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Paul Ginsborg

Traduttore: E. Benghi
Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2010
Pagine: 136 p. , Brossura
  • EAN: 9788806202262

Recensioni dei clienti

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    diablo

    24/02/2011 14.47.17

    un libretto agile e di agevole lettura che riconferma la vocazione anglosassone all'analisi politica e storica del nostro paese con il vantaggio della maturità scientifica che ancora mannca ai nostri storici. in parte risente dell'impostazione un po' disarticolata e l'analisi della situazione contemporanea è forse un po' affrettata e paga la pubblicazione precedente monografica dello stesso autore.

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    giuliog02

    18/02/2011 00.38.16

    Accurata analisi - per punti salienti - degli aspetti culturali, sociali, antropologici, politici della storia d'Italia e degli Italiani, dagli inizi del Risorgimento ad oggi. Una lettura che accende l'interesse e che procede veloce. Dopo le prime 10-12 pagine mi é tornata alla mente una definizione dell'intelligenza, data dal Professor Sirtori Senior una trentina d'anni fa: " E'la capacità di reperire e collegare tra loro fatti, argomenti, elementi che giaccono sparsi nei tre piani dello spazio, tenendo conto della quarta dimensione, il tempo ". E così, intelligenti, si sono dimostrate tutte le 133 pagine di questo manualetto, assolutamente degno di essere letto. Ho trovato in esso molte più informazioni di rilevante importanza e collegamenti tra fatti, pensieri, enunciazioni, persone che non in una diecina di volumi già letti in materia. Una visione globale, utilissima per chi voglia cercare di capire il nostro paese, le cause di suoi mali, i punti di forza. Di grande interesse la disamina del presente e la auspicata soluzione. Vivamente consigliato.

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    Fabrizio D'Alfonso

    19/10/2010 11.29.46

    Il volumetto meriterebbe più appropriatamente il titolo Salviamo l'Italia da Berlusconi. Ginsborg prende le mosse da molto lontano e mette tanta carne al fuoco, ma il suo ragionamento (benché si appoggi a una ricca bibliografia) è opaco e divagante e si conclude, a mio parere, fiaccamente, assottigliandosi come una coda di pesce. Le sue proposte, infatti, nonché a salvare l'Italia dai suoi mali cronici, mi sembrano inadeguate anche solo a liberarla da Berlusconi. B. non rappresenta un fenomeno contingente, ma è il prodotto storico della società italiana e figlio di un popolo, il cui tratto principale (scriveva Schopenhauer in un dettagliato giudizio) è "un'impudenza assoluta". Bisognerebbe dunque curare le storiche piaghe del paese, che però Ginsborg vede e non vede, o meglio, le vede, senza dar loro però la dovuta importanza. Per es.: gli ideali del Risorgimento hanno fallito, ma il Risorgimento è considerato un'epopea eroica e altamente morale; destra e sinistra sono fondamentalmente omogenee, ma è ancora sul centro-sinistra (appena un po' rinvigorito) che si fa affidamento per il futuro del paese; i ceti medi riflessivi sono i moderni garibaldini, ma la realtà non dà grande conforto a questo facile ottimismo. Questi garibaldini statali leggeranno pure la Repubblica (che assomiglia sempre più a un catalogo Postal Market) e partecipano alle manifestazioni "in difesa della democrazia", ma si diventa riflessivi con così poca fatica? solo per un atteggiamento spesso esteriore e velleitario? E' sul posto di lavoro e nella vita privata che bisognerebbe osservare questi girotondini. Nella realtà essi aspirano alla carriera, difendono i loro privilegi e cercano i caratteristici segni di distinzione sociale come un qualsiasi lavoratore non-riflessivo. Non è su questi garibaldini con il colletto bianco che l'Italia può oggi riporre le sue speranze, ma piuttosto (per restare nella metafora)sul coraggio e sulla forza di briganti simili a quelli che combatterono contro i piemontesi (oggi impersonati dalla Casta Politica).

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