eccezionali qualità di giornalista. Defoe è infatti considerato uno dei fondatori del giornalismo moderno. Verso... Approfondisci
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