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Valentina D'Urbano

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2012
Pagine: 319 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830431140

Un esordio forte che narra una storia d'amore e morte, come un dramma classico. L'ambientazione è il nulla grigio e spento dei palazzi popolari occupati e abbandonati al loro degrado in cui crescono ragazzi che non escono quasi mai da questo recinto. E che qui giocano, litigano, amano, vivono e muoiono.
Uno scenario contemporaneo: le Vele di Scampia, le Vallette a Torino, Quarto Oggiaro a Milano, Tor Bella Monaca a Roma. C’è in ogni città italiana un quartiere, qualche palazzo, una via dove l’ordine, la civiltà, la convivenza “normale” sono scalzati da un altro mondo, altri equilibri, altre regole. In ogni metropoli c’è La Fortezza. Anche in questi palazzi si vive, anche qui si trovano famiglie che cercano di trascorrere un’esistenza tranquilla, ma si impara sin da bambini che arrivare a sera ogni giorno è faticoso, che bisogna sapersi parare le spalle, che gli esseri umani possono essere anche molto pericolosi. Persino i padri possono diventare una minaccia reale.
Un padre che beve, troppo. Un padre vedovo che si ubriaca e picchia i figli: Massimiliano, Alfredo e Andrea. Sotto di loro vive una famiglia più tranquilla con un papà, una mamma e due figli, Beatrice e Francesco. Lì trovano rifugio i bambini quando il padre esagera. Lì trova un letto in cui dormire soprattutto Alfredo, sin dai suoi sei anni. Lì continua a rifugiarsi col passare del tempo, tra le braccia di una donna che non è sua madre e sotto le coperte del letto di Beatrice e Francesco. Crescendo insieme Beatrice e Alfredo – praticamente coetanei - diventano fratelli, anzi, gemelli come li chiamano gli amici. Assumono la stessa camminata, prendono le stesse movenze, gli stessi gesti ripetuti come in un balletto di cui conoscono ogni singola mossa. Un rapporto fatto di gelosie, rancori, odio e amore. Un’amicizia destinata a diventare la colonna portante dell’adolescenza di entrambi, così caratterialmente differenti, ma uniti in modo indissolubile dalla sofferenza comune, dalla fatica di vivere in quel mondo.
Sceglie un esordio difficile Valentina d’Urbano, quello del romanzo di formazione. Il paragone con altri racconti analoghi può essere impegnativo, forse troppo, ma lei ne esce bene. Sceglie anche di dire al lettore sin dal primo capitolo dove andrà a parare la storia: non aspettatevi il lieto fine. È Beatrice che racconta in prima persona la sua vita che è poi, per vicinanza, per gemellaggio, anche quella di Alfredo. La storia di un amore impossibile, destinato all’infelicità non tanto e non solo per il luogo in cui nasce, ma per l’incomunicabilità tra due persone simili e terribilmente diverse. “Non lo so, forse era l’ambiente che ci aveva prodotti. Forse ce l’avevamo nel sangue. Forse era la gente che frequentavamo, la noia, la mancanza di obiettivi. La consapevolezza di non poter essere mai niente di diverso, la presa di coscienza che saremmo stati così per tutta la vita. Fuori si susseguivano gli anni e il mondo cambiava. Dentro noi rimanevamo fermi. Non ce l’avevamo un motivo per vivere, non sapevamo darcelo. Lo facevamo e basta.”
Un romanzo che si sviluppa tra gli anni di piombo e quelli "da bere" ma dove la Storia sfiora appena i protagonisti, chiusi in un mondo tragicamente senza tempo. Un dramma che richiama alla mente la tragedia classica e che presenta una sua Agorà: l'anfiteatro degradato in cui i ragazzi s'incontrano e vivono. Una figura positiva, umana e tragica verrà sommersa, un personaggio meno generoso ma più forte verrà salvato.

Recensione a cura di Giulia Mozzato

Recensioni dei clienti

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    marina

    28/09/2016 10.30.58

    struggente e bellissimo, mi ha emozionato dalla prima all'ultima pagina

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    Emily Ross

    27/07/2016 11.52.21

    Un bel libro, indubbiamente, ma a mio parere troppo crudo per essere una storia d'amore, per quanto difficile, dolorosa e cruenta possa essere. Sostanzialmente ho letto questo libro aspettando il momento in cui la storia d'amore sarebbe esplosa, in qualche modo: positivo o negativo che fosse, invece alla fine rimaniamo a chiederci ma quest'amore quando è avvenuto, se sono stati tutto il tempo ad insultarsi? Comunque un buonissimo esercizio di scrittura, un'ambientazione che ricalca i palazzoni popolari e la povertà di certi luoghi e che ti trascina nell'abisso, volente o nolente. Solo avrei voluto vedere un briciolo d'amore in più, che come denota la fine dev'esserci stato per forza.

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    stellina76

    23/09/2015 14.32.03

    Ho terminato questo libro in treno...trattenendo a fatica le lacrime...scritto in modo scorrevole, realistico e struggente.

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    emanuela massacesi

    21/08/2015 14.06.14

    narrazione forte e travolgente ,un libo pieno di emozioni ,racconta una grande storia d'amore ,una storia d'amore reale priva del classico lieto fine .... le pagine hanno un potere evocativo ...ti scavano nelle emozioni ...chi non ha mai sognato un amore cosi' grande??? che pero' deve fare i conti con una realta' spietata che non lascia posto al romanticismo smielato della favola tradizionale

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    Paola

    01/07/2015 11.06.44

    Un libro che veramente ti entra dentro con una forza dirompente. Al centro della storia c'è un vincolo affettivo che va oltre le normali definizioni di amicizia o amore: i due protagonisti sono due anime legate in modo indissolubile, di più: sono l'uno parte dell'altra. E' una storia che fa male, è come un pugno dalla prima all'ultima pagina. Proprio la strategia usata dall'autrice di suggerire da subito il finale del romanzo riesce a caricare tutta la vicenda di tensione narrativa e di un fortissimo pathos. Credo che la scrittrice sia davvero riuscita a fare in modo che il lettore "viva e soffra" la storia accanto ai personaggi. Utilizza uno stile asciutto e ruvido che ben si adatta a questa storia di amore oscuro, viscerale, che rischia di portare alla distruzione entrambi i protagonisti. Assolutamente consigliato!

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    Annarita

    27/03/2015 15.13.46

    Un libro non dovrebbe essere così. Un libro dovrebbe essere esattamente così. Forse perchè in queste realtà ci vivo, le conosco, questo libro mi ha colpito talmente tanto da farmi tremare le ginocchia, farmi venire il mal di stomaco, spesso ho dovuto chiuderlo, spesso mi sono detta di lasciarlo perdere, ho saltato delle parti ma ho dovuto ritornarci. Ti colpisce la sofferenza, l'odio, l'impotenza, il non crescere mai e crescere in fretta, una speranza che c'è e non c'è, perchè quando nasci con una maledizione addosso, che è un'etichetta, e in un posto che non ti offre nulla tranne il degrado, la felicità puoi lasciarla andare insieme alle tue speranze. La Fortezza non è solo un posto, è un'anima, un Dio che sorveglia tutti dall'alto e li punisce quanto ritiene opportuno. A nulla vale cercare di essere qualcosa di diverso. Alfredo fallisce nell'intento. Però mi piace pensare che Bea abbia potuto trovarlo il suo angolo di spensieratezza. Mi piace pensare che il dolore, per lei sia passato e che la Fortezza sia diventata solo un luogo come un altro. Ho bisogno di pensarla così. Brava Valentina D'Urbano,brava.

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    Gloria

    30/12/2014 08.22.37

    Il rumore dei tuoi passi è la storia del degrado che priva, che condanna a crescere in un universo isolato. E' la storia di due ragazzi che avevano imparato a bastarsi per vincere la vita crudele che erano costretti a vivere, o almeno questo era quello di cui era convinta Beatrice. Beatrice bastava ad Alfredo ed Alfredo bastava a Beatrice, finché un giorno Alfredo si allontanerà per sempre da lei, scegliendo una strada alternativa. Un compendio di emozioni: la storia di un amore imperfetto che sopravvive nonostante tutto, nonostante i difetti, nonostante le difficoltà, nonostante la morte, perché semplicemente esiste. Al di là dei toni crudi, forse troppo, usati dall'autrice, penso sia questo il messaggio che Valentina ha voluto lasciare con questa narrazione: l'amore, se davvero esiste, vince su tutto, l'amore è istinto di conservazione, è rifugio sicuro. E' uno di quei libri che fa piangere, non per commozione, non per parole profonde e lo stile ampolloso, ma per il dolore e la rabbia che provi di fronte a queste vite disagiate che non puoi far nulla per aiutare, rispetto alle quali sei inerme. E' uno di quei libri che ti lascia con la consapevolezza che la vita è dura, a tratti fa schifo, ma vale la pena di essere vissuta!

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    rosanna

    11/09/2014 13.20.38

    Bello ma doloroso,forse troppo doloroso.Un amore totale senza speranza in cui lui è un giovane segnato da un'infanzia difficile con un padre violento e una madre morta prematuramente.Lei invece ha una famiglia sana,unita con una mamma sensibile e molto presente e un padre un po' rude ma legatissimo ai figli. La storia nasce e si sviluppa in un quartiere degradato di una città non identificata,loro,i ragazzi,vivono nello stesso palazzo.Crescono insieme,simbioticamente,non possono fare l'uno a meno dell'altra.Ma non riescono ad avere un rapporto equilibrato,normale,non sanno parlare fra di loro,il loro è un linguaggio violento,anche fisicamente,non ci saranno mai parole dolci,affettuose,solo insulti,schiaffi,botte,litigi continui.Ma si amano perdutamente.Il loro amore arriva anche a chi legge,io ne sono rimasta affascinata.Un amore assoluto ma tragico,con un finale annunciato da subito che toglie qualunque speranza. Se devo obiettare qualcosa è proprio la totale incapacità di reazione dei protagonisti al loro destino.Lei cerca di sfuggire alla Fortezza,così viene chiamato il quartiere,ma insieme, nonostante il loro straordinario amore, non sono capaci di costruirsi un futuro diverso. Alfredo è l'anello debole della coppia,incapace di ribellarsi al suo desiderio di autodistruzione.Lei fa l'impossibile,e quanta sofferenza,quasi la tocchi con mano!,ma deve arrendersi al destino cui Alfredo si offre,inesorabilmente. Il finale non mi ha convinto,non mi è piaciuto,non l'ho trovato compatibile con il racconto,ovviamente è una considerazione personalissiama. Leggetelo,la D'Urbano è veramente brava.

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    bea

    09/09/2014 00.46.33

    L'ho divorato in mezza giornata. Un libro sconvolgente, ho provato le emozioni dei protagonisti e non ho smesso di piangere un attimo. Questo libro è un capolavoro, se ne leggono tanti belli ma solo uno che ti lascia emozioni come il rumore dei tuoi passi è un vero libro.

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    Ambra

    06/07/2014 06.22.23

    Quanto ho pianto alla fine di questo libro! Da leggere, assolutamente. Una storia che rimane e ti appassiona fino all'ultimo. Uno stile direi semplice ma senz'altro il più adatto. Bellissimo.

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    Stefania

    29/06/2014 21.43.31

    Libro semplicemente straordinario, una scrittrice unica nel suo genere. I gemelli mi hanno lasciata senza parole, sono due personaggi che ti lasciano un sapore strano in bocca, sembra quasi di conoscerli, sembra quasi facciano parte di te. Un libro difficile da commentare ed un metodo di scrittura talmente pulito e semplice da lasciarti esterrefatta ...

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    Carla

    27/03/2014 16.42.39

    Un romanzo bellissimo ed emozionante.....dimostra che , a volte , nei posti più degradati, possono nascere e fiorire sentimenti meravigliosi e profondi...Molti personaggi sanno amare veramente nella buona e nella cattiva sorte..Bea sa sacrificare parte della sua vita rinunciando anche ad un lavoro piacevole per amore di Alfredo.... Niente cinismo così di moda in questo periodo... Da leggere...

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    Chiara

    18/03/2014 10.08.42

    È da un po' di tempo che non attribuisco un punteggio così alto ad un libro. È un romanzo che commuove e coinvolge, con uno stile di scrittura semplice perfettamente coerente con il personaggio che parla in prima persona, e con l'ambientazione. Per alcuni aspetti, mi ha ricordato "Jack Frusciante è uscito dal gruppo", anche se il mondo che ospita la vicenda non è quello della Bologna borghese, ma della periferia degradata. Nonostante la sporcizia, la povertà, le case occupate e la droga, esistono dei lampi di luce capaci di rischiarare le anime dei protagonisti ed aiutarli a ricomprare, per le loro vite, una sorta di purezza. Due figure secondo me significative, anche se non rientrano fra i personaggi principali, sono i genitori di Beatrice: vengono dipinti come generosi, altruisti, dotati di grandissima umanità prova del fatto che anche in mezzo al deserto, materiale ed emotivo, ci possono essere persone per bene.

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    laura63

    30/12/2013 10.10.49

    Lo leggi, anzi, lo divori, come lui divora te, strappandoti la pelle. Rabbiosa, profonda, una storia d'amore grande in un quartiere degradato fuori dal mondo, ma molto reale! Bello e agghiacciante!

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    amelia

    25/11/2013 21.52.36

    E' un libro di quelli che si legge tutto d'un fiato. Una storia struggente di due adolescenti, che vivono in un quartiere degradato, che fa pensare un pò ai libri di Pasolini "Una vita violenta" e "Ragazzi di vita". La droga prende il sopravvento sul ragazzo e lo afferra fino a farlo morire. Ho letto "Trainspotting" e "Noi i ragazzi dello zoo di Berlino". Lo consiglio ma prima compratevi una scorta di Kleenex!!!

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    Marta80

    16/10/2013 23.07.49

    Un romanzo davvero ben scritto, avvincente e coinvolgente. Non si può davvero chiedere di più ad un'autrice esordiente.

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    Eleonora

    29/09/2013 19.56.53

    Bello, bello davvero. Storia struggente ricca di colpi di scena. Buona descrizione dei personaggi, storia originale e articolata. Da leggere tutto d'un fiato e con le lacrime agli occhi. Molto triste, ma appassionante. Consigliato

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    patrizia

    26/09/2013 23.54.56

    Bel libro anche se lo stile è molto semplice. La storia, per i miei gusti, è troppo cruda ma sul finale si riprende un po'.

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    lorenzo

    26/09/2013 15.02.58

    ho preso il libro sulla base delle vostre valutazioni. le prime 5 pagine non mi hanno convinto poi la trasformazione..letto nel giro di pochissimi giorni. la scrittrice riesce a descrivere i due personaggi principali in modo fantastico, ti sembra di conoscerli da sembre, e vivi il loro rapporto come se fossi uno di loro. complimenti, gran bel esordio.

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    Lucy

    26/09/2013 10.09.10

    Ogni storia è stata già raccontata, ciò che fa la differenza é come la si racconta. Pieni voti a questo "modus" di racconto calibratissimo, nonostante sembri scritto di getto, seguendo l'umoralità della protagonista. La scelta dell'io narrante lo rende ancora più avvincente, grazie anche ad un tratteggio di caratteri mai deludente. Si vorrebbe ricominciare a leggerlo, appena finito. Non capita sempre.... Unica piccolissima critica: nei dialoghi c'è qualche congiuntivo o condizionale ( grammaticalmente esattissimo) che "stona" con l'ambientazione e l'estrazione sociale dei protagonisti, ampiamente descritta. Ma tutto il resto prevale, compresa la bravura dell'Autrice.

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