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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 485 p., Brossura
  • EAN: 9788806229276
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    ilse

    02/01/2017 08.37.04

    Un libro che ti scoppietta fra le mani. Meraviglioso!!!!

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    Loris

    05/09/2016 13.53.22

    Mari si diverte a scrivere un romanzo che richiama il racconto di formazione proprio dei classici inglesi dei secoli scorsi. È naturale trovare tracce di Dickens e di Stevenson, probabilmente ve ne sono anche di Fielding. La modernità irrompe nel gioco meta-letterario che nella cornice esplicita il processo di immedesimazione tra autore e personaggio (e lettore). I riferimenti alla sessualità, per quanto garbati, sono più espliciti di quanto fosse concesso agli scrittori di altre epoche. Soprattutto, l'ironia si accompagna ad una 'morale' che si allontana dalla rassicurante visione vittoriana. L'orfano trova una famiglia, ma i cattivi, simpatici o meno, sono ben lontani dall'essere puniti: vincono il compromesso e il pragmatismo. Al di là di queste considerazioni, resta il piacere della lettura, il divertimento che si trasmette al lettore di capitolo in capitolo, passando tra complotti, omicidi, fughe e viaggi per mare con l'immancabile ammutinamento. La schiera dei personaggi è folta: alcuni restano abbozzati o spariscono improvvisamente (e crudelmente), altri evolvono in modo sorprendente. Fin dal titolo, uno dei temi è proprio l'identità, la ricerca di un sé che si definisce attraverso l'esperienza, il viaggio, lo 'specchio' offerto dagli altri, amici e nemici. Va da sé infine che molto del piacere è legato alla raffinatezza stilistica di Mari, ad un'idea alta ma non per questo ingessata o pretenziosa di letteratura.

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    Fabio Scarnati

    29/03/2016 15.45.19

    Un Capolavoro. Il più grande romanzo di un autore italiano degli ultimi vent'anni. Michele Mari è il migliore scrittore italiano in circolazione e questo è in assoluto il suo libro più bello. Una storia di orfani, di locande fumose, di sicari, di un oste e di suore non convenzionali. Un romanzo d'appendice che sembra scritto a quattro mani da Dickens e da Stevenson. Non lasciatevelo scappare. Chi non apprezza può sempre leggere Coelho, Volo, Moccia, Topolino, Susanna Tamaro, Le Cinquanta sfumature di Topo Gigio, Luciana Littizzetto e altra roba simile.

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    Cristiana

    02/03/2016 22.45.49

    Storia insulsa non adatta a nessuno: forse sarebbe potuta piacere a un ragazzino di dieci anni se non fosse piena di sconcezze inutili (o forse al ragazzino piacerebbe proprio per questo e sempre per questo non si può dargliela da leggere)

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    Il libraio di Treviso

    24/09/2015 12.50.40

    Orfani ed eredi, omicidi e scambi di persona, prostitute e suore: Mari si traveste da Stevenson, riscrive il romanzo d'avventura e ci regala unna storia che fa sorridere e sognare.

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    Toshiro

    01/09/2015 09.59.55

    Che libro!!!!Una vera scoperta, devo ammettere che non conoscevo assolutamente questo scrittore e ho deciso di leggerlo solo dopo aver letto una recensione molto positiva che "scomodava" scrittori del calibro di Dickens e Stevenson. Devo dire che il paragone era molto rischioso ma Mari supera la prova a piene mani costruendo una storia bellissima con personaggi degni della miglior tradizione del genere, piena di umor e con un ritmo che consente di non annoiarsi mai in u libro che conta quasi 500 pagine.Che dire, per un amante di Dickens sapere che c'è ancora qualcuno capace di scrivere un romanzo del genere è una grande gioia.

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    martomax

    13/08/2015 01.57.59

    A leggere i vari commenti qui e sulla rete in generale mi aspettavo molto da questo libro ed invece l'ho trovato di una banalitá disarmante. Una trama che sembra partire bene ma che dura poco per via dei personaggi poco caratterizzati quando non grotteschi, eventi ed intrecci che spesso non hanno ne capo ne coda, una storia inutilmente lunga e prolissa che conduce ad un finale insulso che mi ha lasciato basito. Piacevole lo stile dell'autore, ma per favore non offendiamo i mostri sacri del passato.

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    Emiliano

    18/06/2015 23.45.29

    Ho già letto diversi libri di Michele Mari, è stata una bellissima scoperta per me. Roderick Dudle me lo ero 'tenuto' sino ad ora, per una lettura fronte mare. Mi ha fatto compagnia, anch'io come altri ho centellinato le pagine e sperato ne mancassero sempre tante. Però... però non mi ha convinto del tutto: diciamo 3,5 stelle. La rete dei personaggi a un certo punto mi è parsa moltiplicarsi inutilmente. Alcuni intervengono a metà libro, altri in pratica escono di scena (anche senza morire), altri subentrano facendo le veci di un altro personaggio morto. Le motivazioni che li muovono inoltre, da principio ragionevoli, si fanno sempre più deboli, insensate. Nessuno dei personaggi poi mi ha coinvolto emotivamente, tutti un po' bidimensionali. Mari è bravo, con il romanzo d'avventura e certe atmosfere gioca in casa, ma qui secondo me ha esagerato, ha perso la 'misura'!

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    Cristiana

    15/05/2015 19.48.29

    Scusate ma proprio non capisco come si possa amare un libro del genere: a me sembra una scopiazzatura molto malfatta e senza alcuna fantasia di Dickens. Certo è un feuilleton, ma noiosissimo, quasi sicuramente anche per un dodicenne (a cui del resto non si potrebbe dare in lettura a causa delle sconcezze abbastanza gratuite); ma un adulto come fa a leggere una cosa così? E' un elenco di accadimenti assolutamente privi di intreccio e di suspence con personaggi in gran parte del tutto improbabili e soprattutto assolutamente privi di spessore:i buoni sono insulsi e i cattivi cattivissimi e ridicoli. Mah? Non mi spiegherò mai perchè pubblichino certi libri! E soprattutto non riesco a credere che chi l'ha letto integralmente (le prime cinque pagine potrebbero anche ingannare...)possa averlo apprezzato. Io, per la cronaca, ho desistito dopo aver letto senza divertimento alcuno appena un quarto del libro: ne ho avuto davvero abbastanza!

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    Bicio25

    31/03/2015 16.14.28

    semplicemente da leggere ....

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    patrizia

    06/02/2015 16.48.28

    Il piacere di leggere un italiano scorrevole e colto, il saper giocare con le parole e farti assaporarre il gusto della scelta felice. Quando mai un romanzone d'appendice così colto eppure così facile?

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    DR

    03/02/2015 18.51.11

    Michele Mari fa qui con la letteratura avventurosa classica e con Dickens quello che Vanni Santoni ha fatto col fantasy in Terra Ignota. Il risultato è divertente e erudito.

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    NICO69

    15/12/2014 15.08.39

    Si può pubblicare una recensione su un libro che ancora si sta leggendo? In questo caso lo faccio perchè non so se e quando terminerò questo libro. Dopo aver divorato le prime pagine, ho rallentato, per gustarmelo meglio, rallentato sino quasi a distillarlo per cogliere l'essenza di ogni rigo, di ogni parola, di ogni personaggio. E lo vado centellinando con parsimonia, nella vana speranza che, nel frattempo, le pagine aumentino ed il libro possa non finire mai....Splendido.

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    MARFISA

    06/09/2014 16.00.46

    Orfana di Antonio Tabucchi,grazie a Mari ho riscoperto il piacere di leggere autori italiani.apprezzo lo stile colto,mai pedante,l'ironia,l'intelligenza .Ho letto anche 'Verderame' e non mi fermerò qui.

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    Fabio Scarnati

    18/06/2014 16.25.46

    Roderick ha dieci anni, e tutto quello che possiede è un medaglione. Ancora non lo sa, ma quell'oggetto - per cui tutti intorno a lui sembrano disposti a uccidere - lo porterà più lontano di qualsiasi nave al largo dell'oceano. Un appassionante e insieme raffinatissimo gioco letterario, che ha la forza e l'intelligenza di proporsi alla lettura semplicemente come romanzo d'appendice contemporaneo. Con "Roderick Duddle" (finalista al premio Campiello 2014) Michele Mari ha scritto una storia capace di rifondare a ogni pagina il gesto stesso del narrare: un libro che entra di diritto, e che resterà, statene certi, nella tradizione del grande romanzo d'avventura. Con questo libro, uno tra i più belli usciti in Italia negli ultimi trent'anni, Michele Mari si conferma il migliore scrittore italiano in circolazione. Roderick Duddle è un Capolavoro assoluto.

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    Marlow

    18/05/2014 11.00.20

    Libro notevole e profondamente "mariano", altro che Dickens e Stevenson (che ci sono, ovviamente, ma diventano subito Michele Mari, come lui è Roderick). In realtà questo libro è un sogno; il sogno di un bambino appassionato e solitario, visceralmente innamorato dei grandi romanzi d'avventura.

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    Chiara

    22/04/2014 16.50.32

    L'unica pecca di questo capolavoro è il finale. Non certo dal punto di vista narrativo, ma semplicemente perché conduce ad una fine. Avrei voluto non raggiungerla mai. Di questi luoghi, di questi personaggi, di questa atmosfera davvero unica porto dentro ogni frammento. Grazie a Michele Mari per l'eleganza, il viaggio, il tempo perfetto nel quale perdersi.

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