Sani Gesualdi superstar. Nabbe nel IIII, morve nel 1777

Nino Frassica

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 28 novembre 2017
Pagine: 185 p., Rilegato
  • EAN: 9788804683803
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Descrizione

Questo libro fa ridere. Più di qualsiasi altro vi capiti di leggere.

Fate la prova, apritelo e sarete subito travolti da un incipit folgorante: «Sani Gesualdi nabbe nel 1111 (millecentoundici) e morve nel 1777 (millesettecentosettantasette). Nabbe da Sgallatta Alfredo, soprannominato Scandurra Gaetano, e da Scamarda Agata, vista da destra, o Agata Scamarda, vista da sinistra. Il padre faceva l'indossatore, la madre era casalinga, tutta casa e chiesa, era madre di 106 figli. Sani era il primo gemito, e lo chiamarono Gesualdi, e, per non confondersi, i rimanenti 105 fratelli li chiamarono ""Coso"" oppure ""Cosa"" a seconda del sesso. Il fratello più piccolo, di nome ""Coso"" (106° figlio, ultimo nato), ancora vive. Gli ultimi saranno i primi nella vigna!». Questo è il libro dei nanetti di Sani Gesualdi raccontati da Frate Antonino da Scasazza. Che è un piccolo paese della mente, senza mafia e dove è sempre festa, della provincia siciliana. Il Santo protettore dei nanetti (aneddoti, secondo il linguaggio storpiato di Frate Antonino) nacque nel migliore programma televisivo di sempre, «Quelli della notte» di Arbore, nel 1985. E qui codificò il nuovo esilarante genere letterario. Nello stesso anno Frassica pubblicò questo capolavoro di nonsense e di straniamento linguistico. Lo riproponiamo al pubblico che continua a divertirsi con le sue battute tutte le domeniche a «Che tempo che fa». Le libertà che Frassica si prende con la lingua italiana sono infinitamente più inebrianti e più felici delle comuni storpiature di altri comici. C'è qualcosa di Palazzeschi più che di Totò. L'esito è un capolavoro della comicità da conservare sullo scaffale tra le Tragedie in due battute di Achille Campanile e il Fantozzi di Paolo Villaggio. Perché Frassica ha raccolto in questo libro il suo gramelot mentale. Definitivo. Eccone un altro esempio. «Ringrazzio tutti i correttori di bozze, i quali vedendosi arrivare i miei dattiloscritti li andavano correggendo e mi mandavano le bozze, poi io le rivedevo e correggevo le loro correzioni, poi sono stato costretto a scrivergli: ""Attenzione ogni errore corretto da voi è un errore!!!"". Così loro non solo non hanno più corretto i miei dattiloscritti, ma ogni tanto gli schiaffavano un bell'errore personale. ""Tanto"" dicevano ""è un libro di Frassica"".» Tagliamo la testa al topo, chi l'avrebbe detto che sarebbe diventato un classico? Perché non è bello cio che è bello, ma che bello! che bello! che bello!

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IL CONCORSO CUORE T'ORO
fubbe ideato nel 1444 da Sani Gesualdi.

PREMI IN PAGLIA

Primo Premio: Un Televisore vero
Secondo Premio: Un'alabagiùr
Terzo Premio: Un'arpa
Quarto Premio: Una lira
Quinto Premio: 500 arpe
Sesto Premio: 500 lire
Settimo Premio: Un sassofono
Ottavo Premio: Una chitarra a batterie
Nono Premio: Una batteria a batterie

Numero I. Un buono sconto di 50.000lire per l'acquisto della Torre Eiffel di Parigi
Numero I. Un abbonamento gratis al dodicennale «Scasazza Sera», che è un giornale che esce ogni 12 anni a Scasazza.
(N.B. questo dodicennale molto presto diventerà un seiennale, per essere più presente in edicola e più vicino a le pessone.)
E cetere cetere cetere