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Philipp Meyer

Traduttore: C. Mennella
Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2010
Pagine: 431 p. , Brossura
  • EAN: 9788806197148

Recensioni dei clienti

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    gino

    30/04/2016 09.45.06

    Libro scritto molto bene con grande cura nella definizione dei personaggi della provincia americana negli anni della crisi. Feccia bianca, white trash cosi definiscono negli Stati Uniti i disgraziati che vivono nei trailer, ai margini del sogno americano, incapaci di riscattarsi anche quando ne hanno l'opportunita' e proprio questo viene reso talmente bene da rendere difficile la lettura di questo romanzo per il senso di tragedia incombente che attende uno per uno i protagonisti.

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    Paolo

    22/12/2014 16.54.17

    La depressione economica simboleggiata dalla ruggine che si deposita sulle vecchie acciaierie si rispecchia nelle vite degli abitanti della valle: vite deluse perché non hanno mantenuto ciò che sembravano promettere, perché è mancata la forza di fare certe scelte in un preciso momento o perché le si è fatte sbagliate (a chi non è capitato?). Ma poi succede un fatto che turba la quieta, rassegnata esistenza della valle, e che costringe tutti i personaggi del romanzo a ripensare la propria esistenza, a cambiare. E a fare finalmente quella scelta di cui non si credevano più capaci (o non fare la scelta che si temeva avrebbero fatto). Il travaglio dei protagonisti è reso molto bene attraverso i loro pensieri e i dialoghi molto ben costruiti. Ho trovato chiari echi della miglior letteratura americana del '900 (Steinbeck, McCarthy, Kerouac, ecc.) nell'opera prima - e in quanto tale non perfetta ma che consiglio vivamente - di un autore di cui risentiremo presto parlare.

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    darios

    03/08/2014 08.21.03

    Di certo un bel libro che val la pena di leggere. Ho apprezzato soprattutto il ritmo e la capacità dell'autore di delineare i contorni dei personaggi nel corso narrazione. Meyer ha sicuramente stoffa e probabilmente darà soddisfazioni. Per il momento però a mio avviso è presto per paragonarlo ai grandi scrittori americani.

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    Alessandro

    16/07/2014 15.39.33

    Un bellissimo e potente affresco dell'America, non quella delle immense città con grattacieli infiniti ma quella dei piccoli centri rurali nei quali i giovani abitanti, e non solo, cercano di trovare il loro posto nel mondo. Uno dei più bei romanzi degli ultimi anni. Da leggere assolutamente.

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    Massimo F.

    20/06/2014 21.59.26

    Bello, potente, amaro. Un classico romanzo americano nel senso migliore del termine, con personaggi scavati fino in fondo e quello sguardo sulle debolezze umane che non lascia scampo.

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    Marcello

    23/05/2014 11.34.31

    Faulkner? McCarty? Roth? No ma ci siamo molto vicini! Una ruggine della depressione industriale corrode inesorabilmente la provincia americana e le deboli famiglie del sottoproletariato. Vite senza speranza sulla china del loro destino,della solitudine e della sfortuna ? Forse no, un briciolo di sereno o di sana rassegnazione si vede. Mirabile affresco anche se ti comunica tanta angoscia e ti fa sentire un privilegiato. 4.5

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    LucaMilano

    11/03/2014 16.52.56

    romanzo eccellente, i paragoni con gli illustri predecessori americani si sprecano, e non sono del tutto inopportuni, siamo in presenza di un giovane autore ma il racconto è scritto con l'inchiostro del grande romanzo americano, fatto di spazi sconfinati,viaggi avventurosi con mezzi di fortuna attraverso paesaggi e luoghi che sono protagonisti al pari dei personaggi, uomini e donne superbamente descritti nelle loro psicologie, il cui sogno si tramuta in incubo mentre la disgregazione sociale di un'intera vallata, che ha fondato la sua economia sulle acciaierie, lascia come macabra testimonianza di un epoca finita siti ridotti a gingantestche carcasse rugginose. Il tutto scritto magistralmente.

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    Ferdinando

    23/06/2013 18.00.22

    Stupidamente, dopo averlo acquistato, ho tenuto questo libro sullo scaffale per due anni, senza leggerlo. Proprio come un piccolo scrigno in attesa di essere aperto. L'ho appena, terminato. Libro stupendo! Scrittura magistrale, descrizione dei personaggi profonda e sobria, delicata e rispettosa, mai banale. Un autore che farà senz'altro strada. Libro consigliatissimo!!!! Ho appena acquistato il suo secondo romanzo in lingua originale, non riesco proprio ad attendere che venga tradotto.

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    nelly bonelli

    04/02/2011 18.51.05

    Molto bello. Una natura selvaggia, di mille tonalità di verde che vince sugli scheletri delle acciaierie abbandonate. Mi ha ricordato un pò le storie di Nick Adams. Il ritmo è serrato, lucido e ricorda lo Steinbeck di Furore. Per fortuna una nuova voce. Chi ama Springsteen, poi, ritrova le sue principali tematiche.Assolutamente da leggere

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    HELLORAFFA

    16/11/2010 18.00.25

    ho acquistato il libro incurisito dopo aver letto una recensione molto favorevole sulla rivista blow up e non sono rimasto deluso...anzi...questa e' scrittura pesante che ti entra dentro...davvero molto molto bello.

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    logiovane

    27/09/2010 16.48.21

    Ho letto in giro Philipp Meyer paragonato a Cormac McCarthy, John Steinbeck, William Faulkner. La mia sensazione è che Philipp Meyer sia davvero bravo ed i premi che ha ricevuto lo dimostrano, ma per raggiungere la drammaticità dei maestri deve ancora impegnarsi molto. Il libro ha un inizio molto intenso e drammatico; mi piace e riesco ad appassionarmi ai protagonisti. Ci sono poi pagine che mi entusiasmano per quanto sono scritte bene . Ma il finale si alleggerisce e arriva, a mio giudizio, ad una conclusione troppo semplice e sbrigativa. Philipp Meyer merita comunque di essere seguito.

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