Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2010
Pagine: 202 p., Brossura
  • EAN: 9788815139610
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 7,02
Descrizione
È il paese più vasto del mondo: distesa tra due continenti, con undici fusi orari e una popolazione di circa 142 milioni di abitanti: la Russia, divenuta indipendente nel 1991 con la line dell'Urss e la nascita della Csi, si è dotata di una nuova Costituzione dal 1993, attraversando un decennio di grave incertezza economica e politica, sino alla stabilizzazione putiniana. La sua forma di governo basata sul potere presidenziale - oggi in fase di ulteriore assestamento - mostra elementi di continuità col passato, quello più remoto delle origi dello Stato russo, ma anche con i decenni del socialismo sovietico, oltre che con il periodo di Gorbacev tanto da essere definita "postsovietica" grazie ad una perdurante concezione fortemente unitaria del potere. Oggi la Russia è uno dei quattro paesi Bric (con Brasile, India e Cina), destinati a dominare l'economia del prossimo mezzo secolo.

€ 11,05

€ 13,00

Risparmi € 1,95 (15%)

Venduto e spedito da IBS

11 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

Altri venditori

Mostra tutti (2 offerte da 13,00 €)

 
 
 

Ganino chiarisce fin dalla premessa al libro che "conoscere la Russia attuale comporta spostarsi idealmente nel tempo e nello spazio (…) per coglierne in una parola 'l'ambiente', inteso come complesso panoramico storico, geografico e politico-costituzionale". Il volume dedicato allo stato più esteso del mondo, per quanto abitato da "soli" 142 milioni di abitanti, presenta quindi, in linea con gli altri titoli della serie, un ritratto del sistema istituzionale della Russia fortemente radicato con la storia di quel paese o, quanto meno, con i suoi sviluppi novecenteschi. Dopo la lunga parentesi sovietica che attribuiva grande importanza al ruolo del partito, il dissolvimento dell'Urss e la nascita della "nuova" Russia hanno richiesto una profonda revisione del sistema costituzionale in vigore dal 1978. In quel contesto di grandi conflitti e incertezze, è emersa la profonda rivalità tra il presidente e il parlamento, che ha caratterizzato la storia russa dei primi anni novanta. Il modello che ne è scaturito è quello di una "'Costituzione di guerra', scritta dal vincitore". Essa stabilisce infatti il primato del presidente della Federazione di Russia, che è la principale figura politica del paese e diventa quasi un "quarto potere", che si somma al legislativo, all'esecutivo e al giudiziario, esercitando notevoli funzioni di controllo e di direzione. Altrettanto conflittuale, in questo paese che proclama i valori democratici, ma che è ancora lontano dal darvi completa attuazione, è il rapporto fra centro e periferia. La presenza di un assetto federale, indispensabile a gestire un territorio così esteso, risulta infatti indebolita dalle forti prerogative del governo di Mosca e dai riusciti tentativi, attraverso i meccanismi elettorali, di rendere pressoché impossibile l'affermarsi di istanze localistiche attraverso partiti regionalisti.
Francesco Regalzi