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Gershom Scholem

Traduttore: C. Ranchetti
Editore: Einaudi
Collana: I millenni
Anno edizione: 2001
Pagine: 959 p. , ill.

9 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Ebraismo

  • EAN: 9788806150686

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    Alessia Monaco

    11/06/2015 17.12.16

    Sabbetay Sevi, come pure in seguito i saggi hassidici, riteneva che l'uomo dovesse guardare in faccia il peccato per poter conoscere il bene e "combattere il male con le sue stesse armi" come ben evidenzia questa biografia-capolavoro di Gershom Scholem. Perfino nel peccato ci sono scintille di divino splendore, perché altrimenti il peccatore non potrebbe sopravvivere né muovere la più piccola parte del corpo. In che cosa consistono le scintille che si trovano nel peccato? Nel pentimento. Nell'ora in cui il peccatore si pentirà e si allontanerà dal peccato, queste scintille emergeranno.

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    Edda Fogarollo

    05/04/2015 00.14.33

    SABBETAY SEVI IL MESSIA MISTICO 1626-1676 è UN CAPOLAVORO di Gershom Scholem. Ci siano molte somiglianze tra il movimento di Sabbetay Sevi il messia mistico e il movimento chassidico del Chabad Lubavitch, che credono che il Rebbe di Lubavitch, Menachem Mendel Schneersohn, è in realtà ancora vivo e sia lui il Moshiach tanto atteso dagli ebrei. La più grande somiglianza tra i due movimenti, io credo, è quando lui (Sevi) si pronuncia il "re, il maestro ..." questo è molto simile a quello dei Chabad Lubavitch che dicono: "Viva il nostro Moré , il nostro Maestro e il nostro Rebbe, il nostro Rabbino, Melakhim Moshiach, Re Messia, nei secoli dei secoli".

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    Fabrizio Porro

    28/08/2012 01.58.35

    L'autocoscienza messianica di Sabbetay Sevi potrebbe essere stata influenzata dalla lettura giovanile del Sefer ha-peli'ah, testo bizantino del XIV secolo, in cui compare un'associazione fra il nome Shabbetay-Saturno e il Messia.

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    Fabrizio Porro

    09/08/2012 22.17.47

    A Sabbetay Sevi e alla sua parabola di vita il grande studioso della Qabbalah Gershom Scholem ha dedicato il suo libro piu carico di passione e dottrina, libro uscito in ebraico nel 1957. La figura di Sabbetay Sevi affascinó Gershom Scholem sin da quando era ragazzo; già nel 1914 egli annotó nel suo diario un'immagine remota, eppure estremamente vivida : quando Sabbetay volle persuadere se stesso e gli altri di essere il Messia, andó nella piazza del mercato di Smirne e a capo scoperto pronunció il Nome ineffabile ed impronunciabile di D-o. Correva l'anno 1648, e a Smirne erano appena giunte le notizie dei sanguinari pogrom che avevano massacrato le comunità ebraiche di Polonia. " Venga il Messia purchè io non lo veda " dicono tre maestri del Talmud armati di pazienza ma anche della paura che serpeggia fra le doglie del Messia, il tempo prossimo alla redenzione carico di catastrofi. La fede nella venuta del Messia e nell'era messianica di pace è scandita quotidianamente nella preghiera ebraica: credere che verrà è un dogma, oltre che una speranza. Il credo nella venuta del Moshiach e nella redenzione messianica è uno dei principi fondamentali della fede ebraica . E credere che il Moshiach arriverà a restaurare il regno di re David nella sua condizione originaria di autorità, a ricostruire il Santo Tempio di Gerusalemme, a radunare i dispersi di Israele; nei suoi giorni tutte le regole della Toràh saranno riportate all'importanza e all'osservanza che avevano in passato. La figura di Sabbetay certamente non ha realizzato tutto questo, anche se rimane una figura importante. Ed il Chassidismo o Hasidismo può anche essere considerato un prodotto indiretto della predicazione di Sabbatai.

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